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pubblicato giovedì, 21 marzo 2013 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Poesie per la primavera e per la Giornata Mondiale della Poesia

Poesie per la primavera e per la Giornata Mondiale della Poesia

Poesie per la primavera e per la Giornata Mondiale della Poesia

Oggi è il primo giorno di primavera. A dire il vero l’equinozio di primavera è caduto ieri, ma la consuetudine vuole che si festeggi oggi. Anche perché, a guardare il tempo, ieri la giornata è stata uggiosa in buona parte d’Italia. Chissà se oggi sarà diverso.

La gioia per la rinascita della primavera dopo l’inverno è cantata dal poeta francese Jean de la Ville de Mirmont (1886-1914). Nell’attesa che il risveglio della natura sia effettivo e l’inverno diventi veramente un ricordo, gustiamo le parole della poesia Primo omaggio primaverile.

Per tanti giorni ha piovuto!
Tuttavia, ecco che rinasce
primavera, come non la si vedeva
se non, dolce amore, nelle tue romanze…

Addio tossi e starnuti!
Inverno, addio, stagione brutale!
Quest’è davvero l’ultima occasione
d’avere un’anima sentimentale!

Come non posso – strascicando i piedi,
e mordicchiando la mia sigaretta –
non cogliere per te, lungo i sentieri,
dei grandi mazzi di margheritine?

Ma oggi è anche la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999. Oggi come casa editrice siamo presenti nella libreria Musica e Libri di Bastia Umbra (in provincia di Perugia): a ogni cliente regaleremo un libro di poesia. Inoltre a Cocquio Trevisago (Va), nella sede dell’Atelier Capricorno si parlerà di quel grande poeta che è stato Grigore Vieru: noi ne siamo onorati perché siamo stati i suoi editori italiani e lui, Vieru, era emozionato di questa collaborazione. Purtroppo non ha potuto vedere il libro pubblicato in italiano perché un incidente d’auto ha messo fine alla sua vita. Ma le sue parole restano ancora vive tra noi grazie alle sue poesie.

Siamo soliti su GraphoMania soffermarci sull’espressione poetica e non possiamo esimerci dal farlo anche oggi. Per questo oggi ci affidiamo alla Premio Nobel per la letteratura 1996 Wisława Szymborska (1923-2012) che riflette, ironicamente, sul titolo che ogni poesia dovrebbe avere.

In effetti ogni poesia
potrebbe intitolarsi «Attimo».

Basta una frase
al presente,
al passato o perfino al futuro:

basta che qualsiasi cosa
portata dalle parole
stormisca, risplenda,
voli nell’aria, guizzi nell’acqua,
o anche conservi
un’apparente immutabilità,
ma con una mutevole ombra;

basta che si parli
di qualcuno accanto a qualcuno
o di qualcuno accanto a qualcosa,

di Pierino che ha il gatto
o che non ce l’ha più;

o di altri Pierini
di gatti e non gatti
di altri sillabari
sfogliati dal vento;

basta che a portata di sguardo
l’autore metta montagne provvisorie
e valli caduche;

che in tal caso
accenni al cielo
solo in apparenza eterno e stabile;
che appaia sotto la mano che scrive
almeno un’unica cosa
chiamata cosa altrui;

che nero su bianco
o almeno per supposizione
per una ragione importante o futile,
vengano messi punti interrogativi,
e in risposta –
i due punti:

Foto | Pixabay








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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)