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Posted martedì, 2 aprile 2013 by Susanna Trossero in Recensioni
 
 

La riservatezza dei pinguini

I pinguini di Magellano in Argentina

La navigazione prosegue diretta verso la Isla Martillo, dove una grande colonia di pinguini Magellano ci attende sulla superficie argillosa di quel lembo di terra per loro ospitale. Questi incredibili animali hanno un concetto di famiglia molto forte: il maschio sceglie il punto migliore per fare il nido poi, dopo averlo individuato, viene raggiunto dalla femmina e inizia la fase del corteggiamento. Le uova deposte sono sempre due, perché si abbia la sicurezza che almeno un piccolo veda la luce, e vengono curate da mamma e papà per i trentacinque giorni necessari allo sviluppo del pulcino, il quale nascerà in estate, sarà ricoperto da un pelo di color marrone, naturalmente impermeabile, e lascerà il nido dopo due mesi. La cosa stupefacente è che, ogni pinguino maschio, l’anno successivo va a cercare il nido dell’anno precedente e aspetta la stessa compagna con la quale già era diventato genitore! Una famiglia che resterà unita per una vita intera…

I pinguini Magellano sono bianchi e neri e raggiungono un’altezza massima di settanta centimetri, ma fra loro comincia a insediarsi anche qualche esemplare di pinguino reale, distinguibile per il becco di colore arancio e per una piccola macchia sul petto dello stesso intenso colore. Si suppone stiano giungendo in quella zona per formare una nuova colonia e per questa ragione, quando il catamarano si adagia sulla spiaggia e spegne i motori, veniamo invitati a non parlare per tutta la sosta, per non disturbare gli animali. Tuttavia, la colonia di pinguini, in massa, dopo il nostro arrivo decide di mettersi di spalle per non farsi fotografare, e così rimane fino a che l’imbarcazione non si allontana! Troviamo la cosa buffa ma anche affascinante, e siamo felici che ci abbiano comunque dato il tempo necessario per qualche scatto.

Raggiungiamo poi la Estancia Haberton, un’antica fattoria, e più tardi visitiamo il museo dei cetacei, interessante esposizione degli scheletri di grandi mammiferi marini, a darci l’esatta dimensione di questi meravigliosi animali. Fuori dal museo, altri bianchi scheletri conferiscono al luogo un che di inquietante. Poco distante da là, vediamo una piccola costruzione e delle persone che fuori da essa, su un prato, stanno cuocendo qualcosa. Il fumo che arriva fino a noi porta un odore intenso e poco piacevole e un assembramento di persone osserva il tutto. Andiamo anche noi a curiosare, tenendo un fazzoletto sulla bocca, e scopriamo che delle lavoratrici stanno ripulendo dalla carne lo scheletro di una balena, che a fine lavoro verrà esposto. Impressionante vedere lo sgradevole compito e ci allontaniamo subito desiderosi di una doccia: l’olezzo ci ha impregnato i capelli e i vestiti! Il rientro a Ushuaia avviene in pullman e ci dà modo di ammirare un paesaggio interno fatto di laghetti, boschi, prati e suggestive strade sterrate che li attraversano.

La sera, un po’ stanchi ma affamati, mangiamo cordero (agnello) e empanadas (gli involtini di pasta ripieni di carne o verdure); non a tutti piace la carne ma devo ammettere che l’Argentina con le sue parillas (grigliate miste), con i suoi asados (arrosti), il lomo (filetto) e il cordero, offre sapori incredibili senza alcuna aggiunta di spezie o altro, grazie al fatto che gli animali vivono liberi al pascolo. Tagli pregiati, carni prive di grassi e gusto unico ne fanno la carne più buona al mondo. Per i vegetariani insisto con le empanadas alle verdure ma vi invito anche a gustare le ottime patate, o la ricetta andina Hunita Criolla, piatto a base di pomodori fritti e cipolle, o ancora los tallarines, grossi spaghetti di pasta all’uovo conditi con una salsa al formaggio. Tenete presente che li sentirete insipidi, perché spesso non salano l’acqua di cottura. Per gli appassionati di dolci invece, in tutta l’Argentina vi verrà proposto il Flan Casero (il nostro flan di latte o creme caramel): il migliore in assoluto che avrete mai mangiato! E, tipico di questo paese, il dulce de leche, latte e zucchero lavorati in modo da esser trasformati in una specie di caramella mou che viene utilizzata per torte, gelati, pasticcini, crepes, alfajor (biscotti di farina di mais) o qualunque cosa vi venga in mente. Lo mettono ovunque!

E, dopo i peccati di gola, nella prossima puntata ci occuperemo di ben altri peccati: preparatevi perché vi condurrò in… carcere!

I pinguini di Magellano in Argentina

I pinguini di Magellano in Argentina

I pinguini di Magellano in Argentina

I pinguini di Magellano in Argentina

I pinguini di Magellano in Argentina

I pinguini di Magellano in Argentina

La Estancia Haberton, antica fattoria argentina

La Estancia Haberton, antica fattoria argentina

La Estancia Haberton, antica fattoria argentina

Il museo dei cetacei in Argentina

Il museo dei cetacei in Argentina

Il museo dei cetacei in Argentina

Il museo dei cetacei in Argentina




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.