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pubblicato martedì, 23 aprile 2013 da Susanna Trossero in Recensioni
 
 

Sua Maestà il ghiacciaio Perito Moreno

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Un volo di poche ore tra le nuvole ed ecco dall’alto di nuovo quel color nocciola desertico interrotto da piccoli arbusti, ad accoglierci. Atterriamo in un piccolo aeroporto dove facciamo subito conoscenza con Irene, che ci indica come raggiungere El Calafate, a circa venti chilometri di distanza. Irene è una tour operator nata a Buenos Aires che parla perfettamente l’italiano, e ci invita ad andare a trovarla nell’agenzia in cui lavora per avere qualche dritta sui luoghi da visitare, cosa che faremo molto volentieri.

El Calafate è una cittadina di poco più di settemila abitanti, accarezzata dalla riva meridionale del Lago Argentino, e prende il nome da una pianta del luogo dalle bacche di colore blu; si narra che chi assaggia quei piccoli frutti tornerà in Patagonia: un po’ come buttare la monetina a Fontana di Trevi, no? Siamo nella provincia di Santa Cruz e notiamo subito che si tratta più che altro di un “rifugio” per i turisti che intendono visitare le bellezze dei luoghi che circondano il centro abitato. Nato nel 1926 proprio come rifugio ma per i commercianti di lana, è oggi la Capital Nacional de los Glaciares, con i suoi alberghi, i negozi di souvenir, le gelaterie, i negozi di abbigliamento da trekking, le cioccolaterie e i ristoranti. A proposito di questi ultimi, sono molti quelli provvisti di una anomala vetrina, in genere composta da un grande caminetto: su di un mucchio di legna accesa stanno degli spiedi con grossi agnelli che vengono cotti interi. Facile a colpo d’occhio comprendere che anche qui il cordero è un piatto tipico, ma lo sono – per fortuna – anche i “miei” fagottini di pasta ripiena di verdure, formaggi o carne, le empanadas: a ogni angolo di strada ci sono le empanaderias e si possono gustare anche quelli “da passeggio”! E che dire della crema di melanzane o di peperoni da spalmare sui crostini e da accompagnare con un buon vino come il Malbec? L’Argentina ha il primato mondiale per la maggiore area coltivata a Malbec, e se siete appassionati di vini, non potete non regalare al vostro palato, almeno una volta, quella delicata sfumatura di prugna matura.

Arrivati nel nostro hotel, che sta proprio sulla via principale definita el centro comercial de la ciudad (la Avenida Libertador), mi imbatto in una cosa che trovo buffa: nella hall c’è una tv accesa che trasmette il concerto di un certo Sergio Dalma, con il quale una gran folla intona, in lingua spagnola, Il mondo di Jimmi Fontana (qualcuno se lo ricorda?)… gira el mundo gira con las penas y la alegria… E subito dopo Tu di Umberto Tozzi! Sembra di essere tornati indietro nel tempo, ma a giudicare dagli applausi e dalla partecipazione del pubblico, i nostri vecchi cantanti italiani – tradotti in lingua spagnola – ancora spopolano!

Passerò le giornate trasformando queste canzoni in tormentoni, già lo so!

Altra cosa… strana? I saponi liquidi qui sanno di patate fritte e di gomma bruciata, cosa che noterò anche in seguito, negli aeroporti, nei ristoranti, negli altri hotel!

La mattina dopo il nostro arrivo, ventilata come quasi tutte le giornate qui, si va in autobus verso la steppa, diretti al Parque Nacional Perito Moreno. Dirvi che davanti a una tale meraviglia si resta senza fiato, è dire davvero poco… Si estende per trenta chilometri di lunghezza, cinque di larghezza e sessante metri di altezza e avanza costantemente di circa due metri al giorno (mentre nel resto del mondo gli altri ghiacciai si stanno irrimediabilmente ritirando…)! Perché possiate comprenderne al meglio le dimensioni, osservate la foto in cui sono presenti dei turisti e guardate quanto sono piccini!

L’avanzata del Perito Moreno provoca un movimento continuo di questa enorme massa di ghiaccio, con la conseguenza del distaccamento di veri e propri iceberg che possono arrivare a esser grandi quanto un palazzo e che precipitano nell’acqua offrendo visioni davvero suggestive!

Osservare il ghiacciaio, la cui superficie pare quasi una meringa se vista a distanza, mi regala un’emozione che vorrei essere in grado di descrivere… Di fronte vi è stata costruita una passerella di due chilometri e mezzo perché lo si possa ammirare da più punti e distanze, passerella necessaria a garantire sicurezza, visto il continuo distacco di lastre di ghiaccio, e là – scegliendo il punto più vicino – mi fermo per ore in religioso silenzio, mentre il pomeriggio lentamente se ne va.

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina

Ghiacciaio Perito Moreno in Argentina




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.