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pubblicato sabato, 27 aprile 2013 da Carlo Pandian in Recensioni
 
 

Istanbul tra arte, architettura e tecnologia

IstanbulUn viaggio a Istanbul regala la sensazione di un giro al centro del mondo, con una spesa relativamente contenuta, grazie alle vicinanza con lo Stivale e il basso costo della vita. Tra la prenotazione del volo con momondo e un letto per due notti nell’ostello Stray Cat ho speso solo 120 euro! Ho passato solo tre giorni in questa metropoli ma ho potuto assaporarne con gusto l’intreccio di arte, architetture e tecnologie, di epoche storiche e popolazioni.

Dal punto di vista tecnologico l’aspetto che mi ha colpito immediatamente è il sistema di trasporti. Sebbene si trovi in una città grandissima, il viaggiatore non si sente eccessivamente smarrito. Oltre a due linee della metropolitana esiste un tram, il T1 tramway, che collega perfettamente tutti i luoghi che può interessare visitare. Lo si può prendere alla fermata Zeytinburnu, a cui si arriva con la metro proveniente dall’aeroporto e si può arrivare fino a Kabatas, alle pendici della collinetta su cui si inerpica il quartiere dei divertimenti, Beyoglu, con la sua Piazza Taksim in fase di ristrutturazione. In pratica si può percorrere gran parte della zona occidentale della città, passando per Cemberlitas (il quartiere del Gran Bazar), Sulthanamet (dove si trova la famosissima Moschea Blu), fino ad arrivare a quella che molti definiscono la zona “europea”, dei negozi alla moda e dei locali notturni.

Grazie a una carta elettronica, la istanbulkart, è possibile non trovarsi mai sprovvisti di biglietto. Il sistema di tornelli che si trova in entrata e in uscita a tutte le fermate del tram (che ovviamente corre su una corsia preferenziale) non permette di salire senza biglietto. Si possono anche pagare le corse singole, ma data l’ampiezza della città conviene procurarsi questa carta, che permette di muoversi tranquillamente tra i diversi quartieri. Il tram è veloce, silenzioso e, soprattutto, frequente: non l’ho mai aspettato per più di due minuti, né di notte né di giorno.

Istanbul, moscheaProprio dal capolinea del T1 parte una funicolare tecnologica che, attraverso un tunnel sotterraneo, porta in pochi minuti a Piazza Taksim. Una volta arrivati, dando le spalle alla piazza, cercate la via in discesa che si chiama Siraselviler Caddesi. Entrando al numero 49 vi ritroverete in uno dei luoghi più interessanti per l’arte contemporanea, la galleria Rodeo. Non è segnata sulle guide turistiche. Si tratta di una galleria commerciale, in un appartamento dai pavimenti in un elegante parquet di legno scuro. Lo sguardo tenderà a curiosare fuori dalle finestre, che offrono una vista che domina la città dall’alto. Ma provate per un attimo a concentrarvi sulle opere. Se siete fortunati potrete ammirare lavori che sono stati esposti a importanti fiere internazionali, come Frieze London o Art Basel.

Usciti dalla galleria girate a sinistra e percorrete la strada in discesa che si ricongiunge con la famosa Istiklal Caddesi. Con una camminata di venti minuti vi ritroverete al Ponte di Galata, muovendovi in uno scenario architettonico complesso: moschee di epoca ottomana, che si intervallano con edifici signorili dei primi del ‘900 e negozi di marche che trovereste a Londra o a Parigi.

Attraversando il Ponte in direzione Eminomou, con gli occhi rivolti all’imponente moschea Yeni Camii, potreste incappare nell’inganno urbanistico-architettonico in cui cadono i turisti più superficiali. Il Ponte di Galata non separa la parte orientale di Istanbul dalla sua parte occidentale. Sicuramente i quartieri di Eminomou e Sulthanament evocano nel viaggiatore immagini legate al concetto di “oriente”, con le sempre più numerose moschee e i mercati. Mentre Beyoglu e Taksim ricordano le nostre città. Ma per “andare in Asia” non basta attraversare il Ponte di Galata. Dovete prendere il traghetto che con una traversata di un quarto d’ora vi porta sull’altra sponda del Bosforo, nel quartiere di Kadikoy. Solo in questo modo potrete dire di aver visto tutte le parti di Istanbul ed essere stati sia in Europa che in Asia. Al prezzo di un volo low cost.

Foto | Kıvanç Nişpapalars via photopin cc




Carlo Pandian