0
pubblicato martedì, 14 maggio 2013 da Graphe.it in Mondolibri
 
 

Raymond Carver. Una vita da scrittore, di Carol Sklenicka


[Da ragazzo, capitava spesso che Ray andasse a scuola al mattino, poi] portasse il pranzo a suo padre e si fermasse con lui per il resto del pomeriggio. I due formavano un fronte unito e silenzioso contro le asprezze della vita di tutti i giorni. Se la scuola indagava sulle assenze di Ray, il padre lo copriva. Erano entrambi dei solitari: uno era un alcolista a tutti gli effetti, l’altro stava cominciando a bere. La segheria offriva una compagnia di personaggi affascinanti per un ragazzo curioso e dotato di spirito di osservazione come Ray. Tillman Carver, cugino di C.R., aveva una mano paralizzata e per questo alcuni colleghi lo insultavano o gli affidavano lavori sporchi, ma a dispetto di questi svantaggi, era arrivato a essere capo manutentore delle macchine. Un’altra figura che attirava l’attenzione di Ray era un sordomuto, tale Robert Weddle, chiamato da tutti Dummy. Weddle portava nelle tasche dei rotoli di carta igienica perché tra i suoi incarichi c’era quello di rifornire i bagni; veniva spesso preso in giro dagli altri operai, a volte con autentica cattiveria, e trascorreva molto tempo alle vasche della segheria a bere birra e a pescare. Il racconto di Carver, Dummy è ispirato a Weddle.

Ray non lavorò mai alla Cascade, e non si può dire che si fece in quattro per trovare altri lavori a Yakima. Per brevi periodi lavorò in supermercati e negozietti disponendo la merce sugli scaffali, o come raccoglitore di mele, ciliegie e luppolo. Per il resto della vita, quando lo s’interrogava in proposito, avrebbe precisato che era “difficile immaginare quanto fosse duro” raccogliere il luppolo dai tralci, legati a fili sospesi a parecchi metri da terra.

Alla metà degli anni Cinquanta, in piena prosperità economica per quasi tutto il paese, i Carver rimasero indietro con i pagamenti del mutuo per la casa di Eleventh Avenue. Nel 1955 decisero di venderla per traslocare in una villetta in affitto con un’ampia veranda e grandi finestre, che Ray considerava il posto più bello in cui la [famiglia avesse abitato.]

***

Sinossi (dal sito della casa editrice): Con la morte di Raymond Carver, nel 1988, i lettori hanno perso la voce unica di un autore all’apice del suo successo. Come scrisse in quell’occasione il Times, Carver era “il Cechov del ceto medio americano”, lo scrittore che aveva dato dignità letteraria a un’America immersa in una routine di matrimoni stanchi, mestieri ordinari e anguste casette dei sobborghi. Ma se la sua influenza su una generazione di letterati, e sul genere stesso del racconto, è stata negli anni ampiamente riconosciuta e ripercorsa, non è altrettanto noto il cammino di affrancamento, emotivo e sociale, che permise a Carver di raggiungere i vertici della propria arte, irradiando su chi gli era intorno, nel bene e nel male, gli effetti di una personalità inquieta e fuori del comune.

In questa maestosa biografia, risultato di un meticoloso lavoro di ricerca trasformato in un percorso narrativo trascinante, Carol Sklenicka rievoca la vita di Raymond Carver a partire dai suoi primi anni a Yakima, nello stato di Washington. Il giovane Ray è un ragazzo introverso, nervoso, sovrappeso, figlio di un operaio di segheria schiavo dell’alcol. In questo ambiente proletario e rurale incontra i suoi primi temi letterari, collocandoli sullo sfondo dell’impervio entroterra americano. A diciannove anni sposa Maryann Burk, che ne ha due di meno; cinque mesi dopo diventa padre. I tre vivono in un seminterrato in affitto, con scarsi soldi e un secondo figlio in arrivo. Ma l’obiettivo di Ray e Maryann è nitido: lei gli regala la sua prima macchina per scrivere, perché Carver sarà uno scrittore.

A dispetto di un percorso di studi irregolare e di una costante penuria di denaro, Raymond Carver ce la farà. Il suo ingresso nel mondo letterario avviene attraverso le riviste indipendenti, la frequentazione del laboratorio di scrittura creativa dell’Università dell’Iowa, e infine il decisivo incontro con Gordon Lish, editor della rivista Esquire e poi della casa editrice Knopf. Nell’arco di un decennio Carver dà alla luce le tre raccolte di racconti che lo iscriveranno nella storia della letteratura: Vuoi star zitta, per favore?, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore e Cattedrale. Nel mezzo, la lunga battaglia contro l’alcolismo, il disfacimento progressivo del suo matrimonio, il difficile rapporto con le pressioni della vita familiare, il controverso sodalizio con Lish, le amicizie letterarie, i party, l’insegnamento universitario. Fino all’incontro con Tess Gallagher, la donna che lo accompagnerà negli anni del trionfo letterario e della malattia.

Carol Sklenicka
Raymond Carver. Una vita da scrittore
traduzione di Marco Bertoli
Nutrimenti, 2011
ISBN 978-88-6594-008-2
pp. 784, euro 25




Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)