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pubblicato venerdì, 31 maggio 2013 da Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Intervista a Miki Monticelli, creatrice della Valle nascosta

Miki MonticelliDopo aver letto Il fuoco del Drago, ultimo episodio della serie Cronache della valle nascosta, ho pensato che ai giovani lettori avrebbe fatto piacere sapere qualcosa in più sulla sua autrice. Ho dunque chiesto a Miki Monticelli di rispondere a qualche domanda per noi di GraphoMania. Ho scoperto una scrittrice simpatica e molto generosa, che credo proprio piacerà anche a voi. Buona lettura.

Quando scrivi ti isoli con il tuo computer o scrivi anche all’aperto?
In genere scrivo in un posto dove posso tenere vicini i miei appunti e dove posso lavorare al pc, ma per ‘isolarsi’ in realtà non serve molto, basta riuscire a concentrarsi sul lavoro. In quel caso sei ‘sulla storia’ anche in mezzo a una folla. Certo non riesco a scrivere con intorno gli amici perché finirei per mettermi a chiacchierare…

Quante ore dedichi alla scrittura ogni giorno?
Molte, troppe, a volte poche… dipende dalla giornata. Spesso molte. Perché mi piace, perché la trovo una sfida emozionante, perché al momento è un lavoro e perché si cerca sempre di sviluppare nel modo migliore l’idea che si ha. Il che significa lavorarci tanto sopra!

Fai leggere le bozze delle tue storie a bambini e ragazzi per sapere cosa ne pensano?
In realtà non ho molti assaggiatori dell’età giusta, quindi mi accontento dei pareri che riesco a raggranellare. D’altronde scrivo sempre pensando che una storia non abbia un recinto. Un bel racconto, che sia per ragazzi o meno, può essere letto da chiunque! Anche perché poi, in ogni caso, i pareri ‘veri’ sono quelli che arrivano dopo la pubblicazione, dopo che il tutto è passato per le mani degli editor e dopo le correzioni così via… e arrivano dai lettori!

La natura e gli animali sembrano molto importanti per te. Hai un animale da compagnia? E con le piante come te la cavi?
In effetti la natura in ogni suo aspetto è importante perché, anche se sembriamo dimenticarcene, anche noi ne facciamo parte… siamo una fetta di quell’equilibrio a cui spesso scordiamo di appartenere. Non ho animali da compagnia (la scarsità di spazio detta le proprie regole) ma ho una bella pianta sulla scrivania da lavoro. In un certo senso ogni nuova foglia che spunta mi fa l’impressione di essere un’idea che germoglia…

Quale personaggio del tuo romanzo ti piacerebbe essere?
In realtà nessuno perché ogni personaggio ha un carattere proprio e sfide da affrontare che appartengono solo a lui/lei. Non parlo mai di un personaggio perché mi sento quel personaggio o perché lo vorrei essere… racconto la sua storia passo passo e, sì, posso sentirmi più in sintonia con alcuni e meno con altri, ma a ciascuno di loro lascio il proprio spazio e la propria diversità e alla fine della storia mi sono affezionata, come a un amico insomma…

Credi che il fantasy possa aiutare i piccoli lettori a leggere la realtà in modo più complesso?
Il fantasy ha il pregio di essere immediato, sicuramente. Si possono trattare moltissimi argomenti complessi in modo subito comprensibile; basti pensare che già nelle fiabe si parla di abbandoni, omicidi, lavori in miniera e così via, senza negare ai ragazzi queste ‘brutture’, ma fornendo loro intuitivamente lo strumento per accettarle e affrontarle. Una storia d’avventura è un dipanarsi di difficoltà da superare e quindi di temi complessi da gestire. I bambini e i ragazzi sono curiosi e vogliono capire, non chiudere gli occhi.
Il fantastico rappresenta un modo naturale di rispondere alle loro domande senza che nemmeno se ne accorgano e, per molta parte, affonda le proprie radici nel grande bagaglio di leggende ma anche di storie epiche avventurose che ci arrivano dall’antichità (tutta). Forse spesso proprio per questo attrae anche i ‘grandi’.
Se non ci si blocca davanti all’apparente assurdità, per citarmi da sola ad esempio, dell’imbottigliamento di alberi, si può godersi allegramente un libro che sviluppa o sfiora anche molti aspetti della vita moderna. Non solo quelli più ovvi, insomma (come la scuola per i ragazzi o i rapporti con gli amici).

Quando incontri i tuoi fan quali sono i commenti o le domande che ti rivolgono più frequentemente?
I ragazzi, ma sorprendentemente non solo loro, mi tempestano di domande sui dettagli. Non solo su come si scrivano libri o come si pubblichino, ma proprio sui miei libri. Per questo a volte mi piacerebbe potermi dilungare di più mentre li scrivo. Se una storia piace le curiosità sono davvero tante e servirebbe quasi un’enciclopedia on-line per tutte le domande!
Alcuni citano persino il numero di pagina e la frase su cui chiedono lumi. Per fortuna che scrivo sempre sulla base di dettagli cui ho già pensato e ripensato mille volte! D’altronde descrivere mondi alternativi è complicato e chi ne parla deve essere forse ancor più coerente e attento che se descrivesse il mondo reale… tutti sanno cos’è un autobus o un tram. Nessuno come funzioni un ‘varco’, ad esempio.

Puoi dirci qualcosa del tuo prossimo progetto o stai già pensando alle vacanze?
Una cosa che devi sapere di me è che la mia testa non va mai in vacanza… detto questo stiamo parlando con Piemme di un progetto per un pubblico YA che sto ultimando in questi giorni, quindi per lettori più grandi rispetto a quelli delle Cronache (anche se va tenuto conto che, torno a dire, i libri sono meravigliosi perché aperti a tutti quelli che hanno voglia di leggere, qualsiasi sia l’età).
Non so quando potrebbe uscire; in ogni caso sarà una storia che parla di una città molto particolare, sottoposta a un assedio ancor più particolare… ma non voglio dire altro perché altrimenti rovinerei l’effetto! 😉 Spero solo che piacerà!


Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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