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pubblicato venerdì, 5 luglio 2013 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Premio Strega 2013: il vincitore è Walter Siti con Resistere non serve a niente

Walter Siti premio strega

Walter Siti con Resistere non serve a niente, edito da Rizzoli, ha vinto il Premio Strega 2013. Si tratta di una vittoria annunciata dal momento che Walter Siti era considerato vincitore da tempo. Del resto è stato sintomatico che il primo voto scrutinato fosse proprio per Walter Siti, anche se lui dissimulava come ha notato Pierluigi Battista via Twitter:

Fin dall’inizio è stato chiaro che avrebbe vinto Walter Siti. Ai primi cento voti la situazione era la seguente: Paolo Di Paolo 26 voti; Alessandro Perissinotto 29; Romana Petri 16; Walter Siti 32; Simona Sparaco 7. A duecento voti scrutinati questi erano i punteggi: Di Paolo 38; Perissinotto 46; Petri 31; Siti 70; Sparaco 14 e una scehda bianca. Il testa a testa, quindi, è tra Walter Siti e Alessandro Perissinotto. A duecentocinquanta schede scrutinate i voti erano i seugenti: Di Paolo 45; Perissinotto 53; Petri 47; Siti 89; Sparaco 15. A 300 voti abbiamo avuto un sorpasso: non su Siti che era sempre avanti con 104 voti, ma di Paolo Di Paolo su Alessandro Perissinotto. Di Paolo, infatti, si è attestato a 68 voti mentre Perissinotto a 60. Gli scrutini sono andati avanti di cinquanta in cinquanta fino a decretare il vincitore.

Al secondo posto si è classificato Alessandro Perissinotto con Le colpe dei padri (Piemme, 78 voti), seguito da Paolo di Paolo con Mandami tanta vita (Feltrinelli 77 voti), quindi Romana Petri con Figli dello stesso padre (Longanesi, 73 voti)  e Simona Sparaco con Nessuno sa di noi (Giunti 26). Curioso notare come il libro di Simona Sparaco sia il più venduto di tutti quelli della cinquina (settantamila copie e dodici ristampe) e abbia ricevuto un voto così basso dalla giuria: chissà quanto ha influito il tema considerato scabroso per molti e invece, a mio modo di vedere, di grande attualità…

Walter Siti è originario di Modena e vive a Milano. Docente nelle università di Pisa, Cosenza e L’Aquila ha esordito come narratore esordisce nel 1994 con il romanzo Scuola di nudo, cui seguono Un dolore normale (1999), La magnifica merce (2004) e Troppi paradisi (2006), tutti editi da Einaudi. Nel 2008 pubblica per Mondadori Il contagio, di cui Il canto del diavolo (Rizzoli, 2009) è la naturale prosecuzione, e nel 2010 Autopsia dell’ossessione (Mondadori). Autore di vari saggi letterari (tra cui Il realismo è l’impossibile, Nottetempo 2013), Walter Siti è anche il curatore dell’opera omnia di Pier Paolo Pasolini.

Uno dei tweet più belli, secondo me, è stato quello di Paolo Fallai:

 

Walter Siti parla di Resistere non serve a niente

Walter Siti, Resistere non serve a niente. Premio Strega 2013

Io non riesco a parlare di una cosa che appartiene alla società se non me ne faccio contaminare. Il tema del denaro come unico valore è un tema che sento anch’io, attraverso, diciamo così, la porticina del desiderio.

Così afferma Walter Siti nel parlare del suo libro Resistere non serve a niente, con il quale ha vinto il Premio Strega. È interessante l’affermazione dell’autore perché apre uno squarcio sul modo di scrivere da parte di uno dei più grandi romanzieri italiani.

Bella, poi, l’espressione “farsi contaminare”: si rimane se stessi, ma si è portatori – coscientemente o meno – di altro che poi mettiamo in quel che facciamo. Nello specifico, tra le pagine del libro.

Il personaggio di Tommaso Aricò nasce dal tema della bulimia, cioè l’idea iniziale è stata di questo ragazzo che mangia troppo, che mangia di tutto. Il tema della bulimia passa dal corpo allo spirito.

Il romanzo Resistere non serve a niente, inizia con questo antefatto:

Dalla strada di bonifica che incrocia la Pontina, un sentiero bianco e perpendicolare conduce allo slargo dove un’unica quercia ospita sotto la sua ombra cinque-sei auto di grossa cilindrata e un camioncino Iveco. I partecipanti alla riunione sono già tutti nel caseificio, tranne due nervosissimi che sbattono la portiera e corrono dentro bestemmiando. Dentro c’è il silenzio delle grandi occasioni, i commercianti raccolti a gruppi parlottano piano; il condannato è già seduto su una sedia da stalla, la schiena rigida contro la spalliera.

Se volete approfondire, potete leggere la nostra recensione al romanzo Resistere non serve a niente.




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.