0
Posted sabato, 7 settembre 2013 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Girasole impazzito di luce di Alberto Alarico Vignati vince il Campiello Giovani 2013

Girasole impazzito di luce di Alberto Alarico Vignati vince il Campiello Giovani 2013La Giuria dei Letterati del Premio Campiello ha scelto il racconto vincitore della diciottesima edizione del Campiello Giovani: è Girasole impazzito di luce, scritto dal ventiduenne Alberto Alarico Vignati. Per la Giuria questo racconto ha diversi pregi, in particolare l’ambientazione (“il fondale della vicenda (lo spoglio entroterra milanese)”, leggiamo nelle motivazioni) e i due protagonisti ben caratterizzati dal punto di vista psicologico, vale a dire “uno studente universitario, che campa dando ripetizioni, e il suo allievo che non va a scuola e sosterrà gli esami da privatista”.

Alberto Alarico Vignati vive a Corsico (Milano) ed era nella rosa dei cinque finalisti al Campiello Giovani che risultava così composta: Un ricordo di Ilaria Catani – Corfinio (Aq); Ibrido di fuoco di Valentina Giuliano – Salzano (Ve); Diciassette e cinquantaquattro di Paola Vivian – Marostica (Vi); Le strade primitive di Alberto Zanella – Santorso (Vi) oltre, naturalmente, al testo vincitore. Tra i testi del Campiello Giovani c’è stato anche un riconoscimento estero a Scacco Matto di Ambra Giacometti – Locarno (Canton Ticino)

Ma di cosa parla Girasole impazzito di luce di Alberto Alarico Vignati? Ecco la trama che leggiamo sul sito ufficiale del Campiello:

Giuseppe, anche se ha sedici anni, è vestito di tutto punto con un abito grigio e un fazzoletto nel taschino. Il suo professore di ripetizioni, un giovane studente universitario, ne ha abbastanza della sua indolenza e superbia. La situazione diventa ancor più insostenibile quando, al rientro in casa una sera, egli trova il ragazzo che piange sul suo pianerottolo, gli dice che è scappato e gli chiede aiuto. Joseph, così si chiama il suo insegnante, non sa bene che fare e lo conduce da Antonio, bidello della scuola, suo amico e, proprio come Giuseppe, grande lettore. Antonio ci mette poco a disarmare il ragazzo, il quale confessa di provenire da una famiglia della ‘ndrangheta, di avere paura e di volerne uscire a tutti i costi. I tre organizzeranno allora un’imboscata nella quale cadranno lo zio di Giuseppe, Vittorio, e i suoi scagnozzi. E sarà proprio Giuseppe a decidere di chiedere aiuto alla polizia. Prima che arrivino le forze dell’ordine, Joseph e Antonio faranno guidare Giuseppe intorno alla casa, insegnandogli come si fa. Il dolore forse non si può cancellare, ma la vera amicizia può riuscire a temperarlo. Contemporaneo e cinematografico.

Come si nota la trama è intensa, ma, come nota la motivazione della Giuria: “Il tema così forte rischia di sbilanciare la compattezza della trama senza tuttavia cancellarne la qualità della scrittura e la felicità dio alcuni episodi (come il ritorno dello studente nella sua vecchia scuola, deserta in un piovoso pomeriggio)”.

Congratulazioni ad Alberto Alarico Vignati per la vittoria e anche tutti gli altri finalisti perché continuinino a coltivare la passione per la scrittura e per la lettura.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.