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pubblicato lunedì, 9 settembre 2013 da Sara Rania in Mondolibri
 
 

Festivaletteratura 2013: abbiamo tolto le tende e la nostalgia già ci accompagna con Alda Merini

Festivaletteratura 2013: abbiamo tolto le tende e la nostalgia già ci accompagna con Alda Merini

Chissà perché le partenze sono sempre meno gloriose degli arrivi. Me lo chiedevo sulle scalinate della stazione ferroviaria di Mantova proprio oggi, portando faticosamente una valigia fin troppo pesante. Pienissima e gonfia come in fondo lo sono sempre i bagagli al termine delle grandi avventure. E mentre la verde campagna lombarda scivola veloce dal finestrino di questo treno regionale diretto a Milano, le immagini degli ultimi giorni si susseguono, come fotogrammi di una storia appena scritta, eppure già conclusa, che ha il sapore definitivo delle cose belle, di quelle che si faranno rimpiangere, come questo Festivaletteratura 2013.

Festivaletteratura 2013: abbiamo tolto le tende e la nostalgia già ci accompagna con Alda MeriniUn’occasione di confronto, di scoperta e anche di conferma. Nella quale alcuni autori, come Claudio Magris, si sono fatti nuovamente strada nella biblioteca personale, con Lei dunque capirà preferita al più noto e canonico Danubio, e altri invece prendono finalmente una dimensione integrabile, come il discorso carnale di Michela Marzano, che si schiude all’indicibile integrità dell’emozione nel suo titolo, L’Amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore.

Ma quel che resta non sono unicamente tanti testi, cartacei e digitali, con i quali arricchire questa incipiente stagione fredda che si prospetta piena di nuove parole. Ci sono anche gli sguardi a mezz’aria, la convinzione e gli occhiolini, la passione dei volontari, e a volte anche il loro ciondolare, in gruppo, ridendo come si ride solo da ragazzi, nel momento in cui ci si rende conto di condividere qualcosa di forte e di irripetibile.

E, imprevedibile segno del destino o semplice scherzo del caso, le ultime parole di questo Festival sono state quelle di Alda Merini, in una nota poesia letta in strada allo stand del C.I.L.P. – ONLUS Centro Internazionale del Libro Parlato «A. Sernagiotto» e ascoltata in piedi con lo zaino pieno di libri sulle spalle e la valigia in mano, con un piede nelle ultimi incanti mantovani, e un’altro già in viaggio, su ali liriche:

Quelle come me cercano un senso all’esistere e,
quando lo trovano, tentano d’insegnarlo
a chi sta solo sopravvivendo…
Quelle come me quando amano, amano per sempre…
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono
inermi nelle mani della vita…

(Alda Merini, estratto di «Quelle come me»)

 




Sara Rania

 

Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell’anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall’alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d’adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l’Isola d’Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l’insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.