1
pubblicato domenica, 22 settembre 2013 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Una poesia di Franco Marcoaldi per salutare l’estate e l’autunno

Una poesia di Franco Marcoaldi per salutare l’estate e l’autunno

Oggi è sia l’ultimo giorno dell’estate 2013 che il primo dell’autunno: alle 20.44 di questa sera, infatti, ci sarà l’equinozio d’autunno e ufficialmente inizierà questa nuova stagione che ci accompagnerà fino a dicembre. Poi si sa che le stagioni non stanno certo lì a guardare l’orologio e seguono un proprio calendario che a noi non è dato di conoscere.

Termina l’estate, quindi, la bella stagione per eccellenza e forse più di qualcuno la ricorderà con dispiacere e un po’ di nostalgia. Ma anche l’autunno è una bella stagione, però, con i suoi colori caldi, le giornate che invitano più alla lettura – soprattutto se piovose –, il tepore della casa e della famiglia e un po’ il silenzio ovattato che inizia ad avvolgere tutto, soprattutto di mattina e sera.

Già, proprio il silenzio è, probabilmente, una delle caratteristiche della stagione autunnale: dopo le feste e le grida di gioia proprie dell’estate, durante l’autunno tutto inizia a tacere, a cominciare dalla natura. In autunno tace una delle grandi voci dell’estate e cioè la cicala che, con il suo frinire, rende speciale l’estate. A volte, è vero, il canto delle cicale sembra insopportabile perché continuo e sempre uguale: ma è la voce dell’estate e ora che in autunno non c’è più se ne sente la mancanza.

Il poeta Franco Marcoaldi nella sua raccolta Animali in versi ha una poesia dedicata proprio alla cicala che con il suo canto sembra quasi graffiare il sole. Vi lasciamo a questa poesia, augurandovi buona fine dell’estate e buon inizio dell’autunno.

La cicala e il grido del cielo

Sei la colonna sonora dell’estate
però non ti ho mai vista in faccia.
Pratichi il mimetismo e se qualcuno
si avvicina al tuo ricovero
taci di colpo, per sottrargli traccia.
Il tuo rumore è rauco, lento,
cadenzato; quasi raspassi il sole
in un giorno ideale da bucato.
Ché appena arriva l’ombra
il tuo tamburo ammutolisce,
le lamine vibranti giacciono inerti:
il paesaggio non respira più,
grido del cielo che svanisce.

Quella sgradita sinfonia
che sgorgava dalla terra screpolata
martellando il cervello
nell’ora più accaldata,
ora mi manca. Il tuo silenzio
pare un avvertimento:
l’ombra ha trionfato sulla luce
e si riaffaccia lo sgomento.

Foto | © dreamnikon – Fotolia.com




Graphe.it

 

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)