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Posted venerdì, 27 settembre 2013 by Luigi Milani in Premi letterari
 
 

Philip Roth Nobel per la Letteratura: candidatura impossibile?

Philip Roth Nobel per la Letteratura: candidatura impossibile?

Puntuali come ogni anno, con l’approssimarsi dell’autunno cominciano a filtrare le prime indiscrezioni sui candidati all’ambitissimo Premio Nobel per la Letteratura. Quest’anno i giornali di tutto il mondo hanno concesso ampio risalto alla possibile apertura al mondo della musica, con la candidatura, più volte ventilata ma mai coronata dal successo, dell’indomito menestrello rock Bob Dylan e di Roberto Vecchioni, storico cantautore di casa nostra, ex docente d’italiano in un liceo milanese, ma anche autore di diverse raccolte di racconti, poesie, e romanzi, nonché di un altro famoso cantautore, Leonard Cohen, canadese, avvezzo a comporre poesie prima ancora di mettere i versi in musica.

Per la cronaca, il nome di Vecchioni ha suscitato molte polemiche sui giornali vicini al Centro Destra, soprattutto a causa delle opinioni politiche del Professore, da sempre apertamente schierato sul fronte opposto. A ben vedere, si tratta di un copione già visto e… recitato, basti ricordare lo scandalo suscitato anni fa quando fu assegnato il Nobel al fulmicotonico Dario Fo (correva l’anno 1997).

Polemiche a parte, che pure sembrano quasi fisiologiche all’assegnazione del prestigiosissimo premio, dovremo attendere i primi di ottobre per saperne di più.

Qui su GraphoMania ci piace tuttavia ricordare un’altra storica e non meno sfortunata candidatura, quella del grande Philip Roth. Vero e proprio gigante della letteratura contemporanea, assieme a Saul Bellow, suo antico mentore, è considerato uno dei più importanti rappresentanti del parterre letterario ebraico di lingua inglese.

Autore prolifico e non di rado caustico e irriverente, attraverso il suo alter ego Nathan Zuckerman è riuscito a rappresentare gli umori di un’epoca – quella dal secondo dopoguerra a oggi – con grande efficacia e divertente sarcasmo. Particolare non secondario, le sue storie sono spesso narrate con una forma caratterizzata da una tendenza accentuata alla digressività, almeno negli ultimi romanzi, e da dialoghi sferzanti ed estremamente realistici, non di rado infarciti di espressioni forti, che, se da un lato conferiscono maggior vigore e realismo al testo, sono state spesso motivo, a nostro avviso pretestuoso, di accuse di scurrilità e volgarità.

Appare infatti evidente che non sono certo questi i motivi che l’hanno allontanato dalla lista dei papabili al Nobel, quanto piuttosto la sua innata vocazione a porsi come coscienza critica dell’establishment culturale nordamericano, dopo essere stato tra i più fieri oppositori delle politiche di Governo durante gli anni della discussa presidenza Bush.

Non manca chi auspica l’assegnazione del Nobel allo scrittore originario di Newark quale ulteriore riconoscimento, sia pure tardivo, della sua lunga e fortunata carriera letteraria, alla luce anche del ritiro dalla scrittura, annunciata con sorprendente leggerezza lo scorso anno.

Auspicio lodevole, che tuttavia temiamo rimarrà solo tale, visto l’orientamento espresso negli ultimi anni dall’Accademia di Svezia.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.