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pubblicato sabato, 2 novembre 2013 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

La biblioteca funeraria del cimitero Montjuïc di Barcellona

Catalunya Ràdio intervista Manel Hernández nella biblioteca funeraria

Entrare nel cimitero di Montjuïc a Barcellona non è come entrare in un qualunque altro camposanto: tra tombe monumentali e semplici loculi, piante e fiori, gente che va e persone che si fermano a pregare o semplicemente a ricordare, in questo luohoè possibile fermarsi a leggere. Il cimitero di Montjuïc, infatti, ospita una biblioteca in cui si possono consultare oltre tremila e seicento libri dedicati alla morte. L’idea di questa biblioteca – l’unica in Spagna e la seconda per grandezza in tutta Europa, dopo quella Vienna – è venuta alla fine degli anni Settanta a Manel Hernández, oggi ottantaseienne.

Tutto ebbe inizio nel 1968: a quell’epoca Manel Hernández, archeologo ed egittologo specialista di rituali funebri, lavorava nell’obitorio di Sancho de Ávila, sempre a Barcellona, e iniziò a raccogliere libri sui rituali funerari che mano a mano sistemava in una sala dell’obitorio stesso. Riuscì a mettere insieme diversi libri sull’argomento, tanto che pensò di aprire la biblioteca al pubblico, con tanto di orario di accesso. Con il passare del tempo i libri aumentavano e la sala dell’obitorio si dimostrò troppo piccola. Manel Hernández si mise in cerca di un nuovo locale in cui poter trasferire la biblioteca e lo trovò nel nuovo complesso situato all’ingresso del cimitero di Montjuïc. A oggi la biblioteca occupa ottanta metri quadrati, ha l’intero catalogo online ed è ancora Manel Hernández a curarla mentre alzando gli occhi al cielo, commenta:

Cerco di evitare la morte come posso. Mi interessavano i libri sui rituali funerari: non avrei mai pensato di mettere insieme una biblioteca così grande!

In questa biblioteca si possono trovare pubblicazioni di tutto il mondo e in varie lingue, quali il catalano, il castigliano, il gallego, l’inglese, il francese, il tedesco, l’italiano, il portoghese, l’arabo, il russo, lo svedese e il giapponese. L’opera più importante è The temple of king Sethos I at Abydos, in tre volumi. Pubblicata nel 1933 da Amice Mary Carveley e M.F. Broome contiene informazioni sui rituali funerari dell’Antico Egitto. È esposta aperta in biblioteca, in modo che i visitatori possano vederne i pregevoli disegni.

Il primo esemplare giunto in biblioteca trent’anni orsono è Civiltà sepolte. Il romanzo dell’archeologia dello studioso tedesco C. W. Ceram. “Per me è un libro fondamentale – chiosa Hernández – perché grazie alle sue pagine ho sentito l’impulso a intraprendere gli studi archeologici”. Tra i titoli più curiosi figura Principios de la botánica funeraria di Celestino Barallat y Falguera in cui vengono spiegate le specie botaniche accettate in un cimitero, siano esse seminate che scolpite o in qualunque modo raffigurate. Inoltre si spiega perché nei cimiteri si usano i cipressi: sono alberi alti, che salgono verso il cielo e aiutano le anime a elevarsi; essendo poi verdi – colore che rappresenta la vitalità – e raggiungendo anche cinquecento anni di età, sono un simbolo della vita che non termina.

Ci sono anche libri di stregoneria – che attirano l’attenzione ma, come confida Manel Hernández, nessuno ha mai consultato – e Le grand livre de l’humour noir di Philippe Héraclès con aforismi, epitaffi e barzellette sulla morte. “Mi è sembrata una buona idea accettarlo in biblioteca – commenta Manel Hernández – perché guarda la morte da un’altra prospettiva, diversa dalla drammaticità a cui siamo abituati”.

Via | Quo
Foto | Catalunya Ràdio intervista Manel Hernández nella biblioteca funeraria (da Facebook)




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.