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pubblicato domenica, 10 novembre 2013 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Il giardino autunnale di Dino Campana

Il giardino autunnale di Dino Campana

A ben pensarci, l’autunno è la stagione dei colori: è tutto un mondo prima verde, poi rosso e infine oro quello che ci propone questa stagione. E poi il cielo, azzurro ma anche grigio, e squarci di sole che rasserenano le giornate. A questi colori tipici della natura Dino Campana (1885-1932) aggiunge il bianco delle statue, che ricordano la gloria antica della città di Firenze. Ma Campana trasforma il colore in esperienza olfattiva: ed ecco, quindi, che ci troviamo dinanzi all’aroma d’alloro acre, che trasforma il bianco delle statue nelle sfumature del rosso tipiche del tramonto. E in questo paesaggio autunnale, compare lei, la donna, quasi la Dea dell’Amore.

Giardino autunnale

Al giardino spettrale al lauro muto
de le verdi ghirlande
a la terra autunnale
un ultimo saluto!
A l’aride pendici
aspre arrossate nell’estremo sole
confusa di rumori rauchi grida la lontana vita:
grida al morente sole
che insanguina le aiole.
S’intende una fanfara
che straziante sale: il fiume spare
ne le arene dorate; nel silenzio
stanno le bianche statue a capo i ponti
volte: e le cose già non sono più.
E dal fondo silenzio come un coro
tenero e grandioso
sorge ed anela in alto al mio balcone:
e in aroma d’alloro,
in aroma d’alloro acre languente,
tra le statue immortali nel tramonto
ella m’appar, presente.

Splendida e al contempo misteriosa questa poesia di Dino Campana. In una precedente versione il titolo di questo componimento era Boboli: sappiamo, pertanto, che ci troviamo a Firenze e il fiume di cui si parla è l’Arno. Se poi volete approfondire la conoscenza di Dino Campana e riscoprirlo, sono imprescindibili due libri di Sebastiano Vassalli: La notte della cometa (Einaudi) – in cui viene ricostruita la vera vita di Dino Campana che ci permette di capire pienamente i Canti orfici – e Natale a Marradi. L’ultimo Natale di Dino Campana (Interlinea).

Foto | Pixabay




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)