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pubblicato giovedì, 14 novembre 2013 da Sara Rania in Mondolibri
 
 

Moscova Libri e Robe, un angolo fuori dal tempo nel centro di Milano

Moscova Libri e Robe: Dilva ZappettiniPasseggiando nel centro di Milano per la storica e famosissima via della Moscova, può capitare di imbattersi in un angoletto pieno di libri e di charme. Si tratta di una botteguccia di quelle come ce n’erano tante una volta nel capoluogo meneghino, un negozio dalla vetrina rigogliosa, animato dall’energia di Dilva Zappettini, una signora elegante, colta e dalla parlantina piacevolissima, capace in poche frasi di trasportarci dritti in un mondo di passione e di ricerche, fatto di amicizia, di cortesie e di tante vicende intrecciate.

Tra vetrinette e scaffali, cappelli, oggetti e curiosità, le storie sono di casa e sembrano quasi rincorrersi tra valigie e boîtes à chapeaux collocate in un piccolo regno zeppo di idee che porta degnamente il nome di Moscova Libri e Robe.

Situata al civico 15 della suddetta strada e stretto in un nugolo di bellezze che mettono voglia di lasciarsi andare al racconto, la boutique della signora Dilva riflette in ogni centimetro la cura e l’amore per il dettaglio che permette a un tale insieme di cose di collocarsi armoniosamente e di trasmettere immediatamente una sensazione di grande calore.

Meta di amanti dell’arte e della letteratura, il luogo è un’inimitabile sovrapposizione delle tre grandi passioni di colei che lo guida con incredibile grazia: i tomi, l’antiquariato e gli abiti d’epoca, accompagnati da un gustoso contorno di accessori e soprammobili fantasiosi.

Moscova Libri e RobeCamminando in punta di piedi in una straordinaria collezione di completi, libri di ogni genere, molti dei quali in francese, cappelli, forchette, bijoux e scatole di tante forme e colori, ben riflesse in specchi e accese dai bagliori dorati di un arredamento carico di fascino, ci si ritrova a respirare un’atmosfera amorevole e familiare, carica di ricordi e piena di fantasia.

Ci siamo incontrate in un tardo pomeriggio di fine ottobre e abbiamo chiacchierato a lungo spaziando dagli inizi di «figlia d’arte» di Dilva, la cui madre operava già nel mondo dell’antiquariato, allo sviluppo di un’attività lunga una vita e racchiusa in una Wunderkammer dalle pareti tappezzate di carta stampata, ritornando sul passato che illustra con orgoglio ritrovando in ricordi e cataloghi qualche perla di quell’imponente collezione di abiti e in certi casi complete mise, che vanno dal 1850 agli anni ’30 del secolo successivo. Un insieme costruito nel tempo e in gran parte ceduto al Museo del Castello Sforzesco, oltre che al Kyoto Costume Institute, in Giappone, che aleggia ancora nell’ambiente intrecciandosi con la professione di una signora che ha iniziato a raccogliere chicche nei lontani anni ’50, quando il vintage era una parola sconosciuta e queste cose non andavano di moda. Ed è proprio per lottare contro una velocità imperante e a tratti ostile che, nel mezzo del cammin di quest’autunno che avanza a grandi falcate, abbiamo deciso di riproporvi un «piccolo mondo antico» e piacevolissimo, che profuma di buono e invita a viaggiare con la mente in un passato fatto di eleganti virtù, di libri di cucina e di economia domestica, di guanti raffinatissimi, di pagine istoriate e d’eterno amore del bello.

Foto | Sara Rania




Sara Rania

 

Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell’anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall’alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d’adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l’Isola d’Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l’insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.