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pubblicato domenica, 1 dicembre 2013 da Graphe.it in I nostri libri
 
 

Natale scettico, una poesia natalizia di Jules Laforgue

Con l’inizio del mese di dicembre fervono i preparativi per il Natale: regali, addobbi della casa, allestimento del presepe e dell’albero, organizzazione di cene, cenoni e spuntini vari. In tutta questa frenesia che aumenterà sempre più e avrà il suo culmine nei giorni precedenti il 25 dicembre, noi proponiamo una pausa di riflessione. E lo facciamo con una poesia natalizia.

Il testo che vi proponiamo ha per titolo Natale scettico ed è scritto da Jules Laforgue. Lo trovate anche come introduzione al libro Racconti di Natale, di Carlo Collodi ed Eleonora Mazzoni, in libreria in questi giorni per i tipi della Graphe.it edizioni

È Natale… Natale?… Notte: uno scampanio
lontano… La mia penna, senza fede, sul foglio
cade. I ricordi cantano: dilegua, ecco, l’orgoglio,
e la tristezza permea tutto l’essere mio…

Ah, voci della notte; ricantano: «È Natale»;
da laggiù, dalla chiesa che s’accende all’interno
m’arriva come un dolce rimprovero materno,
e il cuore mi si gonfia tanto da farmi male…

È notte. Ascolto a lungo quel suono di campane…
O famiglia dei vivi, ecco, sono il tuo paria
nel cui stambugio a tratti giungono sopra l’aria
le voci d’una festa, commoventi e lontane…

Jules Laforgue è stato un poeta francese. Nacque a Montevideo, capitale dell’Uruguay, il 16 agosto 1860 e morì, appena ventisettenne, a Parigi, il 20 agosto 1887: era malato di tubercolosi.

Singolare la sua carriera scolastica: Jules Laforgue non fu mai uno studente diligente e nel 1877 non riuscì a superare l’esame per il diploma; non venne promosso nemmeno l’anno seguente; e anche la terza volta che ci provò venne bocciato. Decise allora di iniziare a leggere i grandi poeti francesi e di visitare i musei di Parigi: si creò, in questo modo, un bagaglio culturale non indifferente, tanto da venir apprezzato da gran parte della critica letteraria. A quanto sembra la sua poesia avrebbe influenzato enormemente il giovane T. S. Eliot, che si aggiudicò il Nobel per la letteratura nel 1948.




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)