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pubblicato mercoledì, 11 dicembre 2013 da Sara Rania in Recensioni
 
 

La Napoli della cultura arrampicata tra San Biagio dei Librai, Port’Alba e Piazza Dante

Piazza Dante a Napoli

Piazza Dante a Napoli

Nel centro storico della città di Napoli c’è una zona che gli appassionati di libri non potranno perdersi per nulla al mondo, a maggior ragione con l’approssimarsi del Natale, quando gli echi struggenti dei presepi di San Gregorio Armeno arrivano dritti alle orecchie di chi risale il Decumano Maggiore arrampicandosi lungo quella vietta stretta che porta dritti nel cuore di una delle città più letterarie del mondo. Perché in quelle poche centinaia di metri che separano piazza San Domenico Maggiore da piazza del Gesù e da Piazzetta Bellini per arrivare fino a piazza Dante, al limitare con Via Toledo, attraverso le arcate di Port’Alba, borbotta gran parte del costante ribollire della cultura partenopea.

I banchi di Port'Alba, a Napoli

I banchi di Port’Alba, a Napoli

Nella zona si concentrano tantissime librerie e le sedi di alcune tra le più importanti case editrici locali, la cui attività è favorita dalla presenza di molte istituzioni formative superiori e universitarie. In un raggio limitato dall’ombra dell’Alighieri si trovano, infatti, la sede dell’Università Orientale di Napoli, la Facoltà di Architettura dell’ateneo federiciano, il Conservatorio di San Pietro a Majella, l’Accademia di Belle Arti e alcuni storici punti di riferimento come il Liceo Classico Genovesi, situato nell’antico Palazzo delle Congregazioni e nel quale studiarono noti protagonisti della cultura del ‘900 come il filosofo Benedetto Croce e il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, il cui ingresso fronteggia proprio la statua di Dante Alighieri, sommo poeta e padre della lingua italiana, le cui fattezze sono state riprodotte plasticamente dall’opera di Tito Angelini e collocate in loco il 13 luglio 1871, mettendo sotto le insegne dantesche anche il nome di quello che era conosciuto dai napoletani come Largo del Mercatello poiché vi si teneva uno dei due mercati principali della città (l’altro era situato proprio in piazza Mercato, vicino a Porta Nolana e alla Stazione Centrale).

A due passi da piazza Bellini, salotto nel quale l’intellighenzia partenopea è solita intrattenersi in squisite disquisizioni intorno all’indispensabile aroma del caffè, fumante strettissimo e rigorosamente zuccherato, e dal Museo Archeologico Nazionale, dove è sempre un piacere dedicarsi al lusso della flânerie e poco lontano da San Biagio dei Librai, via lungo la quale si può anche osservare un’altra curiosità: la lapide posta nella casa natale del filosofo della Scienza Nuova Giambattista Vico che recita:

«In questa cameretta nacque il XXIII giugno MDCLXVIII Giambattista Vico. Qui dimorò sino a diciassette anni e nella sottoposta piccola bottega del padre libraio usò passare le notti nello studio. Vigilia giovanile della sua opera sublime. La città di Napoli pose».

… c’è un luogo di teatri e di passioni, pieno di bancarelle sulle quali i libri spesso costano meno della carta (un po’ sgualcita a dire il vero, ma sempre foriera di idee) che li compone e la vita va in scena ogni giorno come una gigantesca commedia alla quale i cittadini si prestano con dovizia, colorando le strade con accenti tragici.

Port'Alba a Napoli

Port’Alba a Napoli

Foto | Sara Rania


Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.








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