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Posted lunedì, 3 marzo 2014 by Natale Fioretto in I nostri libri
 
 

Le farfalle di Mario Quintana e quelle di Fabio Volo

Le farfalle di Mario Quintana e quelle di Fabio Volo

Fino a non troppo tempo fa, il poeta brasiliano Mario Quintana godeva di una generalizzata anonimia. Gigante in patria, sconosciuto, o quasi, in Europa e, ovviamente, in Italia. Capita. Così come succede talvolta, che un breve passaggio televisivo getti una luce su un’opera che esce dall’ombra e richiama su di sé l’attenzione di chi si lascia interessare. Il merito di aver svelato Mario Quintana al pubblico italiano è stato di Fabio Volo nel corso della trasmissione Il Volo del mattino a ottobre 2013.

La poesia apripista è stata Farfalle, in originale Borboletas. Sarebbe una degna apripista, se non fosse che la composizione non è di Mario Quintana. Di testi apocrifi è piena la rete e il nostro poeta pare esserne uno degli esempi più fulgidi.

Farfalle, inoltre, non è nemmeno il titolo corretto della composizione che è Niente come il tempo. Che c’entrano, allora, le farfalle? Ci sono, ma in un verso, il seguente:

Il segreto non sta nel rincorrere le farfalle, ma nel prendersi cura del proprio giardino, affinché esse vengano a voi.

A chi si possa attribuire la paternità/maternità della composizione, non è dato sapere: di certo non appartiene a Quintana. Forse è di Kátia Cruz e il passo ha per titolo Ricominciare. Tra l’altro, il verso delle farfalle è riconducibile all’americano Walter D. Ehlers:

Non rincorrere le farfalle, pianta piuttosto un fiore nel tuo giardino e tutte le farfalle vi accorreranno.

Quindi, un’informazione è sicura: il testo non è di Mario Quintana.

In rete si attribuiscono a Quintana dei testi in prosa, scritti in uno stile che non gli appartiene affatto. Singolarmente, la lista dei “Quintana” si allunga di giorno in giorno e redigerne un elenco esaustivo è impossibile.

Va citato, a questo punto, l’ottimo blog di Emílio Pacheco, musicista e giornalista freelance di Porto Alegre che da tempo si cimenta nella ricostruzione dei testi originali e nell’attribuire loro la corretta origine svolgendo un compito meritorio sia nei confronti dell’opera di Mario Quintana, sia nei confronti di quei poeti che vedono le proprie opere originali attribuite ad altro autore.

Domanda prevedibile alla fine di questa trattazione: “Ma, Quintana di farfalle ha mai scritto?”. Certo. Ecco un piccolo florilegio:

  • È una farfalla gialla? O è un fiore che si è staccato e non vuole cadere?
  • La farfalla più difficile da acchiappare è l’aggettivo.
  • L’assalto di una farfalla è molto più gradevole di tutti i baci di un cavallo.
  • I bruchi non possono credere alla leggenda delle farfalle, tanto famosa fra il loro popolo strisciante e combattente. Ma la loro felicità consiste nel rammentare, a volte, l’assurdo e la meraviglia di questo antico sogno: trasformarsi un giorno in farfalle.

E per finire una poesia da L’apprendista stregone

Cripta

Sotto la tavola
La negretta.
Spaventata.
Spaventata.
Alla finestra
La luna.
Nell’orologio
Il tempo.
Nel tempo
La casa.
E nel portone della casa?
Nel portone della casa strane ex-creature

[con capelli di tela di ragno e gli occhi senza
[luce senza luce e tutte che si sbriciolano come le
[farfalle che si polverizzano agitandosi sempre
[agitandosi eternamente come
[anemoni soffici in fondo a un pozzo a un pozzo!

Chi volesse approfondire la conoscenza di Mario Quintana, può farlo attraverso i suoi libri. In italiano, pubblicati dalla Graphe.it edizioni, ci sono: Il colore dell’invisibile, Per vivere con poesia e L’apprendista stregone, disponibili in cartaceo e in eBook.

Foto | Pixabay




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.