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pubblicato martedì, 25 marzo 2014 da Andrea Franco in Mondolibri
 
 

Libri cartacei o digitali?

Libri cartacei o digitali?

Qualche giorno fa, a seguito di un commento su Facebook, si è scatenata una lunga e interessante discussione su libri cartacei e quelli digitali. In pratica: è meglio il vecchio libro cartaceo oppure il nuovo e tecnologico eBook? Ognuno ha detto la sua, ovviamente, e alla fine non mi pare ci sia stato un vero vincitore. Io amo la carta, la adoro, con il suo profumo, con i dorsi da scorrere con un dito ecc. Ma ultimamente la mia professione di scrittore mi ha portato a sperimentare quello che fino a qualche anno fa ritenevo impossibile: la pubblicazione digitale. Ora non solo pubblico in formato eBook, ma curo collane digitali e collaboro con case editrici specializzate in pubblicazioni che della carta non sanno più che farsene.

È un bene o un male? È un cambiamento, nulla più di questo. E come tutti i cambiamenti portano cose positive, ma lasciano strascichi nostalgici in persone (come me) che vivono di abitudini e tradizioni. Nessuno mi sentirà mai dire che un eBook è meglio di un libro cartaceo, ma…

C’è un ma, sì. Più d’uno, a dire il vero. Il più banale, quello dei costi. Ancora deve essere fatto molto per poter vedere in vendita libri digitali a prezzi accettabili, ma il risparmio già c’è. Ed è inutile sottolineare quanto questo sia importante per la maggior parte delle persone. Risparmio non solo per l’acquisto del libro, ma anche per gli spazi occupati, per le stanze in più che ognuno di noi desidera per le librerie, per i mobili stessi che hanno un costo… senza contare quanti passaggi in meno ci siano nel mezzo: basta distributori, basta rivenditori in negozi con affitti altissimi, basta magazzini, basta tipografie… Già, molti perderanno il lavoro, ma noi lettori ne trarremo vantaggio.

Poi c’è la comodità di avere sempre dietro non uno, ma centinaia di libri. In valigia un solo lettore e siamo a posto. Durante l’ultima vacanza che ho fatto metà di una valigia era piena di libri. Adesso potrei portare tutto nel marsupio.

E ancora: racconti. Un genere che non tira molto, in Italia, ma che nel mondo anglosassone è importante quanto quello dei romanzi. E se le antologie vendono poco, perché non poter comprare un singolo racconto a un prezzo stracciato? Un nuovo contenitore che prende il posto delle riviste specializzate che hanno fatto la fortuna di molti autori di genere, che hanno iniziato proprio pubblicando racconti (Asimov su tutti). Un singolo racconto non può essere pubblicato in versione cartacea. In formato digitale, sì.

Tanti vantaggi, sta bene. Ma amo ancora di più la carta, sono un romantico, forse.

L’altro giorno ero a casa di un’amica scrittrice, insieme ad altri colleghi. Appena entrati in casa siamo stati catturati dalla libreria. E subito tutti a sbirciare i titoli, a parlare, a confrontarci, a ricordare. Non solo guardare una libreria piena di libri è bello, emozionante, ma davanti a una libreria si parla, si evade, si elaborano concetti e pensieri. Immaginate una parete vuota e un lettore e-book poggiato su un mobiletto. Non sarebbe stata la stessa cosa. Avremmo parlato in modo diverso, prendendo altri percorsi. Leggere i libri è meraviglioso. Ma anche stare lì a guardarli è emozione non da poco. La sera, prima di prendere sonno, osservo sempre la mia libreria, tutti quei libri ammucchiati in modo disordinato (perché sono troppi), che sembrano sussurrare, invitare i pensieri. Cosa guarderanno le persone tra cento anni? E davanti a cosa si soffermeranno per discutere di narrativa e sogni? Cambierà tutto, è vero, e fra cento anni nessuno si farà questi problemi. Me li faccio io ora, perché il cambiamento è in atto. E fa male, da un certo punto di vista. Ma nessuno potrà fermarlo. Prenderemo quello che ci porta di buono, dimenticando quello che perdiamo.

Foto | Pixabay




Andrea Franco