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pubblicato giovedì, 27 marzo 2014 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Intervista a Lilith Di Rosa, vincitore morale di Masterpiece (secondo noi)

Intervista a Lilith Di Rosa, vincitore morale di Masterpiece (secondo noi)

Nel corso della puntata di Masterpiece di domenica 16 marzo (Rai 3), abbiamo assistito all’eliminazione dell’aspirante scrittore Lilith Di Rosa, operatore tv di trentaquattro anni. Qui su GraphoMania, lo abbiamo sostenuto fin dalla sua prima apparizione nel programma, quando con i suoi scritti e un brano tratto dal suo romanzo, era stato in grado di colpire tutti: i telespettatori, i tre giudici, nonché il direttore editoriale della Bompiani Elisabetta Sgarbi.

“Vince questa prima selezione un ragazzo che scrive e parla con lo stomaco, che ha nella testa dolorosi carboni ardenti e nello sguardo molti più anni di quelli reali”, scrivemmo di lui in occasione della puntata d’esordio della trasmissione; nessun dubbio dunque, all’unanimità, sul fatto che si fosse di fronte non tanto a un aspirante scrittore, quanto a uno scrittore autentico, con la giusta anima inquieta, ovvero quell’ingrediente necessario a lasciare il segno nel lettore.

Siamo dunque lieti di presentarvelo attraverso un’intervista che gentilmente ci ha concesso, nella quale approfondiremo con lui il piacere dello scrivere o… la sua dannazione.

Intervista a Lilith Di Rosa, vincitore morale di Masterpiece (secondo noi)Lilith, il tuo manoscritto – intitolato Russian Roulette – è uno di quei pochi emersi sui cinquemila selezionati per il talent scout Masterpiece, dunque possiede indiscutibilmente qualcosa di speciale, che convince: vuoi raccontarci quando e come nasce?
Sono passati quasi dieci anni, non ricordo molto. Diciamo che non era un bel periodo; aggrapparmi a un sogno, immergermi nella scrittura mi creava degli alibi. “Sto fallendo, ma fallisco con un desiderio”. Questo pensiero mi era necessario per non affogare. Scrivevo per puro egoismo in un certo senso.

A proposito di “dannazioni”, hai dichiarato non molto tempo fa che quando la mente è tormentata sarebbe bene scrivere: tu che ti definisci anima incompleta, riesci a placare i tormenti interiori riversando sulla carta malesseri o inquietudini? Ti completa, la scrittura?
Purtroppo la scrittura, in me non risolve una sensazione di scomodità cronica (non voglio usare termini più pesanti). Alcuni fattori vanno affrontati con la giusta complessità. Però scrivere mi è necessario per evadere; l’evasione, creare con l’immaginazione, credo sia l’unica assuefazione di cui non voglio liberarmi.

Hai anche affermato che l’incomunicabilità ti strangola: quando scrivi, comunichi con te stesso o con gli altri?
Non saprei, nella scrittura subentra una forte dose di inconscio, credo che si cerchi di arrivare agli altri, a noi stessi, alla profondità del nostro essere… Certo, se non verrò mai pubblicato, rimarrà tutto solo per me e per i pochi intimi che mi hanno letto.

Invece, quando leggi, che cosa cerchi o speri di trovare in un libro? C’è un romanzo che per te è stato illuminante?
Anche quando leggo mi aspetto di essere toccato in profondità. Un libro quando mi piace, mi scuote, mi percuote, mi stimola, mi fa pensare, mi incolla a quelle pagine. “Il primo Dio”, di Emanuel Carnevali (un autore ingiustamente quasi sconosciuto), è uno dei testi che più mi hanno colpito.

Che cosa è stato per te, così apparentemente schivo e introspettivo, partecipare a una sorta di “gara televisiva”? Cosa ti ha lasciato questa esperienza, ma soprattutto: ha modificato in qualche modo il tuo privato e intimo rapporto con la scrittura?
Come esperienza così straordinaria, in qualche modo è stata formativa; una situazione talmente lontana dalle mie caratteristiche che dovevo provare a mettermi in gioco. Ho troppi rimorsi e troppi rimpianti a cui fare fronte, non potevo averne di nuovi. Mi ha lasciato esterrefatto che qualcuno apprezzasse il mio lavoro, non avevo molti riscontri sui miei scritti a parte le bocciature delle case editrici, e i complimenti di un paio di amici. Non ho ancora scritto nulla dalla fine del programma…

C’è qualcuno dei tuoi compagni d’avventura a cui vuoi dire qualcosa?
Con i loro pregi e i loro difetti, con i miei pregi e i miei difetti, con le nostre enormi diversità, direi che in fondo tra noi è nato un rapporto di affetto. Vorrei cogliere l’occasione per salutare Daniel Agami, concorrente della puntata di novembre e scrittore molto valido.

E noi invece salutiamo Lilith, ringraziandolo per la sua disponibilità e augurandoci di sentir parlare ancora e ancora del suo scrivere, ma anche di recensire al più presto un suo romanzo, perché niente di suo resti chiuso in un cassetto ma vaghi invece tra quei lettori sempre assetati di autenticità.

Un sincero in bocca al lupo a te Lilith Di Rosa e… buona scrittura!




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.