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pubblicato venerdì, 18 aprile 2014 da Daniela Gambino in Mondolibri
 
 

Ambientazione e dialoghi nella stesura di un testo

Ambientazione e dialoghi nella stesura di un testo

Io credo soprattutto in due elementi nella scrittura creativa da cui scaturisce la trama e i dialoghi: la back story del personaggio e i dettagli.

Per creare l’ambiente dovete controllare tutto quello che il vostro personaggio vede e sente attorno a lui. Per farlo bisogna curare i dettagli. Lo spazio che lo circonda dev’essere reso in modo che si sposi col suo pensiero, il suo linguaggio, il suo modo di vestire o portare i capelli.

Se scrivete di un uomo disperso in una foresta con arco e frecce, a piedi nudi, dovete provare insieme a lui, la sensazione dell’arco che si tende sotto le sue dita, il freddo sotto le palme dei piedi indurite, i capelli che gli ricadono sulla fronte, disordinati. Dovete rappresentare il suo istinto di sopravvivenza. Se sapete cosa prova il vostro personaggio, sapete dov’è e cosa vede. In linea di massima, ricordate che

  • va collocato nello spazio, quindi munitevi di cartine geografiche, immagini;
  • va posizionato nel tempo, allora verificate se sono usciti certi libri che citerete, se le cose si chiamavano in un certo modo (adesso, ad esempio, chiamiamo selfie gli autoscatti e molti inglesismi hanno soppiantato nostri termini), che film davano al cinema in quel periodo, che giornali comprava nelle edicole, cosa cucinava e come lo preparava, financo cose che sembrano insignificanti: quanto si lavava ad esempio? (Le docce arrivano nostri bagni relativamente tardi);
  • dovete calarvi nell’immaginario collettivo, quella coscienza formata da saperi condivisi, sia di una persona con venti anni in più di voi o con venti in meno, che di una vissuta cento o mille anni fa. Ad esempio, voi conoscete specifiche frasi fatte prese a prestito da jingle, spot pubblicitari o film: O così o Pomì; Il mio nome è Bond, James Bond; Du gust is meglio che uan, che per un bambino di dodici anni non significano niente;
  • e poi dovete farli parlare. E attraverso quello che diranno trasmettere la loro coscienza e caratura morale. Rispetto ad altre forme d’arte, la letteratura ha il vantaggio di faci conoscere la coscienza del personaggio, di vivere dentro la sua mente e sapere cosa dice a se stesso.

Il lettore deve sentire i discorsi che mettiamo in bocca ai personaggi, quando interagiscono fra loro, come parole spontanee.

Si può usare un dialogo diretto e indiretto.

Il discorso diretto: riporta battuta per battuta quello che i personaggi si dicono, è un domanda e risposta, è immediato e deve dare l’impressione di scaturire direttamente dalla loro bocca. Per questo è così importante conoscere tutto dei personaggi e del loro ambiente. Sapere quando, a chi e in che condizioni emotive stanno parlando. Intrattengono un discorso in pubblico oppure comunicano con un bambino o un anziano? Sono arrabbiati? Innamorati, o feriti? Un personaggio piatto, farà discorsi piatti e monocorde, sempre uguali, con chiunque si trovi.

Fate vivere i vostri personaggi di vita propria, fateli reagire come persone reali. Stupite voi stessi e il lettore.

Daniela Gambino e Chiara Chiaramonte guidano insieme, a Palermo,
un corso di cucina e scrittura creativa:
Cucina letteraria: penne in mano e mani in pasta.
La quarta lezione è stata:
Cucinare un contorno – Ambientazione e dialoghi.

Foto | Pixabay




Daniela Gambino