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pubblicato venerdì, 25 aprile 2014 da Daniela Gambino in Mondolibri
 
 

L’epilogo di un testo: dulcis in fundo, ma non solo

L’epilogo di un testo: dulcis in fundo, ma non solo

L’epilogo, spiega il dizionario, è la parte finale di un processo narrativo. In un racconto, la trama corre verso l’epilogo e la conclusione. Immaginatela come una strada: la trama ci porta da una realtà scombussolata a una più equilibrata. L’epilogo è il punto d’incontro: viene da una parola greca che significa aggiungere. L’epilogo può essere aperto, chiuso o circolare. Cioè la conclusione può raccontarci dell’altro, oppure dare ogni spiegazione, o riportarci alle battute d’inizio o ancora essere lineare e condurci in un punto lontano. L’epilogo, soprattutto nei romanzi moderni, diventa sempre più libero da costrizioni. Come dice la stessa parola d’origine, deve aggiungere senso, non essere una semplice spiegazione conclusiva o ripetere informazioni già trattate, né va utilizzato per chiudere frettolosamente alcune questioni aperte: chiaramente può svelarci la conclusione delle questioni sospese, svelare conseguenze di azioni dei personaggi e sviluppi di situazioni, ma dev’essere una parte del romanzo equilibrata con la lunghezza dello scritto.

Pensate a un film come Ritorno al futuro o una puntata di Superman. Si presenta un personaggio davanti a una difficoltà, un conflitto, da superare. A lui il compito di ristabilire un equilibrio. A volte i conflitti sono dentro lo stesso personaggio: vuole cambiare città o lavoro, si sta logorando. Oppure vuole tornare da un viaggio, cambiato, come il nostro Ulisse e, grazie a una visione più distante degli accadimenti, vuole rimettere le cose a posto. La vita del personaggio somiglia alla nostra: incontriamo difficoltà, separazioni, lutti, delusioni, perdite di persone care o di beni materiali o ancora del lavoro. Dopo lo smarrimento, si decide di continuare, di ritrovare l’equilibrio di prima, che non sarà lo stesso, ma sarà rinnovato e più forte, con tutte le sue ferite. A volte dopo il dolce segue anche l’amaro, qualcuno arriva a tavolo e chiede se volete un liquorino fatto in casa. Certe volte, pur nel suo contrasto, quell’amaro si sposa col tutto e fa risaltare ancora di più il sapore del dessert. L’importante nei racconti, così come nella vita, è non aver troppa paura delle contraddizioni.

Realtà e finzione sono degli opposti, e la letteratura si fonda su questa contraddizione dice David Lodge, scrivere in fondo è questo: la conciliazione dell’inconciliabile.

Daniela Gambino e Chiara Chiaramonte guidano insieme, a Palermo,
un corso di cucina e scrittura creativa:
Cucina letteraria: penne in mano e mani in pasta.
La quinta lezione è stata:
Si prepara un Dolce e si parla di Epilogo (ti prego fa che sia “dulcis”) .

Foto | Pixabay




Daniela Gambino