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pubblicato mercoledì, 28 maggio 2014 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Intervista a Pier Franco Brandimarte, vincitore del Premio Calvino 2014

Intervista a Pier Franco Brandimarte, vincitore del Premio Calvino 2014

Pier Franco Brandimarte è il vincitore del Premio Calvino 2014, ormai lo sappiamo tutti. Il romanzo inedito che gli ha fatto vincere il Premio ha per titolo L’Amalassunta e pure questo lo sappiamo. Ma noi di GraphoMania non ci accontentiamo delle cose che sanno tutti e per questo lo abbiamo raggiunto e gli abbiamo rivolto alcune domande – pensate insieme alla nostra inviata speciale al Premio Calvino Anna Wood – per conoscere meglio il suo romanzo ma anche l’autore.

Ecco quel che ci ha detto Brandimarte.

L’Amalassunta è un “testo in elegante e acrobatico equilibrio tra finzione e saggio”, ha detto la Giuria del Premio Calvino: cosa dobbiamo aspettarci?
Mi fido molto della giuria.

Nel suo romanzo traccia la figura umana e artistica di Osvaldo Licini (1894-1958): chi è per lei questo pittore astrattista? E tra le sue opere quale le piace di più? (Oltre le Amalasunte, ovviamente).
Licini è stato un artista serio: la sua vita era intimamente legata all’arte, erano un tutt’uno, un modo di stare al mondo, un rovello continuo. Mi affascinano la sua tempra nervina, goliardica, sanguigna e la forza immaginativa, l’inclinazione all’oblio e alla distanza, la percezione dell’invisibile. C’è una sua opera che mi piace molto e che non si trova nel libro, è un Angelo Ribelle su fondo giallo che sembra rituffarsi dal cielo verso terra.

A proposito, chi è l’Amalassunta?
Forse sarebbe meglio dire che cos’è. È uno dei soggetti preferiti da Licini, è un segno da decifrare, è la luna, ed è innumerevoli altre cose… non ve la caverete con una risposta.

Intervista a Pier Franco Brandimarte, vincitore del Premio Calvino 2014Quanto tempo c’è voluto per scrivere e riscrivere il romanzo? E chi ha letto la prima stesura del suo romanzo ha immediatamente pensato: “Brandimarte te sei da Premio”?
Più o meno due anni. Emiliano Poddi, che è scrittore e acuto lettore, mi ha sostenuto sin dalle prime pagine, con un gusto attento, in sintonia, mi ha fatto capire che stavo scrivendo qualcosa di bello: è stato un punto di riferimento.

Ha scritto il suo romanzo direttamente con word (o simile) oppure ha usato carta penna e calamaio e solo successivamente l’ha trascritto?
Mah, sono andato avanti con l’uno e l’altro, anche contemporaneamente.

Ci dica la verità: ha mai provato il suo discorso per la cerimonia del Calvino davanti allo specchio di casa?
Avevo previsto di farlo in piedi sul tavolo della giuria, in stile arringa, ma non c’è stato modo. Peccato, era un bel discorso, a un certo punto citavo anche Calvino.

Lei ha disegnato vignette di satira; ha scritto favole e spettacoli teatrali per bambini; si interessa di avifauna: in tutto questo la stesura di un romanzo dove si colloca?
Per traverso, tra l’avifauna e i bambini.

Abbiamo letto che pratica il Birdwatching. Qual è il pennuto che più le somiglia?
L’Airone cenerino.

Lei è di origini abruzzesi ma ha frequentato la Holden, quindi immaginiamo abbia vissuto a Torino e allora la domanda sorge spontanea: sono più buoni i gianduiotti o i confetti di Sulmona?
In realtà a Torino mi mancano molto le fave, che da me, in campagna, si mangiano a primavera su tavolate per la strada, mucchi di fave da sbaccellare e formaggio e vino, a Torino si trovano poco, e quando si trovano non sono buone e costano troppo.

In una foto trovata in rete (sul sito NewsAbruzzo), vediamo che lei fuma la pipa e porta gli occhiali: dove li ha nascosti il giorno della premiazione?
Se guardate bene avevo anche il bastone; quando non vengo premiato ho settant’anni, ci vedo poco e fumo la pipa in poltrona, mentre leggo Fogazzaro.

Le sue note biografiche diffuse dal Calvino ci dicono che sta lavorando a un secondo romanzo: ci dice qualcosa?
Ne so poco.

La nostra inviata alla finale del Premio Calvino, Anna Wood, dice che lei è un uomo molto affascinante. È dai tempi di Carlo che non se ne vedeva più uno e a proposito Anna vuole sapere: è fidanzato?
La vostra Anna è molto gentile – e non mi ha visto mentre leggo Fogazzaro, quando sono davvero irresistibile. Sì, sono molto fidanzato.

Abbiamo visto su Facebook che un suo amico ha messo in vendita una sua maglietta usata. Quanto ha guadagnato il suo amico (o quanto pensa di guadagnare) dalla vendita della maglietta usata e sudata del vincitore del Premio Calvino 2014? La autograferà?
Il mio amico guadagnerà 10 euro, che sono i soldi che gli darò io, lavanderia compresa, per farmela ridare. È una maglia molto bella.

Intervista a Pier Franco Brandimarte, vincitore del Premio Calvino 2014


Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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