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pubblicato domenica, 17 agosto 2014 da Anais Vin in Recensioni
 
 

Castelli Romani: cosa vedere per un tranquillo week end di relax

Nei paesini vicino Roma vi erano le ville delle famiglie nobili che abitavano nella Capitale e che, per ripararsi dalla calura estiva, si rifugiavano in questi centri che vanno sotto il nome di Castelli Romani. Complice la vicinanza alla Città Eterna e un clima diverso, con altrettanto differenti ritmi di vita, erano il rifugio di famiglie come gli Orsini, i Colonna, i Savelli e gli Annibaldi, ma anche dei papi. Oggi, in questi centri sono rimaste le belle ville nobiliari, ora trasformate in ristoranti per ricevimenti di lusso, alberghi con la SPA o, ancora, in musei.

Ma i Castelli non erano meta solo di principi e alta borghesia: anche i meno abbienti vi si sono sempre recati per trovare fresco, materie prime locali genuine e buon vino. Da qui, infatti, proviene il vino bianco consumato dai romani, il Frascati, il Marino e il Colli Albani. Una volta vi veniva prodotto il Cannellino, con l’uvaggio che componeva il Frascati, ma con una particolarità: era un vino dolce muffato. Si produce anche oggi, a dire il vero, ma è un vino passito, mentre allora, grazie alle paludi non ancora bonificate, beneficiava di un microclima differente, che faceva sviluppare la muffa nobile, che disidratava l’uva e donava sentori particolari.

I funghi porcini, le castagne, le fragoline di bosco di Nemi, il pane IGP di Genzano e quello di Lariano, le pupazze frascatane, le coppiette sono esempi di prodotti tipici di queste zone. Il pane spesso è ancora cotto a legna e a volte si usano i gusci delle noci come combustibile, per dare aromi particolari. Inoltre famosissime sono le fraschette, piccoli locali, sovente ricavati nelle grotte di tufo, dove si veniva a mangiare soprattutto salumi e formaggi e a bere, fra una partita di carte e quattro chiacchiere tra amici nel fresco delle mura. Oggi si usa fare il pub crawling, ovvero ci si sposta da un pub all’altro nella stessa sera: una volta si faceva la stessa cosa con le varie fraschette, poiché ognuna aveva da offrire un prodotto tipico o un vino diverso.

Non solo l’altitudine, ma anche il lago di Nemi e quello di Castel Gandolfo erano validi richiami per fuggire all’afa romana, e spesso si passeggiava nelle foreste locali, che qui abbondano.

Le sagre sono innumerevoli, a partire da quella di Marino per il vino, quella delle castagne a Rocca di Papa, la festa dell’infiorata di Genzano, la sagra della Porchetta di Ariccia e così via.

Cosa vedere ai Castelli Romani

Castelli Romani: cosa vedere

I Castelli Romani sono ricchi di storia e opere d’arte: da vedere c’è l’Abbazia Greca di San Nilo a Grottaferrata fondata nel 1004, Monte Cavo ora ricoperto di antenne, i Pratoni del vivaro dove ci sono molti cavalli e una splendida vista di lunghi prati verdi, la Via Sacra, strada nevralgica al tempo dei romani che si arrampica da Rocca di Papa e dalla quale si ha una vista meravigliosa sui laghi di Nemi, su Castel Gandolfo e sul mare. Sempre a Rocca di Papa c’è il Museo di geofisica, interessante anche per la vista che offre al visitatore.

A Castel Gandolfo, c’è il lago di origine vulcanica, oltre alla residenza estiva del Papa con la Specola Vaticana, l’osservatorio astronomico della Chiesa cattolica, che per fortuna si è convinta che la Terra si muove.

Sulla Via dei Laghi che porta a Monte Gentile c’è un tratto di strada famoso per uno strano effetto ottico: se si va in discesa sembra andare in salita e viceversa.

A Frascati ci sono le Scuderie Aldobrandini con il relativo Palazzo, la Cattedrale, la chiesa del Gesù, Villa Tuscolana e Villa Torlonia, da non confondere con quella sita in Roma. In estate ci sono bancarelle che vendono prodotti tipici: vi è anche il mercato dell’antiquariato che richiama visitatori dai paesi limitrofi.

A Monte Porzio Catone vi sono innumerevoli resti di epoca romana, a Rocca Priora il Castello dei Savelli ora ospita il Municipio. In inverno le temperature sono più rigide, e capita sovente che mentre a Roma piove, qui vi nevica, come recita un detto: alla Rocca o ci piove o ci fiocca.

Ad Albano Laziale vi sono resti delle Terme di Cellomaio e l’anfiteatro Severiano, ma anche la tomba degli Oriazi e Curiazi e, nei pressi, le catacombe di san Senatore.

La cosa migliore da fare è andare in qualche ristorante o trattoria tipica per apprezzare la cucina casareccia e poi fare una passeggiata fra i vicoli e i borghi di questi paesi, a volte un po’ trascurati nella manutenzione, ma ricchi di fascino e storia, di sapori e colori. Magari si potrà anche semplicemente godere delle dolci colline cosparse da vigneti e oliveti e concedersi una passeggiata a cavallo.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.