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pubblicato lunedì, 6 ottobre 2014 da Roberto Russo in Premi letterari
 
 

Ismail Kadare in lizza per il Nobel per la letteratura

Ismail Kadare

Ismail Kadare (Argirocastro, Albania, 1936) è uno degli scrittori albanesi più conosciuti fuori del suo paese. Ha studiato storia e filologia presso l’Università di Tirana e poi si è perfezionato a Mosca. Ha pubblicato il suo primo romanzo Il generale dell’armata morta nel 1963 che venti anni dopo divenne un film con la regia di Luciano Tovoli e con Marcello Mastroianni nei panni del General Ariosto. Ne Il palazzo di sogni (1981), considerata la sua opera maestra, ha denunciato il regime autoritario imperante in Albania durante la dittatura di Enver Hoxha:

La letteratura autentica e le dittature sono incompatibili… lo scrittore è nemico naturale delle dittature

Per vari anni è stato vicepresidente del Fronte Democratico albanese, associazione politica che riuniva organizzazioni non comunista, incarico per il quale è stato minacciato anche dalla Sigurimi, la polizia segreta albanese. Nel 1990, un anno dopo la caduta del Muro di Berlino e poco prima della sparizione del regime comunista albanese, Ismail Kadare chiese asilo politico in Francia, spiegando che “in Albania non esiste la possibilità di una opposizione legale”. A seguito di tale richiesta, i suoi libri vennero ritirati da tutte le librerie albanesi. Kadare è rimasto in Francia fino al 1999 e poi è ritornato in patria. Per via della sua permanenza in Francia il suo nome è scritto anche come Ismail Kadaré.

Nel 1996 venne nominato membro associato straniero dell’Académie des sciences morales et politiques di Parigi e poco dopo occupò il posto che era stato di Karl Popper nella stessa Accademia.

Oltre ai romanzi, ha scritto saggi e poesia. Nel 2005 ha vinto il Premio Man Booker International e nel 2009 il Premio Príncipe de Asturias de las Letras, come anche la Laurea Honoris Causa in Scienze della Comunicazione Sociale e Istituzionale dall’Università di Palermo. È uno degli eterni candidati al Nobel per la letteratura e chissà che quest’anno non venga assegnato proprio a lui (i bookmaker lo danno 14/1)

C’è un aspetto particolare per quel che riguarda le traduzioni dei testi di Ismail Kadare. Scrive Francesca Spinelli su Nazione Indiana:

In Italia solo una piccola parte delle opere di Ismail Kadare è stata tradotta direttamente dall’albanese. Molte sono comprese nel catalogo Longanesi, che ha comprato i diritti da Fayard, unico editore di Kadare in Francia. Le opere di Kadare, spiega Fayard sul suo sito, sono state tradotte “in una quarantina di paesi”. Sarebbe più corretto dire che in molti di quei paesi i lettori, spesso a loro insaputa, hanno a disposizione solo le traduzioni della versione francese. In Brasile, invece, le traduzioni dirette e indirette sono presenti in uguale misura. Ci sono infine paesi – tra cui Spagna, Germania e Paesi Bassi – dove i testi di Kadare sono tradotti unicamente dall’albanese. – Risalendo indietro nel tempo o esplorando i cataloghi di editori minori, è possibile scovare traduzioni dirette anche verso l’italiano o l’inglese, ma rimangono eccezioni in un quadro per lo più francocentrico.

Vi invito a leggere tutto l’articolo di Spinelli perché è veramente illuminante sulla questione traduzioni.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.