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pubblicato martedì, 28 ottobre 2014 da Claudio Gurgone in Mondolibri
 
 

Ricordando il poeta Dylan Thomas

Dylan Thomas (1914-1953)Si sono compiuti cento anni dalla nascita di Dylan Marlays Thomas, a Swansea, nel Galles del Sud, uno dei poeti in lingua inglese più importanti del secolo scorso, passato alla storia semplicemente come Dylan Thomas. Suo padre, David John Thomas, era uno dei professori della scuola locale e il giovane Dylan dimostrò una precoce propensione alla poesia pubblicando i suoi primi versi sul giornale della scuola. Nonostante ciò, non si dimostrò uno scolaro modello e decise di non proseguire negli studi per guadagnarsi da vivere come giornalista.

La critica iniziò a interessarsi al poeta gallese quando questi aveva solo venti anni e pubblicò un’altra raccolta di versi. Sappiamo che visse a Londra per un certo periodo, come ogni artista inglese in cerca di fama che si rispetti, frequentando la zona nota con il nome di “Fitzrovia”, ossia quella prediletta dagli artisti bohémien. Fu proprio durante il suo soggiorno londinese che conobbe Caitlin MacNamara, una ballerina di origine irlandese dal passato travagliato, che diverrà sua moglie.

Nel frattempo, nel corso degli anni ’30 del secolo scorso, le sue poesie vennero pubblicate su varie riviste letterarie o in volumi comprendenti sia poesie che racconti, senza ottenere però un grande successo di vendita. Le condizioni economiche del poeta, però, non erano buone e le entrate extra ottenute grazie a collaborazioni con vari periodici non erano comunque abbastanza per tenere lui e la sua famiglia al riparo dai creditori. Evidentemente il grande pubblico non si era ancora accorto della qualità dei suoi versi.

Dylan non combatté nella Seconda Guerra Mondiale a causa delle sue condizioni di salute non buone, però in quegli stessi anni iniziò la sua collaborazione con la BBC, collaborazione che proseguì anche dopo il 1945 e che rappresentò una fonte di reddito più regolare. Scrisse, per la rete televisiva nazionale britannica, anche alcuni radiodrammi. Le sue frequenti partecipazioni ai programmi radiofonici culturali lo resero celebre e l’ennesima accoglienza positiva della critica della sua raccolta Death and Entrances fecero di lui una celebrità.

A partire dal 1950 Dylan Thomas intraprese dei tour letterari degli Stati Uniti, durante i quali effettuò le letture pubbliche delle sue opere. I tour americani saranno tre in tutto, l’ultimo dei quali, però, sarà fatale. Le sue condizioni di salute erano più che mai precarie a causa dell’asma di cui soffriva da sempre e il pesante abuso di alcool non poteva far altro che peggiorare la situazione.

Morì il 9 novembre del 1953 a New York, a trentanove anni, decisamente troppo presto e solo un anno dopo essere stato osannato come “il più grande poeta vivente in lingua inglese” dal critico Philip Taynbee, in occasione della vittoria del premio letterario Foyle, ottenuta grazie al suo volume di poesie Collected Poems 1934-1952.

La sua fama, sia quella ottenuta quando era ancora in vita che quella giunta, purtroppo, postuma, è dovuta soprattutto alle sue poesie.

Dylan Thomas (1914-1953)La poesia di Dylan Thomas

Definire e descrivere i versi di Dylan Thomas non è un’impresa facile. I temi trattati sono quelli che hanno affascinato i poeti sin dalla nascita di questa forma d’arte millenaria: amore, morte, natura, ricordi dell’infanzia. L’infanzia, ovviamente, è quella del poeta ed è connessa ai paesaggi naturali del Galles natio. I sentimenti, le emozioni e le paure dell’uomo, invece, sono universali o meglio, vengono resi tali dalla bravura del poeta.

Thomas sapeva scegliere in maniera superba le parole, le immagini e le metafore e ha saputo unire l’immediatezza dei modernisti con la liricità e l’introspezione del romanticismo (è stato definito, infatti, neo-romantico da molti critici).

Il riservato poeta che ha scritto molti dei suoi versi in un capanno degli attrezzi collocato nel giardino della sua dimora gallese riesce a conferire ai suoi versi, grazie a una accuratissima scelta dei suoni e a una magistrale impostazione del ritmo, una potenza drammatica veramente notevole, che lui esaltava ulteriormente, grazie alla sua voce profonda, nei suoi “reading” pubblici dei quali, fortunatamente, è giunta sino a noi qualche registrazione.




Claudio Gurgone

 

Vive a Torino, dove si è laureato in lingue e letterature straniere moderne. Alterna l’attività di traduttore con quella di insegnante. Disegna vignette per hobby ed è felice quando ha la possibilità di stare in mezzo ai libri e di occuparsi, in qualsiasi modo, di letteratura.