0
Posted mercoledì, 26 novembre 2014 by Roberto Russo in I nostri libri
 
 

Luci di Natale: intervista all’autore Daniele Mencarelli

Luci di Natale è il nuovo titolo della collana Natale ieri e oggi della Graphe.it edizioni. Si tratta di un libricino per Natale, una sorta di biglietto di auguri, che la Graphe.it manda in libreria come strenna natalizia. L’idea della collana è quella di mettere insieme due racconti – uno del passato e uno dei giorni nostri – per affrontare il Natale secondo diversi punti di vista. Lo scorso anno è uscito il libro Racconti di Natale, con un testo di Carlo Collodi e uno di Eleonora Mazzoni. Quest’anno Luci di Natale riporta un racconto di Grazia Deledda e uno di Daniele Mencarelli. I racconti, sia lo scorso anno che quest’anno, sono introdotti con una poesia sul Natale, in modo da avere un piccolo dono completo da fare a Natale.

Parliamo di Luci di Natale con Daniele Mancarelli che ha scritto il racconto distopico A. D. 2953.

Grazia Deledda - Daniele Mencarelli, Luci di NataleIl Natale oggi è visto da molti con antipatia, da altri come una delle feste più bello dell’anno: Daniele Mencarelli – padre, poeta e autore – come lo vive?
Quando penso al Natale, ma anche a tanti altri appuntamenti della nostra vita quotidiana, mi vengono in mente gli strati delle rocce sedimentarie: allo stesso modo le cose che viviamo sono fatte di strati, livelli, quelli più superficiali valgano meno; per quanto riguarda il Natale sono certamente tutti gli aspetti legati al mero consumo di cose, ma ciò non toglie che ve ne siano anche di più profondi, e pregiati per lo spirito.

Il tuo racconto distopico è ambientato in un futuro lontanissimo mentre quello di Grazia Deledda è in un passato che ha ancora radici nel presente: cosa lega i due racconti?
Credo siano legati dallo stupore di una nascita, dell’amore, stupore di sentire nelle viscere una presenza più grande che chiama, scatena interrogativi senza dare risposte. Non c’è uomo che in cuor suo non percepisca in certi momenti questa stupefacente presenza, poi la si può chiamare in mille modi, presenza del divino, del trascendente, ma sempre di presenza si tratta.

Come mai la scelta di raccontare il Natale in un modo così poco canonico?
Perché Natale sarà per sempre, anche quando, e accadrà, l’uomo farà finta di averlo sconfitto e dimenticato: ogni uomo prova costantemente il brivido dell’idolatrazione di se stesso. In realtà, il futuro del mio racconto è già tra noi, anzi forse lo è sempre stato: l’uomo ha sempre avuto il desiderio di sconfiggere la morte, di allontanarla dalla faccia della terra, chiediamoci perché…

Daniele MencarelliVuoi provare a dirci in poche parole una tua impressione sul racconto di Grazia Deledda che apre il libro?
La Deledda è stato maestra di descrizioni e atmosfere, il suo racconto è arcaico, ha a che fare con il principio delle cose, quindi appartiene alla dimensione del sempre. Tutta la grande letteratura unisce i tempi della storia.

Come hai vissuto il “compito” di confrontarti con una scrittrice che è anche una delle poche donne ad aver ricevuto il Premio Nobel per la letteratura?
Vivo la mia vita artistica con un onnipresente senso di inadeguatezza e con lo stesso sentimento mi sono avvicinato al racconto della Deledda

Tu sei poeta e la raccolta Luci di Natale si apre con una poesia di Rostand: c’è una tua poesia che vedresti bene come conclusione dell’intero libretto?
È una poesia molto dura: è contenuta in Figlio la mia ultima raccolta, racconta di un figlio non arrivato, eccola:

L’ora è diventata notte
si consuma la vigilia
sui frantumi della nostra,
è attesa nel nome Tuo
mentre altro figlio sfiorisce
davanti agli occhi del padre
alla mano che ha sferrato il destino.
Tu nasci su questa terra secca,
lui alla croce senza nascere.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.