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Posted martedì, 13 gennaio 2015 by Sara Rania in Mondolibri
 
 

Saint-Exupéry in libreria: intervista a Leopoldo Carra, curatore del progetto Mondadori

Saint-Exupéry in libreria: intervista a Leopoldo Carra, curatore del progetto MondadoriSono trascorsi più di settant’anni dalla scomparsa dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry e, come molti di voi già sapranno, dal primo gennaio di quest’anno le sue opere sono di dominio pubblico in molti paesi, tra i quali anche l’Italia. E mentre una pellicola in uscita a fine anno celebrerà le gesta del suo personaggio più famoso, molte case editrici propongono per l’occasione nuove pubblicazioni ed edizioni da collezione.

La Mondadori cavalca l’onda con un’offerta interessante che va da Il Piccolo Principe in versione Meridiano Paperback, contenente una nuova traduzione, introduzione, foto e biografia della vita avventurosissima del grande scrittore-aviatore e la Lettera a un ostaggio, alla riproposizione per gli Oscar dei romanzi: Volo di notte, Corriere del Sud insieme al racconto L’aviatore e un commento del critico Roger Caillois, Terra degli uomini accompagnato dal racconto Il pilota e le potenze naturali e da uno scritto di Anne Morrow Lindbergh, moglie del trasvolatore atlantico, Pilota di guerra sommato al saggio breve La morale dell’inclinazione. Un bell’insieme di proposte, coordinato alle copertine illustrate, frutto della creatività di due grandi disegnatori del Novecento come Maurice-Elie Sarthou e Roger Chapelain-Midy, che arrivano in libreria il 13 gennaio.

Per presentarvi il panorama abbiamo deciso di interrogare direttamente il curatore del progetto Leopoldo Carra, che si è gentilmente prestato al nostro gioco, consegnandoci anche alcune riflessioni sulle vittime della strage del settimanale satirico Charlie Hebdo. Eccovi il risultato.

Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principeAntoine de Saint-Exupéry scrittore multiforme. La volontà di riproporre al pubblico italiano le altre opere dell’autore per spingersi oltre Il Piccolo Principe.
Innanzitutto desideravo restituire al Piccolo principe la sua ricchezza, la sua complessità letteraria e artistica (mi riferisco anche ai disegni), e poi mostrare come le altre opere di Saint-Exupéry, oltre alla bellezza dello stile, oltre alle emozionanti avventure di un’aviazione pionieristica, siano al centro di tendenze letterarie importanti (la mutata percezione della terra resa possibile dall’aereo, la conseguente modificazione del punto di vista narrativo) e di una riflessione sull’uomo assolutamente cruciale, spesso liquidata come marginale a causa della sua apparente semplicità. Sebbene fosse un outsider rispetto ai salotti letterari, Saint-Exupéry, insieme alla moglie Consuelo (ottima pittrice e scultrice), si trovava al centro di una fitta rete di legami con intellettuali e artisti. Quando con la Mondadori abbiamo iniziato, un paio di anni fa, a disegnare questo progetto editoriale, abbiamo pensato di arricchire i cinque libri più noti con altri testi dello stesso Saint-Exupéry (e nel caso del Piccolo principe con la riproduzione di alcune pagine del manoscritto, nonché di due scene inedite), ma anche con testimonianze di scrittori di allora e di oggi. Così, a parte le mie introduzioni, ecco testi di Roger Caillois, André Gide, Anne Morrow Lindbergh (scrittrice, pilota e moglie del trasvolatore dell’Atlantico Charles Lindbergh), Pamela Lyndon Travers (l’autrice di Mary Poppins), Adrienne Monnier, Pierre Assouline e Gregory Maguire. Tra gli scritti di Saint-Exupéry, ricordo invece La morale dell’inclinazione (era rimasto inedito in Italia), che abbiamo accompagnato a Pilota di guerra.

Antoine de Saint-Exupéry, Volo di notteSaint-Exupéry in immagini e parole. La leggenda, il mito e la realtà.
Ci sono tantissime foto di Saint-Exupéry, e anche di Consuelo. Alcune le abbiamo messe nelle pagine di apparato del Piccolo principe. Quanto alle immagini di lui, posso dire che la sua aria un po’ goffa me lo rende simpatico. E soprattutto ha un valore simbolico: le avventure raccontate dall’autore sono estreme e avvincenti, certo, ma quel suo aspetto così normale ci ricorda che sono appassionanti, innanzitutto, per come sono raccontate. Poi ci sono le immagini che disegnava lui, da sempre, in margine a lettere, manoscritti e dediche, e il cui punto di arrivo è il tratto lineare, intuitivo e metafisico del Piccolo principe. Una curiosità: a Lione, lungo la Saona, la cooperativa di muralisti Cité-Création ha dipinto La Fresque des Lyonnais, un grande affresco, appunto, che rappresenta i figli più illustri della città. C’è anche Saint-Exupéry, vestito da pilota e affacciato a un balcone insieme al piccolo principe. Di Consuelo, trovo straordinaria la foto del 1937 in cui posa per La mode au Congo, servizio di Man Ray per «Vogue». Ma soprattutto quell’altra, del dopoguerra, in cui scolpisce il busto del marito scomparso. A proposito delle frasi celebri, vorrei far notare che non appartengono tutte al Piccolo principe. Un esempio, tratto da Terra degli uomini: «Amare non significa guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione». L’importante è ricollocare queste massime nel contesto dei libri: da frasi a effetto, diventano i cardini di una visione del mondo complessa. Quanto alla realtà dell’uomo, ricordiamoci che Saint-Exupéry visse sulla propria pelle eventi come la Seconda guerra mondiale. L’ammiratore delle stelle, l’aviatore notturno, sa guardare la terra. E se il suo stile, oltre che limpidissimo, è così concreto, lo dobbiamo al suo amore per il mestiere, per la fisicità degli attrezzi.

Antoine de Saint-Exupéry, Terra degli uomini. Il pilota e le potenze naturaliL’umanità di uno dei protagonisti della prima metà del secolo breve. Saint-Exupéry in Terra degli uomini e Pilota di guerra.
Sono i libri saggistici, in cui si precisa il senso della sua riflessione: il primo, del 1939, è il resoconto delle sue avventure nell’aviazione civile. Forse è il mio preferito: i paesaggi sahariani e patagonici, l’amicizia come impresa comune, come responsabilità… Pilota di guerra, invece, è la cronaca di una missione sul nord della Francia, appena occupato dai tedeschi, come pilota di un aereo da ricognizione. Un racconto bellico, ma soprattutto una meditazione sui valori per cui lo scrittore combatteva, lui che, ufficiale di complemento quarantaquattrenne, avrebbe potuto starsene in un ufficio delle retrovie. L’umanesimo di Saint-Exupéry è legato a uno spiritualismo quasi pascaliano: l’intuito risolve situazioni non riconducibili alla sola ragione, o alle esigenze della sola economia. È una filosofia che si definisce per opposizione ad altre visioni del mondo: avverso ai dogmi religiosi, Saint-Exupéry ha un senso spiccato del sacro (è una delle possibili letture del Piccolo principe); alfiere della solidarietà tra gli uomini, non accetta il materialismo marxista, né la massificazione; né ama il materialismo della società capitalistica, ma vede nell’intervento in guerra degli Stati Uniti l’unica salvezza per le democrazie. Sospettato volta per volta di comunismo, simpatia per il regime di Vichy, ostilità a de Gaulle, Saint-Exupéry ci lascia una sola certezza: il suo impegno nella lotta contro il nazismo, con le parole e con i fatti, fino a quell’ultima, fatale missione sopra il Midi, il 31 luglio 1944. La sua irriducibilità alle ideologie, oltre alla bravura come scrittore, me lo fa amare da sempre.

Antoine de Saint-Exupéry, Pilota di guerra. La morale dell'inclinazioneCorriere del Sud e Volo di Notte. La terra, il mare, l’aria e l’avventura. Puoi tracciare per noi i cardini di un autore che si perde negli elementi della natura traducendone in parole l’affascinante vastità?
I romanzi di Saint-Exupéry, il primo del ‘29 e il secondo del ‘31, ebbero grande successo e conobbero trasposizioni cinematografiche. Leggendoli oggi, oltre ai personaggi, dilaniati dal contrasto fra le ragioni del cuore e la necessità di un dovere (la rischiosa consegna della posta aerea), oltre alla costruzione molto moderna, con la moltiplicazione dei punti di vista narrativi, credo che colpisca la capacità di descrivere una natura inedita, potente e spesso minacciosa, senza cadere nella trappola di un facile esotismo. I deserti, le nevi delle Ande, i cicloni ispirano ai piloti di Saint-Exupéry uno stupore assorto, il senso di una prova da superare, ma anche un grande rispetto. Questo scrittore è un Joseph Conrad dell’aria: nell’affrontare la tempesta, l’uomo scopre il proprio valore e la propria identità. Inoltre, la visione dal cielo dà un’idea di quanto l’uomo sia poca cosa. Ma grazie alla sua dimensione spirituale l’uomo può diventare grande.

Antoine de Saint-Exupéry, Corriere del sud. L'aviatoreMaurice-Elie Sarthou e Roger Chapelain-Midy: le illustrazioni di due disegnatori d’eccezione, proposte in questi giorni tragici per il mondo della stampa. Il tuo parere sui drammatici fatti d’attualità che hanno come protagonista la redazione di Charlie Hebdo.
A dire il vero quelle illustrazioni, che furono realizzate appositamente per i libri di Saint-Exupéry tra il 1950 e il 1976, sono state scelte da noi due anni fa per il loro tratto pittorico, che le accomuna ad artisti novecenteschi come Matisse, Derain, Dufy o August Macke. Intendo la capacità di portare il figurativo fino alla soglia dell’astratto, di trasformare una scena (con i suoi riferimenti precisi al libro) in macchie potenti di colore. Hanno il sapore di un’epoca, e al tempo stesso sono modernissime. Su «Charlie Hebdo»: sdegno e dolore. Non solo per la Francia, che amo, e non solo per la libertà di stampa. Sono state massacrate innanzitutto diciassette persone. Che prima vivevano. Nel torrente di parole di questi giorni, poi, uno sente il bisogno di raccogliersi nel silenzio. Non ho risposte concrete, non possedendo le competenze che servirebbero per articolarle in modo specifico. Ma so una cosa: contraddicendo in parte il mio Saint-Exupéry e il suo spiritualismo, credo solo nell’applicazione della ragione illuministica. Voglio vivere in una società dove ai figli degli immigrati venga data la cittadinanza, se lo desiderano. Dove ognuno possa credere liberamente nel suo Dio, o non crederci, o avere dei dubbi. E dove le istituzioni conducano una lotta senza quartiere, soprattutto nel prevenire, contro chi uccide o sta per farlo. Mettendo da parte le ideologie e difendendo l’uomo. Su questo Saint-Exupéry sarebbe d’accordo.




Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.