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Posted domenica, 22 febbraio 2015 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Breve storia della satira politica in Europa

Satira politica: La Caricature

Una vignetta della rivista “La Caricature”

La satira politica così come è intesa oggi potrebbe avere come compleanno il 1830. La prima pubblicazione satirica di successo in Europa, infatti, è stata la rivista La Caricature che apparve nel 1830 a Parigi e presentava un insieme di caricature, storielle e testi mordaci per un totale di otto pagine. I disegni erano litografie a colori in mezzo ai testi: per la prima volta veniva utilizzato in un giornale il nuovo procedimento tipografico fino ad allora usato solo dagli artisti, come spiega la storica Louisa Reichstetter specializzata in satira del periodo tra le due guerre presso l’Università di Jena, in Germania.

Editore de La Caricature era Charles Philipon e la mente era Honoré Daumier, che seguiva con uno spirito critico la politica francese. Nel 1832 Philipon fondò il periodico Le Charivari. Tanto La Caricature che Le Charivari vendettero tantissimo.

Le caricature del re e dei suoi adulatori di corte, così come la borghesia francese, diventarono ben presto motivi molto popolari della satira: furono oggetto di ironia e di sferzate indirette. Solo in Inghilterra il Re era tabù e per questo spesso l’Esercito diventava oggetto di scherno.

Ma a Parigi la nobiltà smise di essere clemente verso chi la dileggiava e il 14 novembre 1831 l’editore Charle Philipon venne processato per ingiuria alla corona. Philipon ne uscì innocente ma poco dopo il suo collaboratore Honoré Daumier fu condannato a sei mesi di carcere. Reichstetter afferma che Daumier continuò senza preoccuparsi, sebbene affermasse di essere in pena perché “sentiva che la libertà e il liberalismo non erano sufficienti nella Francia restaurata per tollerare qualcosa e così garantire la libertà di stampa”.

Il secolo XIX rappresenta il fiorire di riviste di humour e di satira politica in Europa: in Svizzera viene pubblicato Nebelspalter, Kikeriki in Austria, Ulk, Berliner Wespen e Leuchtkugeln nell’Impero tedesco. Nel 1848 vede la luce il settimanale umoristico Kladderadatsch, che fece grandi tirature. Dopo Kladderadatsch, Simplicissimus è la rivista di satira tedesca più popolare, che rimase in piedi per circa cinquant’anni: era pubblicata a Monaco e aveva Alberto Langen come direttore. La prima tiratura fu di 480.000 copie, anche se poi ne vennero vendute solo 10.000: diventò, in ogni caso, una istituzione nell’Impero con il suo taglio anticlericale, antifeudale e democratico. Simplicissimus rappresentò anche un forum importante per i letterati dell’epoca. Il periodo d’oro della rivista finì e Simplicissimus cessò le pubblicazioni una prima volta nel 1944, poi riprese nel 1954 e chiuse definitivamente nel 1967.

Non possiamo certo dimenticare L’Asino, rivista che nacque a Roma il 27 novembre 1892 (anno del primo ministero Giolitti e della costituzione del Partito Socialista Italiano). Ideatori de L’Asino furono uno studente universitario – Guido Podrecca – e un ex studente di matematica – Gabriele Galantara – che assunsero rispettivamente gli pseudonimi di “Goliardo” e di “Ratalanga”. Il nome L’Asino è mutuato dall’omonima poesia di Giosuè Carducci, che, rivisitata, funge anche da articolo di presentazione della rivista stessa, editoriale che aveva per titolo Prendendo il trotto:

Giosuè, poeta moderno e grande – non ramingo, affamato, ospite di caprai, come l’antico Omero; ma (ohimè!) commendatore lucido e rotondetto nelle corti e tra i ben nutriti – maravigliato dal mio guardare attonito chiesemi con dolcissimo suono di rime:

“Oltre la siepe, o antico paziente,
de l’odoroso biancospino fiorito,
che guardi tra i sambuchi a l’oriente
con l’accesa pupilla inumidita?”
Io non guardo all’oriente, o poeta, ma guardo al mondo che è del tutto… disorientato.
Guardo a questa matta popolazione di asini divisa in due categorie:
gli asini da soma; e gli asini d’oro,
I primi vanno ai campi; i secondi stanno alla greppia.
I primi portano la farina; i secondi… la mangiano!
Guardo al fenomeno curioso, e ne penso la causa: perché tutto ciò?
Perché i primi hanno il basto; e i secondi… il bastone.
Oh vivaddio… basta! Io, nato fra gli asini da soma, non
penso l’ardente Arabia e i padiglioni di Giob,
ma penso, per Giobbe! che è ora di finirla, e col primo vagito mando un raglio di ribellione:
compagni di fatica! sprangate a calci a destra, a sinistra… e al centro!
Buttate il basto! e frantumate il bastone!
Per tutti la fatica! per tutti la farina!

Dopo la Seconda guerra mondiale, le caricature e i fumetti diventano di moda in Europa. Nel 1959 a Parigi viene fondata la rivista Pilote, conosciuta in tutto il mondo per le storie di Asterix di René Goscinny e Albert Uderso. Negli anni Settanta viene pubblicata la rivista satirica mensile Hara-Kiri, che è il giornale precursore di Charlie Hebdo. I vignettisti francesi raccolgono la tradizione di Philipon e Daumier con un nuovo stile: essere provocatori, andare al di là dei confini nazionali e rompere tutti i tabù.

Il periodico satirico più influente e più celebre è senza dubbio Le Canard enchainé. Dal 1915 pubblica un mix di giornalismo investigativo, commentari mordaci e caricature politiche. “La libertà di stampa si perde se non la si usa”: con questa massima la redazione ha mantenuto la sua tradizione temeraria. A oggi ha una tiratura di 500.000 copie.

Satira politica: la rivista L'AsinoUno sguardo alla satira politica in Italia

Le Canard enchainé è stato anche l’ispirazione de Il Male, una delle più importanti riviste satiriche italiane, che nacque sulle ceneri de Il Quaderno del Sale e venne fondata da Pino Zac (nome d’arte di Giuseppe Zaccaria) – che proveniva da Le Canard enchainé – nel settembre 1977. Il Male ha cessato le pubblicazioni nel 1982.

Oltre al succitato L’Asino, giornale satirico che ha fatto la storia in Italia e ha avuto a sua volta una storia particolare, altro periodico di satira politica italiana è stato Cuore. Settimanale di resistenza umana, nato nel 1989 come inserto satirico de l’Unità: i fondatori furono Michele Serra, Andrea Aloi e Piergiorgio Paterlini. Cuore cessò le pubblicazioni nel 1996. Sulle sue ceneri nel 2007 nasce Emme, che però chiuse nel 2009.

Citiamo, infine, il Vernacoliere “mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano”, che nella forma attuale è in edicola dal 1982.

Foto | La Caricature – L’Asino




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.