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pubblicato giovedì, 26 febbraio 2015 da Graphe.it in I nostri libri
 
 

“Il dio Pan” di Roberto Marchesini in libreria

Roberto Marchesini, Il dio PanIl dio Pan di Roberto Marchesini esce oggi ufficialmente in tutte le librerie, anche quelle online dal momento che il libro è disponibile sia in formato cartaceo che digitale. Si tratta di una raccolta di racconti (il sottotitolo è “Racconti lirici”) pubblicato all’interno della collana I quaderni di Animot (ricordiamo che Animot è la rivista accademica della Graphe.it edizioni).

Il dio Pan è la riedizione del primo testo che Roberto Marchesini, etologo e autore molto noto, ha pubblicato circa venticinque anni fa. Ora, rivisto e corretto, Il dio Pan torna nelle librerie per continuare il suo viaggio.

Per celebrare, anche online, questa pubblicazione, riportiamo la prefazione di Roberto Marchesini alla seconda edizione del suo libro, sperando di invogliarvi alla lettura.

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A

oltre venticinque anni dalla sua prima pubblicazione, questa nuova edizione della raccolta Il dio Pan mi è particolarmente cara e ringrazio di cuore l’editore Graphe.it che ha voluto riproporre quello che è stato a tutti gli effetti il mio battesimo come scrittore. Ne Il dio Pan confluisce infatti una ricerca stilistica perseguita ostinatamente per molti anni, frutto di un’insofferenza verso la scrittura introspettiva e minimalista, ma soprattutto fortemente antropocentrata che caratterizzava il milieu letterario con cui mi confrontavo. Sentivo il bisogno di uscire da quell’organizzazione ordinata e sequenziale del classico plot narrativo, basato su sequenze lineari come le strade tracciate dall’uomo all’interno della foresta, così proiettate verso la meta da cancellare il significato del tragitto e della molteplicità dei percorsi. Forte era altresì l’urgenza di mettere tra parentesi quella prevalenza emanativa che riscontravo puntualmente persino nella poesia, che annichiliva il mondo e trasformava ogni descrizione in nient’altro che proiezioni di un sé bulimico e invasivo. Volevo tentare a esprimere, al contrario, quel senso di possessione che provavo nel perdermi tra le mille possibilità connettive, ove non esistevano strade o mete ma pluriversi narrativi capaci di dipanarsi in tragitti temporanei per poi richiudersi e inaugurare nuove possibilità. Il dio Pan è stato perciò il mio primo laboratorio e non esagero se dico che tutti i libri di saggistica o narrativa che sono seguiti in qualche modo ne riportano la traccia. Un atelier difficile, una sorta di seminario non solo di stile ma anche di paradigma, che ha preso forma cambiando prima di tutto la mia forma.

Roberto Marchesini, Il dio Pan - cover eBook

La copertina de “Il dio Pan” di Roberto Marchesini in versione eBook

Non ancora trentenne, chiudevo questo libretto dopo una gestazione lunga, più di otto anni di ricerca e di prove, sempre scontento dei risultati rispetto a ciò che provavo. Mi sembrava di essere senza parole, come proiettato in una sorta di afasia stuporosa e prosodiaca. Pertanto non vi è dubbio che Il dio Pan rappresenti un vero e proprio esperimento poetico teso a tradurre in lirica quei frammenti d’incontro con le alterità animali, basandosi su un vissuto ancora palpitante di totale immersione all’interno dell’universo non-umano. Si trattava di uscire da quella dicotomia che solitamente pone da una parte la fredda descrizione scientifica e dall’altra la trasformazione del mondo in palcoscenico impressionistico, per esprimere l’ibridazione che provavo nell’eccentramento in prospettive altre. Farlo significava violare dei confini, trasformare delle barriere in soglie, disertare i tracciati sicuri e viaggiare contromano in un ambiente ostile, che avrebbe potuto interpretare, rimanendo all’interno delle stesse focali, come inutili ridondanze neobucoliche i miei tentativi decentrativi.

Devo a questo punto ringraziare due grandi mentori, che mi hanno incoraggiato e sostenuto in questo percorso, Giorgio Celli e Roberto Roversi, verso i quali ho un immenso debito e non solo in termini di gratitudine.

Il dio Pan è anche un’opera dedicata alla vita e che parla della vita, una vita che in modo dionisiaco scorre tra le creature come un continuum liquido, dove la morte non ha mai la meglio anche quando fa a brandelli i corpi e li dissemina ai quattro venti. È forse questo il segreto del dio Pan, il grande come lo definisce Plutarco, la prima vittima dell’antropocentrismo. Immergersi in questo oceano di vita ha un effetto ristoratore non perché ti proietta in un altrove iperuranio ma perché ti rende partecipe della vita, perché in grado di sterminare quell’ontologia solipsistica che rappresenta la vera angoscia del memento-mori. Non era facile descrivere questa esperienza panica, l’effetto estatico della dispersione e della sinfisia, ma era ciò che sentivo con tutti i sensi e che chiedeva una traduzione, poiché desideravo più di ogni altra cosa condividerla.

La gioia, la paura, l’eccitazione, l’angoscia e poi il silenzio, come un grande coro che non si spegne all’orizzonte e che non sai dire da dove effettivamente provenga, questo è il dio Pan. Perché è il tutto che parla.


Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








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