0
Posted venerdì, 13 marzo 2015 by Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Salvatore Di Giacomo, una canzone e una poesia

Chissà perché i versi di un poeta come Salvatore Di Giacomo (Napoli, 13 marzo 1860 – 4 aprile 1934) sono stati e sono forse ancora considerati poca cosa perché scritti in dialetto napoletano e poi musicati (ed entrati nella storia della canzone napoletana). D’altronde quanti di noi sanno che è lui l’autore di pezzi come Marechiaro, Era de maggio, Luna Nova, Serenata Napulitana (a me piace ascoltare alcune versioni di Murolo)?

Di Giacomo, giornalista, poeta, scrittore, era in realtà destinato alla carriera di medico, ma non riuscì ad affrontare la vista e il contatto con il sangue e con i corpi dei malati e dei morti. Descrisse lui stesso le reazioni che ebbe di fronte a una autopsia nella Pagina autobiografica pubblicata da Mondadori all’interno del volume dei Meridiani a lui dedicato:

Al meglio della lezione, uscii dalla sala. Non ne potevo più; mi si rivoltava lo stomaco. Senza guardarmi attorno, senza salutare nessuno, infilai il corridoio e feci per ascendere, in fretta e furia, la scaletta. In cima il bidello si preparava a discendere, con in capo una tinozza di membra umane. I gradini della scaletta, su per i quali erano passate centinaia di scarpe gocciolanti, parevano insaponati. Il bidello scivolò, la tinozza – Dio mio! – la tinozza rovesciata sparse per la scala il suo contenuto e, in un attimo, tre o quattro teste mozze, inseguite da gambe sanguinanti, saltarono per la scala fino a’ miei piedi!

Salvatore Di GiacomoEsonerato dal seguire le orme paterne, lasciò gli studi nel 1880 e si dedicò subito al giornalismo e alla narrazione, lavorando dapprima con il Corriere del Mattino, poi con altre riviste come Pro Patria e Pungolo.

Nel 1892 fu, insieme ad altri intellettuali tra cui Benedetto Croce, tra i fondatori della rivista Napoli Nobilissima, tutt’ora edita e volta a valorizzare e conservare l’arte napoletana. Alcune annate della Rivista di topografia ed arte napoletana sono state scansionate e sono visibili sul sito BiASA.

Lavorò anche come bibliotecario e nel 1925 aderì al Manifesto degli intellettuali fascisti (tra i firmatari anche Gentile, che ne fu promotore, D’Annunzio, Ungaretti, Soffici). Sul fronte opposto, Croce, che si batté perché Di Giacomo venisse riconosciuto come poeta tout court, col suo Manifesto degli intellettuali antifascisti (tra cui Aleramo, Alvaro, Einaudi, Montale, Serao).

Di Giacomo fu autore di molte novelle oltre che di poesie e di saggi. Una delle sue opere più famose è indubbiamente la novella Assunta Spina, trascritta poi per il teatro e rappresentata a teatro come anche sul piccolo e grande schermo (nel 1915 divenne famosa la versione cinematografica con Francesca Bertini).

L’intento che coltivava in ogni sua produzione artistica era quello di rendere a Napoli, alla sua cultura, alle tradizioni, alle persone, la dignità che sembrava aver perso. Come far uscire la città e i suoi abitanti nei cliché in cui venivano costantemente racchiusi?

Nei suoi racconti, nei resoconti di cronaca, nei saggi, che usi la lingua italiana o il dialetto, Di Giacomo racconta la Napoli che ha conosciuto direttamente, con le sue contraddizioni e i suoi dolori. Più che narrarla col piglio di un letterato che la vuole nobilitare, Di Giacomo la dipinge.

Se volete conoscerlo, in rete potete trovare i testi delle sue poesie e naturalmente le sue canzone, ma alcune sue opere come Per la storia del brigantaggio nel Napoletano, ‘O voto, Mattinate napoletane, L’ignoto, Assunta Spina, A San Francisco possono essere scaricate gratuitamente dal sito liberliber.

Per i napoletani, una chicca da non perdere: la pagina wiki su Salvatore Di Giacomo scritta in dialetto napoletano.

Vi lascio con i primi versi della poesia Marzo, che da ragazzina mi colpì e che col tempo avevo dimenticato essere sua

Marzo: nu poco chiove
e n’ato ppoco stracqua:
torna a chiovere, schiove,
ride ‘o sole cu ll’acqua.
Mo nu cielo celeste,
mo n’aria cupa e nera:
mo d’’o vierno ‘e tempesta,
mo n’aria ‘e primmavera

Foto | dal Meridiano Mondadori dedicato a Di Giacomo




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.