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pubblicato domenica, 29 marzo 2015 da Roby in Mondolibri
 
 

News dalle librerie: arriva un ibrido, la “catena delle indipendenti”

News dalle librerie: arriva un ibrido, la “catena delle indipendenti”

Accendi la tv e si parla di disoccupazione e aziende che chiudono i battenti; sfogli il giornale e trovi solo dati terribili sull’andamento dell’economia; perfino il tuo blog preferito, quando ti colleghi a internet, ti stupisce con le ultime nuove sul debito pubblico! Crisi, crisi, crisi: non si parla d’altro, e a ben donde, in Italia e nel mondo; ma qualcuno cui, invece, la vita – in termini di salute di bilanci societari – va meglio c’è, e sono le piccole librerie indipendenti. Almeno negli Stati Uniti.

Già, perché oltreoceano, dove i segnali di ripresa si fanno sempre più numerosi e più evidenti, la crisi economica ha danneggiato maggiormente i megastore (il mitico Barnes & Noble non esiste più), a vantaggio dei piccoli librai di quartiere, colti, fieri e appassionati, che dal 2009 segnano un dato positivo di crescita del 20%. Certo, i libri – nella loro versione cartacea – anche laggiù hanno segnato un meno 4% nel 2014 da poco concluso e soffrono la concorrenza dei loro gemelli virtuali, ma resiste uno zoccolo granitico di lettori che nella libreria fisica amano andarci perché sanno che vi troveranno qualcosa di più importante di uno sconto sul prezzo.

Le librerie e il mercato europeo

News dalle librerie: arriva un ibrido, la “catena delle indipendenti”

E in Europa? Ovviamente, prendendo spunto, ci si organizza e secondo il caro vecchio modello del franchising che creerà quello che fino a oggi è stato un ibrido, ma che probabilmente da domani sarà la quotidianità: la catena delle librerie indipendenti. In pratica: basta megastore dalle superfici colossali, che costano troppo d’affitto e di magazzino, via libera agli accordi tra le piccole librerie che per il loro rilancio mettono al centro dell’attenzione il cliente, con un’ovvia riqualificazione del mestiere del libraio, che in tal modo diventa quasi un “personal shopper” della cultura.

In Italia i dati di mercato sono pessimi: se resta stabile il numero di libri pubblicati in un anno, il 64.8% di questi sono prime edizioni (che probabilmente non avranno un seguito, NdA) e a farla da padrone sono ancora i grandi editori che, pur rappresentando un decimo del totale, danno alle stampe 235 titoli con una tiratura di 840mila copie. Questi dati si spiegano da soli se si dà un’occhiata a quelli sulla lettura: nel 2014 altre 800mila persone sono uscite da questo mercato e così gli italiani sono diventati – diciamocelo – un popolo di ignoranti perché circa il 60% non apre neppure un libro nel corso dell’anno.

Ovviamente a ognuno il suo problema e a ognuno il suo tentativo di soluzione: negli Usa hanno lettori ma comprano soprattutto on line? Ecco che una serie di scrittori molto amati dal pubblico si è trasformata in librari per un giorno dando vita al primo Indies Day (la giornata delle librerie indipendenti, si potrebbe tradurre). Qui da noi nessuno – o quasi – legge? Ecco che gli editori uniscono le deboli forze e pubblicano una collana pensata ad hoc per chi non legge e crede che farlo sia troppo faticoso o, peggio, inutile; inoltre il 23 aprile prossimo (Giornata mondiale del libro) un esercito di “messaggeri della lettura” invaderà piazze, strade, scuole e università per invitare chi non lo fa più, ad aprire un libro.

Casi particolari ed estremi di librerie

News dalle librerie: arriva un ibrido, la “catena delle indipendenti”

Oggi ci piace concludere come abbiamo iniziato, con una nota di speranza, e quindi percorriamo insieme le strade di alcune librerie indipendenti che ce l’hanno fatta o almeno ci stanno provando. Negli States c’è Vanni, la prima libreria italiana fondata nel 1884 dall’omonimo immigrato italiano, che dopo un periodo di chiusura ha riaperto a Greenwich Village.

Si è solo trasferita anche la mitica Antibes Books, nell’omonima cittadina sulla Costa Azzurra, perché andata in pensione la storica libraia, Heidi Lee, è stata rilevata da Fenella Holt, una bella signora inglese.

Qui da noi, a Roma, ha da poco aperto L’angolo dell’avventura, libreria dedicata al turismo e ai viaggi legata al tour operator di successo Avventure nel mondo. Si trova sul lungotevere Testaccio e promette di dare il proprio contributo al mondo della letteratura di viaggio.

Infine, più che una libreria, una biblioteca estrema: compie dieci anni quella che l’artista tedesco Lutz Frisch ha creato in Antartide, ad appena cento metri dalla stazione di ricerca, che però, in certe giornate di vento e tempesta, si riesce a raggiungere solo aggrappati a una corda. Contiene 700 libri con dedica donati dai maggiori scrittori, tra cui qualche Premio Nobel, ma la lista completa rimane segreta. L’idea, all’epoca, venne perché si pensò che in un luogo tanto inospitale e che richiede già molti sacrifici per risiedervi, anche se temporaneamente, non si potesse sopravvivere senza cultura… d’altronde, si sa, i libri hanno un’anima e questa sopravvive anche alle basse temperature!








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Roby