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pubblicato domenica, 19 aprile 2015 da Roby in Punti di vista
 
 

Italiani, popolo di (non) lettori

Italiani, popolo di (non) lettori

Scriviamo sempre (dati alla mano, com’è ovvio) che in Italia i lettori sono in calo, e ci siamo chiesti – non noi, ma certamente lo hanno fatto personaggi più autorevoli – perché; come fare a interessarli e a ricondurli sulla retta via della lettura; dove andare a pescarne di nuovi; come mantenere vivo l’interesse ai libri dei più piccoli, che sembrano essere i lettori più accaniti; ma ci siamo chiesti mai, una buona volta, chi sono questi (pur pochi) lettori italiani? Mi spiego meglio: va bene tutto questo interesse e l’attenzione rivolta a chi non legge più o non ha mai letto, ma possiamo, almeno una volta, “filarci” i “buoni”, quelli che non hanno bisogno di essere incoraggiati, stimolati, incentivati, per sfogliare qualche pagina? Ricordiamoci che in fondo sono questi (siamo noi!) che mandano avanti l’eternamente zoppicante settore editoriale… eddai, almeno in vista dell’ormai prossima Giornata mondiale del libro del 23 aprile!

… E comunque ecco i dati aggiornati: nel 2014 la spesa degli italiani per la lettura, nonostante la crisi, è rimasta stabile (e per forza, falla pure diminuire…) tanto che sommando gli introiti “tradizionali” a quelli degli eBook e degli eReader, addirittura si raggiunge un +0.1%. Questo il “brillante” risultato esposto dall’Aie nel gennaio scorso al Seminario di perfezionamento della scuola per librai Mauri, specificando che le entrate sono state pari a un miliardo e mezzo di euro, di cui 1.2 solo del settore cartaceo che grazie alla proverbiale reticenza nostrana per i “marchingegni” elettronici regge ancora bene. Prosegue, però, indisturbata, l’emorragia dei lettori: scende al 41.4% la percentuale di chi, avendo più di sei anni, ha letto almeno un libro intero durante il 2014. Stabili i lettori forti, crollano, invece, quelli occasionali, per un totale di oltre due milioni e mezzo di lettori persi negli ultimi quattro anni. Mamma mia. Ci pensa l’Istat, però, a tirarci un po’ su: pare che quasi sette milioni di italiani (cioè il 13.1% della popolazione) l’anno scorso abbia letto almeno un eBook (vedi, a non fidarsi delle “diavolerie” moderne?!).

E dopo aver tracciato il quadro completo, cerchiamo di rispondere alla fatidica domanda: come sono, oggi, i lettori italiani?

Si fanno consigliare da Facebook

Italiani, popolo di (non) lettori

Già. Incredibile ma vero. Il fondatore del più frequentato social network del mondo, Mark Zuckeberg, qualche mese fa ha lanciato in rete un moderno club della lettura, suggerendo agli utenti – e impegnandosi lui stesso in prima persona – di leggere almeno due libri al mese e di parlarne poi insieme in una pagina fb appositamente creata. L’idea è quella che il 2015 sia celebrato come “Year of book”, e i volumi in questione si concentreranno sull’apprendimento di nuove culture, credi, storie e tecnologie. Il primo della lista è stato La fine del potere del politologo venezuelano Moses Naim, che parla di com’è cambiata negli ultimi anni la natura delle leadership.

Sono campanilisti (?)

Lo sapremo a giugno, quando sarà incoronato il vincitore del Mundialibro, una bella iniziativa lanciata a Torino dall’Unione culturale Franco Antonicelli per rilanciare il gusto della lettura e riavvicinare il pubblico ai grandi libri. In pratica si dovrà scegliere il più grande romanzo del ’900, perciò i nostri autori del calibro di Pavese, Fenoglio e Levi, dovranno vedersela con dei veri ossi duri dalle letterature di tutto il mondo… per fortuna a fare un po’ di “lobby” ci saranno scrittori e critici italiani molto seguiti. Il vincitore, poi, dovrà vedersela l’anno prossimo contro i romanzi contemporanei, ma d’altronde, la narrativa aspira all’immortalità…

Preferiscono autori dello stesso sesso

Non sappiamo se anche per gli italiani è così, ma uno studio britannico realizzato dal sito di recensioni Goodreads, ha rilevato che ai maschi piacciono libri scritti dai maschi, e alle femmine piacciono i libri scritti dalle femmine. Questo fenomeno emergente si chiama “gender gap” e vale per 45 libri su 50, stando alla ricerca, e coinvolge pure per i cosiddetti “lettori forti”.

A volte guardano il film

Beh, questo, spesso e volentieri, è inevitabile: secondo un’indagine dell’Aie, infatti, pare che ormai un film su quattro di quelli che escono nelle sale, sia tratto da un libro. Negli anni questo trend è cresciuto, arrivando al 24.4% nel 2013, l’ultimo anno di cui per ora si hanno a disposizione i dati. Tale generosa crescita, indicativa della progressiva convergenza tra libri, film, serie tv e perfino videogiochi, è dovuta alle cosiddette “serie” editoriali, ma non solo, e pare conquistarsi una certa stabilità nel medio-lungo periodo. Interessante scoprire che di questi libri il 21% è pubblicato da case editrici medio-piccole.

Vogliono interagire con i personaggi che amano

Possibile che nell’era della connessione perenne nessuno ci avesse ancora pensato? La prima a farlo è stata la scrittrice Cristiana Dalla Zonca, che quando ha pubblicato l’ebook A tempo di donna ha creato pure una vita virtuale parallela delle quattro donne che ne sono protagoniste attraverso un sito che porta il nome del romanzo. In pratica: per chi preferisce la diciassettenne Anna, ecco il numero di cellulare che vi darà la possibilità di comunicare con lei tramite whatsapp (con tanto di playlist di hit da teenager); chi si è appassionato alla storia di Maria Rosa, detenuta in carcere per aver reagito a un marito “padre e padrone” potrà scriverle via mail e leggere on line altre storie di donne maltrattate; chi si è ritrovato nella trentenne Sara che scopre di essere incinta, potrà visualizzare sul suo profilo Instagram le foto del pancione che cresce… la quarta protagonista, la sessantenne Grazia ossessionata dal tempo che passa, è invece muta, dal punto di vista tecnologico, s’intende. La storia è ambientata a Trieste e il filo conduttore è il modo di vivere lo scorrere del tempo (da qui il titolo):

Leggendo un romanzo immaginiamo come possano essere i personaggi – ha detto l’autrice spiegando com’è nata l’iniziativa – in questo modo possiamo farli vivere oltre il libro, nella vita reale, in un contesto simile alla realtà aumentata.

Non vanno in libreria…

… perciò vanno raggiunti altrove. Ad esempio in taxi. Da novembre a marzo scorsi, almeno duecento taxi della cooperativa Socota di Firenze, infatti, si sono trasformati in librerie viaggianti per l’iniziativa “Lascia un libro in taxi”, la risposta toscana al bookcrossing anglosassone. Tutto ciò è stato possibile anche grazie alla collaborazione con la Giunti edizioni per “valorizzare quello che altrimenti sarebbe solo un anonimo spostamento in auto”. Contemporaneamente è stato presentato anche un romanzo scritto proprio da una tassista fiorentina, e intitolato Susy cacao.

Foto | Pixabay




Roby