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pubblicato martedì, 28 aprile 2015 da Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Festa del cane: 20 frasi famose sui cani

Festa del cane: 20 frasi famose sui cani

La festa del cane è stata lanciata da Petsblog per celebrare i nostri amici pelosi. La data è sintomatica, perché ricorda la liberazione dei beagle da Green Hill: era il 28 aprile 2012 quando degli attivisti per gli animali fecero irruzione nello stabilimento di Green Hill di Montichiari (Brescia) per liberare i cani cresciuti nelle gabbie e destinati ai laboratori per la sperimentazione animale: riuscirono a trarre in salvo 61 cani, su 2700 che si trovavano nello stabilimento.

Anche noi celebriamo la festa del cane e lo facciamo come siamo soliti fare: proponendovi, cioè, alcune frasi sui cani scritte da autori e autrici famosi. Poi, se volete, potete leggere il racconto Per colpa di una farfalla scritto per noi da Pippo Visconti.

Buona festa del cane!

20 frasi famose sui cani

  1. Chi pensa che i cani non abbiano un’anima, non li ha mai guardati negli occhi. (Victor Hugo)
  2. Dopo aver avuto il cuore affranto per ore, approfittai del primo momento di solitudine per piangere molto amaramente. All’improvviso una testolina pelosa emerse da dietro il cuscino, premendosi contro la mia faccia, sfregando orecchie e musetto contro di me con sensibile agitazione e asciugando le lacrime a mano a mano che scendevano. (Elizabeth Barrett Browning)
  3. È bello girare la collina insieme al cane: mentre si cammina, lui fiuta e riconosce per noi le radici, le tane, le forre, le vite nascoste, e moltiplica in noi il piacere delle scoperte. (Cesare Pavese)
  4. Guardate gli occhi di un cane che dorme e vergognatevi della vostra profonda filosofia. (Elias Canetti)
  5. I cani non si sbagliano mai. (Arthur Conan Doyle)
  6. I cani sono il nostro tramite con il paradiso: sedersi con un cane su di una collina in uno splendido pomeriggio è come tornare all’Eden, dove non fare nulla non era noioso – era la pace. (Milan Kundera)
  7. I cani sono migliori degli esseri umani perché sanno ma non dicono. (Emily Dickinson)
  8. [Il cane] A volte si accomoderà sul tappeto fissandovi con occhi tanto teneri, affettuosi e umani da intenerirvi e sarà impossibile credere che lì non vi sia un’anima. (Theophile Gautier)
  9. Il grande silenzio dei cani, ci consola delle futili parole degli uomini. (Chaumont)
  10. In Paradiso si entra per favoritismo. Se si entrasse per merito, tu resteresti fuori e il tuo cane entrerebbe al posto tuo. (Mark Twain)
  11. L’amicizia del cane, è senza dubbio, più viva e costante di quella dell’uomo. (Michel de Montaigne)
  12. L’amore per un cane dona grande forza all’uomo. (Seneca)
  13. Lasciate entrare il cane coperto di fango, si può lavare il cane e si può lavare il fango. Ma quelli che non amano né il cane né il fango, quelli no, non si possono lavare. (Jacques Prévert)
  14. Non si cura di chiedersi se abbiate torto o ragione; non gli interessa se abbiate fortuna o no, se siete ricco o povero, istruito o ignorante, santo o peccatore. Siete il suo compagno e ciò gli basta. Egli sarà accanto a voi per confortarvi, proteggervi e dare, se occorre, per voi, la sua vita. Egli vi sarà fedele nella fortuna come nella miseria. È il cane! (Jerome K. Jerome)
  15. Più conosco gli uomini, più amo i cani. (Madame de Sévigné)
  16. Quando si sceglie di vivere con un cane, è per sempre. Non lo si abbandona. Mai. Mettetevelo bene in testa, prima di adottarne uno. (Daniel Pennac)
  17. Se raccogliete un cane affamato e lo nutrirete non vi morderà. Ecco la differenza tra l’uomo e il cane. (Mark Twain)
  18. Sentivo i suoi passi, dietro di me, come quelli di un bambino; mi raggiunse, mi toccò lievemente col muso per avvertirmi ch’era lì, e come per chiedere il permesso di accompagnarmi. Mi volsi e gli accarezzai la testa di velluto; e subito ho sentito che finalmente anch’io avevo nel mondo un amico. (Grazia Deledda)
  19. Un cane è tutto nel suo sguardo. (Paul Valéry)
  20. Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione. (Daniel Pennac)

Foto | Pixabay




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.