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pubblicato martedì, 16 giugno 2015 da Mariantonietta Barbara in Premi letterari
 
 

Le donne dello Strega

Premio Strega 2015: la cinquina finalista

La cinquina del Premio Strega 2015. Da sinistra Fabio Genovesi, Nicola Lagioia (con in mano il libro di Elena Ferrante), Marco Santagata e Mauro Covacich – Foto Musacchio&Ianniello/Ufficio Stampa

Eccoli qui i finalisti del Premio Strega 2015: Nicola Lagioia,  Mauro Covacich, Elena Ferrante, Fabio Genovesi, Marco Santagata. No, un momento, non ci sono tutti i finalisti. Guardando la foto ufficiale avrete notato sono tutti uomini e che manca l’ormai famosa Elena Ferrante. Non che i finalisti dello Strega siano mai stati in maggioranza donne. A dire la verità, non è mai stata neanche raggiunta la parità.

Non vorrai mica introdurre le quote rosa allo Strega, vero? No, certo. Viene comunque da chiedersi come sia possibile che in Italia non ci siano abbastanza scrittrici valide da concorrere a questo premio in numero pari o superiore (orrore!) agli uomini.

Ad ogni modo, tornando alla foto dei finalisti, mi ricorda tanto certe locandine di convegni scientifici, politici, filosofici: nella maggioranza dei casi i relatori sono tutti uomini. L’assenza di Elena Ferrante quindi si fa sentire e molto.

Solitamente sono una che crede e difende il diritto all’anonimato come quello allo pseudonimo. Credo che uno scrittore o una scrittrice non debbano per forza darsi in pasto al pubblico.

Quando la Ferrante si era palesata tramite le pagine di Repubblica, rispondendo alle sollecitazioni di Saviano a proposito della sua candidatura e mostrandosi d’accordo alle critiche fatte allo Strega, in quell’occasione aveva altresì ribadito:

I miei libri, quando non sono rimasti nello spazio privatissimo del cassetto, possono andare dovunque li vogliano i lettori, l’essenziale è che io non debba andare con loro. Non li porto al guinzaglio, e al guinzaglio non mi lascio portare.

Nel caso in cui la Ferrante fosse davvero una donna, però, devo ammettere che non mi sarebbe dispiaciuto vederla comparire in quella foto o almeno farsi sentire con un comunicato del tipo: non vi dirò mai chi sono, ma state pur certi che sono una scrittrice.

Questa poteva essere l’occasione per far sì che al pubblico arrivasse un messaggio forte e chiaro: non solo le solite grosse case editrici, non solo gli uomini (e di lì, un domani, potremmo cominciare a batterci anche per altre “diversità”).


Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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