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pubblicato mercoledì, 8 luglio 2015 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Intervista a Enrico Ianniello, autore de “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin”

Enrico IannielloEnrico Ianniello con La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin (Feltrinelli, 2015) ha vinto il Premio Campiello Opera Prima ed è in corsa per il Premio Bancarella 2015. La storia narrata da Ianniello, come abbiamo avuto modo di sottolineare, si legge volentieri e racconta la storia di Isidoro, un ragazzo che ha la capacità di parlare con gli uccelli e come gli uccelli.

Abbiamo posto alcune domande a Enrico Ianniello per conoscere un po’ meglio il “dietro le quinte” de La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin.

«Il mondo non esiste, se nessuno lo racconta», dice Enzo a Isidoro: ci racconta qualcosa del suo mondo?
Ma no, io sono riservato! Il mio lavoro – anzi i miei lavori – mi cannibalizzano già abbastanza! Ho bisogno di difendermi! Però invito i più intuitivi a capire cosa c’è di me nei personaggi del romanzo.

«Non sapevo cosa dire, né a chi dirlo. E come si fa a vivere senza avere niente da desiderare?», scrive Isidoro nella sua Prima lettera d’amore scritta in bagno. Quali erano i suoi desideri quando scriveva questo romanzo?
Comunicare, e comunicare bene. Raggiungere l’intelligenza, il cuore e le esperienze dei lettori attraverso la lingua. Volevo divertire il lettore per conquistare la su fiducia e poi, insieme a lui, affacciarmi al bordo di un burrone.

Quirino, il padre di Isidoro, scrive una Lettera d’amore per l’Uomo e per Dio (non leggibile separatamente) che dice: «Parlatevi. Non importa in che lingua». Una lettera profetica in questi giorni in cui in nome della divinità (non importa quale) si commettono grandi violenze. Perché secondo lei è così difficile la comunicazione tra le persone?
Il gioco di quella lettera sta tutto nella piccola indicazione “Non leggibile separatamente”: vuol dire che l’invito a parlarsi è accoglibile solo nel momento in cui si è già trovato il proprio Dio. Non so dire perché è così difficile la comunicazione, questa è una domanda troppo difficile per me!

Enrico Ianniello, La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin«Vola solo chi osa farlo», miagola Zorba in Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda; «Imparare a fischiare è il primo passo per imparare a volare», titolano i giornali, nella fantasia di Isidoro, il giorno dopo la sua esibizione alla sagra del puparuolo. Vivere con i piedi per terra è così difficile?
No, vivere con i piedi per terra è bellissimo ed è l’unica possibilità che ci è data! Ma – giocando con la scienza – forse è la tensione verso il volo, verso il cielo a tenerci in piedi, vivi, mobili, saltellanti.

Patrick Modiano, Nobel per la letteratura 2015, nel suo romanzo Perché tu non ti perda nel quartiere, scrive: «Per lui scrivere un libro voleva anche dire lanciare segnali luminosi o Morse all’indirizzo di persone di cui non sapeva più niente. Bastava seminarne a caso i nomi fra le pagine e aspettare che loro dessero notizie». Concorda?
È una frase bellissima. È proprio così: quando si scrive si immagina un pubblico, un lettore, una lettrice, e si pensa che questa o quella frase, l’intrecciarsi armonico dei vocaboli, l’inseguirsi del senso attraverso le parole, siano altrettanti segnali lanciati all’indirizzo di sconosciuti con i quali si vuole entrare in contatto profondissimo saltando a piè pari l’incontro mondano, la presentazione, la chiacchiera.

Non è che Isidoro potrebbe fare un saluto urlafischiato (con traduzione, naturalmente) a GraphoMania?
Truiìì! (Sì!) Aporotriììì cruifroòò sbroostasciiì!! (Avanti con forza così!!)




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.