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pubblicato sabato, 11 luglio 2015 da Sara Rania in Mondolibri
 
 

Émile Zola e i palazzi di Montmartre

La verità è in cammino e nessuno potrà fermarla. Correva l’anno 1898 (in data 12 gennaio) e tali parole solenni uscivano dalla bocca dello scrittore e giornalista Émile Zola. Una frase epica per accompagnare la consegna a George Clemenceau, allora caporedattore del giornale repubblicano e socialista L’Aurore (che poi sarebbe diventato Ministro dell’Interno e Presidente del Consiglio), della lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica Francese Felix Faure, che sarebbe apparsa la mattina dopo sulla medesima testata sotto il famoso titolo J’Accuse.

La storia di Émile Zola è strettamente legata a quella della zona nord di Parigi, e precisamente al manipolo di strade che lega il IX al XVIII arrondissement. I passi di questo grande autore figlio di un ingegnere italiano naturalizzato francese, risuonano ancora nel nord della capitale. Abbiamo deciso di ritrovarli insieme a voi.

Il palazzo de L’Aurore al civico 140-142 de la rue Montmartre

Il palazzo de L’Aurore al civico 140-142 de la rue Montmartre

La targa al numero 140 della Rue Montmatre – Foto by Añelo de la Krotsche

In questo quartiere c’è un edificio estremamente legato alle vicende professionali dello scrittore. Si tratta del palazzo situato al civico 140-142 di rue Montmartre, a due passi da Place de Clichy e poco lontano dalla famosa Butte Montmartre, in uno storico quartiere che vide passare i suoi fiumi di parole e quelli di tanti suoi colleghi intellettuali, legati in diversa maniera dalle svariate testate giornalistiche presenti in zona alla fine dell’Ottocento.

Tra accese discussioni e leggendari editoriali, questo immobile ha ospitato la redazione del giornale L’Aurore ed è stato testimone della pubblicazione di pagine immortali, destinate ad imprimere per sempre il nome di Zola nella Bibbia della letteratura. Si tratta di un palazzo imponente, costruito dall’architetto Ferdinand Bol nel 1885, la cui facciata costituisce un vero e proprio omaggio allegorico al mondo della stampa, glorificata da due statue di Ercole e da due cariatidi rappresentanti rispettivamente il giornalismo e la tipografia. In alto si può ancora leggere il nome del giornale La France, una delle tante redazioni che vi furono ospitate negli anni (oltre ai due sopracitati ci furono infatti anche Le Radical, L’Univers, Le Jockey, La Patrie, La Presse…)

L’edificio in cui nacque il J’Accuse e morì il suo autore Émile Zola

L’edificio in cui nacque il J’Accuse e morì il suo autore Zola

La targa al numero 21 bis di Rue de Bruxelles, foto by Sara Rania

Ironia della sorte lo stesso edificio che vide nascere il J’Accuse, forse la più profonda invettiva mai pubblicata su un giornale europeo (e in ogni caso una di quelle la cui eco si e diffusa in maniera più imponente e duratura), vide spegnersi lo spirito del suo grande autore, piegato da un’intossicazione da monossido di carbonio dovuta probabilmente a una stufa che lasciò molti dubbi su un eventuale omicidio, probabilmente proprio a sfondo politico. A testimoniare i postumi di questa dolorosa scomparsa un riferimento fisico visibile ancora oggi, la targa che si trova al 21 bis di Rue de Bruxelles, nel IX arrondissement. Un elemento commemorativo installato dall’Association du Musée Émile Zola che porta inciso sul marmo il seguente testo (in libera traduzione): “Émile Zola si stabilì in questo hotel nel 1889. Il 12 gennaio 1898 vi scrisse il «J’accuse» e vi morì il 29 settembre 1902”.

Due curiosità che permetteranno agli appassionati di percorsi letterari parigini che si saranno piacevolmente persi insieme a noi tra le stradine alberate e i bei monumenti funebri del Cimitero del Père-Lachaise, di ritrovare i passi di Zola (le cui spoglie riposano al Pantheon vicino a quelle di altre grandi glorie letterarie francesi come Victor Hugo e Voltaire) in attesa della riapertura della Maison Émile Zola a Medun, chiusa dal 2011 per importanti lavori di restauro.

Curiosità estrema, esiste a Parigi un’Avenue Émile Zola, situata nel XV arrondissement e un’omonima stazione della Metro (Linea 10) ubicata nei paraggi di Place Alfred Dreyfus.

Via | Evous France


Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.








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