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pubblicato venerdì, 17 luglio 2015 da Sara Rania in Mondolibri
 
 

Un’estate con Saint-Exupéry: Volo di notte

Antoine de Saint-Exupéry, Volo di notteRiscoprire la profondità letteraria di Antoine de Saint-Exupéry: ecco lo scopo di una serie di articoli dedicati alle altre opere letterarie dell’autore francese più letto al mondo, e anche uno dei più amati in assoluto. A quasi settantuno anni dalla morte del famoso scrittore-aviatore, e a pochi mesi dall’uscita nelle sale cinematografiche del film dedicato al suo capolavoro letterario, abbiamo deciso di spingere lo sguardo al di là delle morbide colline del deserto sulle quali si staglia “il fanciullo dai capelli d’oro”, per andare oltre un monumento come Il piccolo principe e percorrere altri sentieri letterari.

L’avventura di Saint-Exupéry: un bel Volo di notte

Vi proponiamo di seguirci in questo viaggio, condotto con la sola bussola delle parole di Saint-Ex (così sono soliti chiamarlo amorevolmente in Francia), a partire da Volo di notte, il romanzo di scritto nel 1931 che valse al suo autore il Prix Femina dello stesso anno. Si tratta di un riuscito esempio di narrazione costruita intorno a pochi personaggi dai tratti intensi. C’è Fabien, il pilota incaricato del servizio aeropostale che solca i cieli dell’America Latina a bordo del suo biplano. Rivière, il direttore dell’intera rete aerea, sul quale pesano come macigni i destini dei suoi uomini in volo e la responsabilità del servizio, la rigidità cieca dell’ispettore Robineau e la giovane donna che anima i ritorni di Fabien e aspetta in un silenzio gravido di significati, il ritorno del marito. C’è una vita pulsante che rifiuta di piegarsi ai limiti terreni e punta costantemente lo sguardo verso un cielo affascinante e minaccioso che racchiude l’essenza stessa dell’avventura.

Come non amarne la tensione eroica, quell’ispirazione verso l’alto che da sola basta a giustificare anche il più terribile dei sacrifici, quello di una vita strappata all’amore dei propri cari.

Vi si respira aria di sole e di tempesta, un sentimento di condivisione acuta che non può che avvicinare ai grandi autori di avventura come Jules Verne e Rudyard Kipling. Volo di notte è un racconto epico, una narrazione sottile che si insinua nella mente con le sue immagini potenti e che stringe in poche pagine il destino stesso di una missione azzardata e bellissima: in due parole: terribilmente umana.

… Eppure mille braccia oscure lo avevano lasciato andare.
I lacci erano stati sciolti, come a un prigioniero lasciato libero di camminare da solo, per un po’, in mezzo ai fiori.
“È troppo bello” pensava Fabien. Vagava tra cumuli di stelle, fitte come gemme di un tesoro, in un mondo in cui non c’era nulla, assolutamente nulla di vivente all’infuori di lui, Fabien, e del suo compagno. Simili a quei ladri nelle città delle fiabe, murati nella camera del tesoro da cui non potranno più uscire. Vagano senza meta tra gelide pietre preziose, infinitamente ricchi ma condannati… (Libero estratto dal testo “Volo di notte” di Antoine de Saint-Exupéry, a cura di Leopoldo Carra, Mondadori, 2015)

Perché partire alla scoperta di Antoine de Saint-Exupéry?

Anche coloro che rifuggono ogni eroismo ameranno queste pagine di Saint-Exupéry accompagnate dalla chiusa di André Gide. Le abbiamo snocciolate seguendo le suggestioni letterarie del saggio di Leopoldo Carra, lasciandoci guidare alla scoperta di uno scrittore multiforme e generoso, ma vittima del suo successo, che nel sentire comune resta ancorato ad un solo personaggio. Attraversare contrade non sempre universalmente note è il mio personale augurio per queste vacanze. Che il meritato riposo sia un’occasione per vagabondare con la mente nelle recondite e affascinanti lande della scrittura di Antoine de Saint-Exupéry.




Sara Rania

 

Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell’anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall’alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d’adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l’Isola d’Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l’insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.