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pubblicato venerdì, 7 agosto 2015 da Sara Rania in Mondolibri
 
 

Terra degli uomini, di Antoine de Saint-Exupéry, luogo di umane scoperte

Antoine de Saint-Exupéry, Terra degli uomini. Il pilota e le potenze naturali«La dura scatola cranica mi faceva pensare alla vecchia cassa dei tesori. Chissà quali sete colorate, quali immagini di feste, quali vestigia del tutto inattuali, del tutto inutili in quel deserto erano scampate al naufragio dentro quella cassa chiusa e pesante. Chissà quale parte del mondo si decomponeva nell’uomo durante il lunghissimo sonno degli ultimi giorni, in quella coscienza e in quella carne che ridiventavano, a poco a poco, notte e radice».

Il secondo episodio del nostro viaggio estivo alla scoperta dell’opera multiforme di Antoine de Saint-Exupéry incontra i meridiani e i paralleli di Terra degli uomini in una serie di pochi capitoli che evidenziano i capisaldi della creazione letteraria del famoso autore francese. Dopo aver attraversato le aspre latitudini di Volo di notte eccoci ancora in volo oltre l’orizzonte.

Una terra gravida di significati – È una terra umana ma mai “troppo umana” quella che vive nelle parole gravi di Saint-Exupéry. Un pianeta ricco che ritroviamo in un testo che conserva nella traduzione italiana del titolo originale francese Terre des hommes tutta quella potenza dell’umanesimo dell’autore, mantenendo il nucleo semantico che scende leggermente in secondo piano nella versione anglofona Wind, Sands and Stars. Un capolavoro destinato a superare le frontiere di genere fino a meritare, pur non essendo tecnicamente un romanzo, il Grand Prix du roman de l’Académie française nel 1939.

Proteggere l’umano a ogni costo – Tra queste pagine intense e scarne allo stesso tempo c’è la passione imperitura per il volo, e il rispetto infinito per le sue leggi, ma soprattutto l’amore per l’umanità che fa capolino in ogni angolo di mondo. Il pianeta dell’autore è popolato da eroi che portano in sé la scintilla sacra dell’umano. Ed è proprio questo daimon che Saint-Ex cerca in ogni volto, ritrovandolo nell’incredibile forza d’animo del leggendario Mermoz e nella testardaggine del compagno di sventura Guillaumet, nel vecchio arabo liberato dalla sua odiosa schiavitù e persino nei guerrieri pronti a combattere al fianco del nemico se le circostanze lo impongono.

Una narrazione scolpita a suon di sottrazioni – La narrazione è scolpita per atti di sottrazione. Il procedere dell’autore batte e leviga per dar vita a una magnifica statua morbida che non abbia nemmeno un grammo in più del necessario. Quella di Saint-Exupéry è una scrittura d’esperienza, che proprio all’esperienza paga il carissimo tributo dell’inenarrabile. Cosciente della spietata legge che sottrae verità alla parola trasmessa, il limpido discorrere dell’autore è il frutto di un lungo lavoro di elaborazione che diede vita a diverse versioni dell’opera, i cui strascichi sopravvivono ancora oggi come calde testimonianze del travagliato iter creativo.

Il pilota e le potenze naturali – Ad accompagnare la narrazione un breve testo che porta l’evocativo titolo de Il pilota e le potenze naturali, scaglia vivente di quel continuo lavoro che stringeva continuamente i fianchi della scrittura di Saint-Exupéry. Si tratta infatti di quel capitolo di Terra degli uomini che l’autore scrisse per l’edizione americana del libro e che non fu inserito in quella francese, all’epoca già data alle stampe.

Le orme del Piccolo Principe – In questo libro intriso d’umanesimo, nella sua narrazione felice e istruttiva che si nutre di luminosi misteri emerge il nucleo di un altro grande testo. Tra metafore di contadini e giardini fioriti ecco sorgere in mezzo al deserto libico il miraggio cristallino di un pozzo che annuncia i temi che saranno sviluppati ne Il piccolo principe.

.. non mi lamento più delle raffiche di pioggia. La magia del mio mestiere mi schiude un mondo in cui, tra meno di due ore, affronterò i draghi neri e i crinali incoronati da una chioma di saette azzurre. Un mondo dove stanotte, liberato, leggerò negli astri la mia strada…


Sara Rania

 
Sara Rania, mille idee per la testa e sempre almeno un libro in tasca. Saltellando tra suggestioni letterarie tutte da vivere e viaggi dell'anima rigorosamente condivisi online (http://www.eyael.com/), si affanna ancora alla ricerca degli elementi di convergenza del reale, mescolando allegramente gustosi ingredienti libreschi e luoghi dall'alto potenziale culturale. Gli artistici anfratti di Parigi (http://magazine.mytemplart.com/author/sara-rania/) sono la sua patria d'adozione da qualche anno, ma i panni sciacquati in Arno fin dalla più tenera età, le forti radici marinaresche nutrite tra Napoli e l'Isola d'Elba e qualche anno di tran-tran milanese ne hanno consolidato l'insaziabile e curiosa natura italica che continua ad esercitarsi in ardite esplorazioni tra canali, jardins e lampioni.








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