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Posted lunedì, 10 agosto 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Perché Muore lentamente di Martha Medeiros è attribuita a Neruda?

Muore lentamente (o anche Lentamente muore) è una poesia della scrittrice brasiliana Martha Medeiros che ha avuto un enorme successo perché sul web è stata attribuita a Pablo Neruda (in apertura di post potete ascoltarne una versione italiana letta da Nando Gazzolo). Così, per diverso tempo, Muore lentamente ha vissuto di rendita fino a quando l’autrice prima e poi i critici di Neruda hanno messo in chiaro che la poesia e il poeta Nobel per la letteratura non avevano alcunché in comune. Ma perché allora Muore lentamente di Martha Medeiros è stata attribuita a Pablo Neruda? Probabilmente non lo sapremo mai, anche se qualcuno ha avanzato delle ipotesi interessanti.

Probabilmente chi per primo ha attribuito a Pablo Neruda la poesia Muore lentamente di Martha Medeiros ha pensato di farlo per una cattiva traduzione in spagnolo dell’ultima strofa di Medeiros, che aveva un riferimento a delle parole effettivamente pronunciate da Pablo Neruda. In occasione del discorso di accettazione del Nobel per la letteratura nel 1971, infatti, Pablo Neruda disse:

En conclusión, debo decir a los hombres de buena voluntad, a los trabajadores, a los poetas, que el entero porvenir fue expresado en esa frase de Rimbaud: Sólo con una ardiente paciencia conquistaremos la espléndida ciudad que dará luz, justicia, dignidad a todos los hombres.

Che, tradotto in italiano, suona così:

In conclusione, devo dire agli uomini di buona volontà, ai lavoratori, ai poeti, che l’intero avvenire è racchiuso in quel verso di Rimbaud: solo con un’ardente pazienza conquisteremo la splendida città che darà luce, giustizia e dignità a tutti gli uomini.

Il verso di Rimbaud, in francese, è il seguente: “A l’aurore, armes d’une ardente patience, nous entrerons aux splendides villes”.

L’ultima strofa della poesia di Martha Medeiros in originale portoghese è la seguente:

Somente a perseverança fará com que conquistemos
um estágio esplêndido de felicidade.

Che in spagnolo è diventata:

Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos
una espléndida felicidad.

E in italiano gira in varie versioni, tra cui una è la seguente:

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità.

Forse l’uso delle parole “conquistare” e “splendido” ha indotto qualcuno a pensare che il testo fosse di Pablo Neruda e così creare la confusione che ancora oggi sussiste.

Martha Medeiros è una giornalista e scrittrice brasiliana e scrive per il giornale Zero Hora di Porto Alegre e per O Globo di Rio de Janeiro. Non possiamo fare a meno di notare una curiosa coincidenza: di Porto Alegre era anche il poeta Mario Quintana a cui spesso viene attribuita la poesia Le farfalle (lo ha fatto anche Fabio Volo) mentre il testo non è affatto del poeta brasiliano. Di Martha Medeiros in italiano abbiamo alcuni libri: Lettino (Cavallo di ferro, 2007 e poi BEAT 2012) e Tutto quello che volevo dirti (Cavallo di ferro, 2008) entrambi tradotti da Cinzia Buffa. L’ormai celebre poesia Muore lentamente è tratta da un suo testo che ha per titolo A Morte Devagar (che letteralmente vuol dire: “Una morte lenta”) ed è stato pubblicato nel 2000 su Zero Hora.

Oltre Muore lentamente: altre poesie attribuite a Neruda ma che non sono sue

Perché Muore lentamente di Martha Medeiros è stata attribuita a Pablo Neruda?

Martha Medeiros e Pablo Neruda

La Fondazione Pablo Neruda segnala che oltre a Muore lentamente di Martha Medeiros al poeta sono attribuiti almeno altri due testi che non sono suoi.

Il primo è Queda Prohibido (i primi versi in italiano sono i seguenti: “È proibito / piangere senza imparare, / svegliarti la mattina senza sapere che fare / avere paura dei tuoi ricordi”). Il testo sembra sia apparso per la prima volta online il 23 luglio 2001 e l’autore, quello vero!, è Alfredo Cuervo Barrero che, tra l’altro, ci tiene a precisare che la poesia che gira online non è esattamente come l’ha scritta lui.

A Pablo Neruda viene anche attribuito il poema Nunca te quejes (in italiano inizia così: “Non incolpare nessuno, / non lamentarti mai di nessuno, di niente, / perché in fondo / tu hai fatto quello che volevi nella vita”) di cui al momento non si conosce l’autore.

Chiosa Darío Oses, direttore della Biblioteca della Fondazione Pablo Neruda:

Non conosciamo i motivi per cui queste poesie siano state attribuite a Pablo Neruda. Se si leggono i tre testi in questione, risulta evidente che hanno un tono edificante, prescrittivo, in cui si avverte una sorta di vicinanza alla letteratura di auto aiuto, distante dall’epoca di Neruda. Senza nulla togliere a queste poesie, l’opera di Pablo Neruda è molto lontana da questo tipo di poesia nel tono, nel contenuto, nella lingua e nelle immagini che crea.

Foto | Pablo Neruda




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.