Parole taglienti quelle di Daniel Pennac a Pordenonelegge. Lo scrittore francese, infatti, ha inaugurato ufficialmente il Festival del Libro di Pordenonelegge ripercorrendo la sua carriera di scrittore – dai primi noir della serie di Benjamin Malaussène fino a Storia di un corpo, passando per Come un romanzo, Ecco la storia e Diario di scuola – stimolato dalle domande di Fabio Gambaro.
Ovviamente si è parlato di libri e la posizione di Daniel Pennac è stata molto chiara in merito. Ha affermato lo scrittore nel Teatro Verdi (che era al completo):
Tutti pubblicano libri – star, politici, scienziati – ma la letteratura è un’altra cosa.
Come dargli torto? Ormai pubblicare libri è diventata quasi una barzelletta (e, per esempio, abbiamo cantanti appena trentenni che pubblicano la propria autobiografia
Sono pochissime le persone che fanno della letteratura l’arte essenziale e ragione di vita. In Italia oggi penso a Elena Ferrante e Paolo Giordano. Sono loro che fanno la letteratura: Ferrante poi è una scrittrice gigantesca.
L’incontro al Teatro Verdi ha avuto per titolo L’officina del romanziere e l’idea era proprio quella di fare una sorta di incursione nell’officina di Daniel Pennac, compiendo una sorta di viaggio tra ricordi e riflessioni che da un lato hanno voluto mettere in evidenza l’origine delle sue opere, dall’altro si sono soffermate sul mestiere di scrivere, sulla lingua, sul teatro, la lettura, la cultura, la famiglia, la politica e l’Europa. Del resto, nessuno più titolato di Daniel Pennac che ha scritto i celeberrimi Dieci diritti del lettore a dare inizio a un festival come Pordenonelegge che mette al centro il libro e la lettura (per la serie: esistono anche i lettori, non solo gli scrittori!)
Foto | Di Elena Torre (Flickr.com) [CC BY-SA 2.0], attraverso Wikimedia Commons