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pubblicato martedì, 24 novembre 2015 da Mariantonietta Barbara in I nostri libri
 
 

La vigilia di Natale: intervista a Patrizia Violi

Patrizia Violi

Patrizia Violi

Capita a tutti, in certi periodi della propria vita, di dover ridimensionare i regali di Natale. Eppure non c’è cosa più bella che stilare un bell’elenco, con tutti i nomi degli amici e dei parenti cui donare un magico pacchetto. Se poi siamo amanti dei libri, sappiamo che quel regalo avrà una vita lunghissima.

Ecco, in tempi come questi, in cui non vogliamo rinunciare a un bel libro e a un fiocco colorato, ci vengono incontro collane come Natale ieri e oggi della Graphe.it edizioni, che, affiancando un autore antico a uno moderno, ci regalano perle di saggezza e momenti di importante riflessione.

Oggi ho intervistato, data l’occasione, Patrizia Violi, blogger nota come Extra(mamma), autrice di romanzi molto amati come Una mamma da URL, Love.com e Affari d’amore.

Il suo racconto Arrivederci e Buon natale arriva in libreria questo Natale in compagnia di Notte di Natale di Camillo Boito: entrambi sono pubblicati nel libro La vigilia di Natale.

Patrizia Violi insieme a Camillo Boito: cosa ci insegnano del mestiere gli scrittori che ci hanno preceduto?
Sono lusingata da questo binomio (non dico “coppia” perché mi sembra un po’ troppo intimo)! Ammiro Boito e ho cercato di copiarlo un po’ nella struttura del racconto. Un tempo il mestiere dello scrittore era molto più elitario e intellettualmente più coinvolgente. Oggi c’è una mercificazione della letteratura e si scrive più per soddisfare il mercato che per una reale esigenza artistica. Immagino che gli autori del passato avessero una sensibilità diversa. Poi senza la tecnologia, approcciare materialmente un romanzo era molto più complesso, un lavoro manuale veramente impegnativo.

Ti conosciamo come autrice di romanzi. È stato più divertente cimentarsi con un racconto? Più difficile?
Ero un po’ titubante e insicura all’inizio e invece mi è piaciuto molto scrivere un racconto. La sfida è riuscire a dare un senso a ciò che si racconta in uno spazio contenuto. E se ci si riesce la soddisfazione è quasi maggiore che quella che si prova alla fine di un romanzo.

Camillo Boito - Patrizia Violi, La vigilia di NataleÈ anche la prima volta che ti cimenti con un protagonista e non con una protagonista. Ti ha ispirato qualcuno in particolare?
È stato molto interessante entrare nella mente di un protagonista maschile. Non ho avuto ispirazioni particolari ma anche il mio ultimo romanzo, ancora inedito, ha per protagonista un uomo, anzi due. Forse perché sono curiosa e ascolto molto i discorsi degli uomini sui mezzi pubblici e così mi sono documentata, mentre quelli delle donne per me sono più noiosi perché più prevedibili, troppo uguali ai miei!

Piero risente, come molti italiani, della crisi, ma sembra anche che ci si adagi. Credi che sia un atteggiamento comune?
Purtroppo credo che questo atteggiamento un po’ vittimistico si abbastanza diffuso. Il pessimismo è contagioso e così si pensa: va tutto male, tanto vale fare meno fatica possibile!

Della signora Ferri leggiamo che: “Anche se suo figlio aveva trentasei anni, le piaceva trattarlo ancora come un bambino. Come un cucciolo da sfamare. Le piaceva preoccuparsi per lui, viziarlo, soffocarlo di attenzioni”. Come “extramma” ritieni che ogni generazione di genitori abbia precise responsabilità nel determinare il futuro dei propri figli e della società in cui vive?
Lo ammetto: sono stata un po’ “extramamma” in questo passaggio, però la signora Ferri è ispirata a una vicina di casa di tanto tempo fa che trattava il figlio ultra quarantenne sempre da ragazzino.
Sì, i genitori hanno sempre responsabilità verso i figli però a un certo punto, dovrebbero mollare gli ormeggi e lasciarli andare, la cosa migliore sarebbe dopo averli equipaggiati con un po’ di buon senso. Ma non sempre è facile!

Il finale non è chiuso, ma lascia ben sperare. Ci serve maggiore apertura ai piccoli segnali che la vita ci regala?
Penso che sia l’unica via di salvezza, dobbiamo essere più sensibili alle piccole cose che sono quelle che più facilmente regalano un po’ di felicità.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Stai lavorando a una nuova storia?
Ho terminato il romanzo che ho nominato prima, è una storia d’amore e di amicizia con un risvolto drammatico, ma per scaramanzia non posso raccontare altro.

Concludiamo con un invito ai lettori? Perché regalare un libro di racconti natalizi? Che cosa aggiunge al nostro albero?
Un tocco di fantasia e sensibilità per combattere il consumismo esasperato che ormai ha contagiato il Natale. E poi esteticamente le copertine in stile “vintage” sono molto belle, quindi al momento di scartare il regalo si fa un’ottima figura!


Mariantonietta Barbara

 
Editore digitale con il marchio Lazy BOOK e web writer, ha vissuto in Puglia, a Roma e in Veneto, dove risiede. Ha scritto per diverse testate di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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