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pubblicato venerdì, 4 dicembre 2015 da Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Hannah Arendt e le liti matrimoniali

Il volto stilizzato di Hannah Arendt

Il volto stilizzato di Hannah Arendt

Sono passati quarant’anni dalla morte della filosofa Hannah Arendt (Hannover, 14 ottobre 1906 – New York, 4 dicembre 1975) e per me è diventata una di famiglia. No, ahimè, non sono una fine studiosa o esperta dei suoi scritti, anche perché la mia laurea in filosofia l’ho messa nel cassetto più di vent’anni fa. Hannah Arendt è diventata il termometro della mia situazione matrimoniale.

Hannah Arendt, la donna e la studiosa

Prima di passare al mio personale aneddoto, però, è doveroso ricordare che la Arendt, allieva di Heidegger e Jaspers, fu una pensatrice di altissimo livello, che si vide sbarrata la strada dell’insegnamento con l’ascesa di Hitler. Fuggì dalla Germania a causa delle sue origini ebraiche e ottenne la cittadinanza americana solo nel 1951.

La sua biografia è affascinante non meno del suo pensiero: la sua fuga dalla Germania avvenne a piedi e con mezzi di fortuna e dovette girare Praga, Genova e Ginevra, prima di arrivare a Parigi. Qui venne poi internata dal governo Vichy perché sospetta e dopo altri salti mortali riuscì finalmente ad approdare in negli Stati Uniti. L’ho raccontata davvero riducendola al minimo, ma mi sembrava necessario citarla per capire che la Arendt non è una studiosa nata e cresciuta al riparo di uno studiolo o di una Università.

Prima l’ho definita filosofa, ma, come ebbe modo di ribadire non solo durante gli anni del suo insegnamento e della sua produzione saggistica, preferiva considerarsi un’esperta di teoria politica. Nel 2014 la regista Margarethe von Trotta le ha dedicato un film interpretato dalla bravissima Barbara Sukowa. La von Trotta coglie la Harendt cinquantenne nel suo percorso dagli Stati Uniti a Gerusalemme, in cui si sta svolgendo il processo al criminale nazista Adolf Eichmann. Saranno gli articoli scritti a proposito del processo a renderla famosa anche presso la gente comune. I testi, raccolti nel volume, La banalità del male provocarono una ridda di polemiche nello stesso ambiente ebraico.

La lezione della Arendt è oggi quanto mai attuale: il male è banale e ci riguarda da vicino. Ci basta voltare la testa dall’altra parte, mettere in tasca la mano che dovremmo tendere a chi ha bisogno di noi. Profughi di guerra ignorati, vicini di casa lasciati da soli, innocenti bombardati quando ci sarebbero mille altre soluzioni, commenti feroci in rete e nelle conversazioni quotidiane. Forse per questo la sua teoria era poco amata: costringeva e ci costringe, uno ad uno, ad assumerci quelle responsabilità che ci piacerebbe delegare al cattivo di turno (se nessuno avesse seguito Hilter, sarebbe rimasto un personaggio malato e isolato).

Se vi interessa conoscere questa donna forte, molto intelligente, che ha influenzato il pensiero politico del Novecento e la riflessione sui totalitarismi e sull’antisemitismo (e alla quale Google ha dedicato un doodle), io vi consiglio di partire dal film e dai volumi, editi da Feltrinelli, La banalità del male e Archivio Arendt. Per rimanere in casa Graphe.it edizioni consiglio il saggio di Giuseppe Moscati dal titolo Etos del sacrificio, passione per il mondo e filosofia d’occasione. La critica della violenza in Karl Jaspers, Hannah Arendt e Günther Anders.

Hannah Arendt e il mio matrimonio

Ora torniamo al mio aneddoto: la Arendt ebbe una relazione con Heidegger, suo professore all’Università. Lui era sposato e per alcuni anni riuscirono a resistere all’attrazione intellettuale e fisica che li incatenava. Si amarono tutta la vita, nonostante i matrimoni di lei e le altre relazioni di lui.

Ero sposata da pochi anni e una sera discutevo animatamente con mio marito, laureato in filosofia anche lui. Ad un certo punto mi venne in mente di porgli una domanda mai fatta prima: chi è il tuo filosofo preferito? Quando rispose Heidegger, mi cascarono le braccia, visto che la Arendt era la mia. Devo ancora capire se questo vuol dire che saremo sempre in disaccordo, amandoci comunque o se, come fecero loro, è arrivato il momento di trovarsi altre distrazioni.

Foto | Di Stamp_Hannah_Arendt-2.jpg: User:Prolineserverderivative work: The Photographer (Stamp_Hannah_Arendt-2.jpg) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Mariantonietta Barbara

 

Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.