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pubblicato mercoledì, 16 dicembre 2015 da Roberto Russo in News culturali
 
 

Cervantes è una stella. Letteralmente

La stella Cervantes e i suoi pianeti - sitema µ Arae

La stella Cervantes e i suoi pianeti – sitema µ Arae

Che Miguel de Cervantes sia uno dei grandi nomi della letteratura di tutti i tempi è fuori discussione. Ora possiamo anche affermare che Cervantes è una stella. Letteralmente. È stato deciso di chiamare Cervantes una stella a circa cinquanta anni luce da noi. E c’è di più: i quattro pianeti che orbitano intorno alla stella Cervantes sono stati chiamate Chisciotte, Ronzinante, Sancho e Dulcinea. Cervantes e i suoi personaggi letterari si trovano nel sistema planetario μ Arae, costellazione dell’Ara (Altare) “piccola ma relativamente appariscente costellazione dell’emisfero sud”, come sottolinea Wikipedia.

Il nome è stato scelto per mezzo di una votazione organizzata dall’Unione Astronomica Internazionale, votazione che è andata sotto il nome di NameExoWorlds. Le organizzazioni astronomiche di quarantacinque Paesi hanno proposto un totale di 275 nomi da dare ai nuovi corpi celesti e i cittadini potevano votare i loro favoriti. Lo scrittore e i suoi personaggi letterari hanno ottenuto 38.503 voti, che corrispondono al 69% del totale degli utenti registrati per votare. Un ottimo modo per iniziare il 2016, anno in cui cadono i quattrocento anni dalla morte dello scrittore.

La proposta di dare il nome dell’autore del Don Chisciotte a una stella è partita dal Planetario di Pamplona e sostenuta dalla Sociedad Española de Astronomía e dall’Instituto Cervantes. Interessante il punto di vista di Javier Amentia, direttore del Planetario Pamplona, che ha spiegato che “questa iniziativa ha come riempito di senso il lavoro quotidiano di tutti coloro che operano nel mondo della cultura scientifica: unisce, infatti, in una sola proposta differenti aspetti della scienza e delle lettere, e questo è piaciuto molto a noi che ci dedichiamo professionalmente all’astronomia come anche a tutte quelle persone a cui piace guardare il cielo”.

Via | IC


Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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