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pubblicato giovedì, 17 dicembre 2015 da Patrizia Violi in Recensioni
 
 

Una visita a Casa Manzoni a Milano

Casa Manzoni: lo studio

Milano, Casa Manzoni: lo studio

Nel cuore di Milano, a due passi dalla Scala e dalla Galleria, in via Morone, si trova la casa dove Alessandro Manzoni visse per sessanta anni, dal 1813 alla sua morte. Aperta di recente al pubblico, dopo una lunga e costosa ristrutturazione (quattro milioni di euro donati da Banca Intesa), Casa Manzoni non ha l’aria un po’ asettica di un museo, ma emana il calore di un focolare domestico. Sarà perché conserva ancora perfettamente intatti gran parte degli arredi originali.

È particolarmente emozionante la visita dello studio, a pianterreno. Un locale che sembra ancora vivo, non un luogo abbandonato da più di un secolo. Ampio e luminoso, con vetrate che affacciano sul meraviglioso giardino interno, dove si può ammirare la grande magnolia che consolò gli ultimi giorni del Gran Lombardo. E immaginare proprio lui, appassionato di botanica, come testimoniano anche alcune lettere e scritti in mostra nella casa, passeggiare pensoso tra le aiuole curatissime.

Le pareti dello studio sono tappezzate di libri, i suoi volumi antichi, quelli che erano stati lasciati in eredità al figlio Pietro e poi donati alla Biblioteca Braidense. Poi c’è lo scrittoio sul quale, in bella vista si trovano gli occhiali, la penna, il calamaio, un coltellino. C’è una grande stufa e anche un camino. Mentre nel soffitto è stata perfettamente restaurata una boiserie magnifica e coloratissima.

Milano, Casa Manzoni

Milano, Casa Manzoni

Al primo piano di Casa Manzoni si inanellano le altre stanze, in cui l’atmosfera è molto meno intima, a parte la fugace visione della monacale camera da letto. In questi spazi si intraprende un interessante excursus storico sulla vita e le opere del Manzoni. Tra ritratti, c’è anche l’albero genealogico, sculture e dipinti e tesori di famiglia si trova anche, incredibilmente, un bellissimo ricamo che Marie Antoinette in prigionia, prima di essere ghigliottinata.

Si possono ammirare le prime edizioni dei Promessi Sposi, quando uscì in una raccolta in fascicoli, le bozze delle illustrazioni della versione del 1840, alcuni appunti del Manzoni, vergati personalmente su fogli protocollo. Prime edizioni dell’Adelchi, Storia della colonna infame e Il conte di Carmagnola, documenti così importanti nella storia della letteratura da togliere il fiato.

E alla fine della visita, tornando a pianterreno, nella sala adiacente all’ingresso c’è una piccola sala di proiezione dove in loop si possono vedere spezzoni di vari adattamenti cinematografici e televisivi dei Promessi Sposi. Un brusco ritorno nel nostro secolo.

Foto dello studio di Casa Manzoni | Comune di Milano




Patrizia Violi

 

Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.