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pubblicato giovedì, 24 dicembre 2015 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Frasi infallibili per parlare dei cinque migliori libri del 2015

I cinque migliori libri del 2015 (forse)

I cinque migliori libri del 2015 (forse)

L’anno volge al termine e, volenti o nolenti, in questi giorni ci saranno più occasioni di incontrarsi con parenti, amici, complici e amanti di vario tipo. Ed è assai probabile che tra un discorso e l’altro si parlerà dei libri che hanno fatto notizia nel corso di questo 2015. Se non avete letto quel particolare libro di cui si parla, che fare? Nessun problema: si può ricorrere a degli escamotage. Certo, l’ideale sarebbe leggerli i libri, ma magari proprio quel testo di cui si parla non lo si è letto per chissà quale motivo.

Ecco allora qualche frase a effetto da tirare in ballo per parlare dei migliori libri del 2015.

Come parlare dei migliori libri del 2015 (pur senza averli letti)

  • Se c’è un libro di cui si è parlato per quasi tutto l’anno questo è La ragazza del treno di Paula Hawkins. È un thriller – o forse solo un giallo per alcuni – che ha ammaliato mezzo mondo e che ha un po’ il sapore del successo costruito a tavolino, però è stato uno dei maggiori best seller dell’anno. Motivo per cui bisogna conoscerlo, anche in vista del film che ne sarà tratto: non ce ne libereremo facilmente. La frase da dire per far capire che la si sa lunga su questo romanzo è la seguente: «Mantiene sveglia l’attenzione ed è molto facile da leggere, tuttavia non è niente di che dal punto di vista letterario». (La nostra recensione se volete qualche informazione in più).
  • Storia della bambina perduta, quarto volume della saga L’amica geniale di Elena Ferrante ha avuto enorme successo in tutto il mondo. Di Elena Ferrante non si sa nulla e anche per questo i suoi libri – scritti molto bene, in ogni caso – hanno un grande successo. Se volete fare colpo con questo libro, potreste dire: «Se lo raccomandano Roberto Saviano, James Franco, Reese Whiterspoon e Jennifer Morrison un motivo ci sarà, no? Senza contare che ha avuto il compito di sparigliare i giochi dello Strega di quest’anno!». (Anche per questo libro vi rimandiamo, se volete, alla nostra recensione).
  • Sottomissione di Michel Houellebecq è stato uno dei titoli più polemici di questo 2015: egemonia dell’Islam, elezioni, patti elettorali… E se tutto questo non bastasse, si pensi che il libro è uscito in Francia lo stesso giorno degli attacchi a Charlie Hebdo, il che ha fatto sì che il suo autore venisse accusato di islamofobia. Se volete fare colpo mentre si parla di questo libro, potreste uscirvene con una domanda del genere: «Credi che Houellebecq sia uscito completamente di testa o è un vero e proprio profeta?». (Se volete saperne di più, qui trovate le nostre impressioni)
  • Tutti ne parlano, ma a noi non è piaciuto: Numero zero, il romanzo di Umberto Eco, ha posto l’attenzione sulla macchina del fango che spesso i giornali mettono in moto. Se vi dovesse capitare di parlare di questo libro, potreste cavarvela con un: «Certo che Umberto Eco è proprio bravo!» (tra l’altro quest’affermazione va bene per tutti i libri di Eco). (La nostra recensione in cui vi spieghiamo perché non ci è piaciuto)
  • Il ritorno di Lisbeth Salander era atteso dai fan della serie Millennium e così la casa editrice li ha accontentati, con un testo scritto da David Lagercrantz, operazione che ha molto più il sapore di un’operazione commerciale che di altro. Comunque Quello che non uccide è un libro da leggere perché sembrava che la febbre per la saga Millennium fosse passata e invece è più forte che mai. Se volete parlarne con aria da saputelli, potete dire: «L’autore non ha saputo approfittare dei personaggi della trilogia, purtroppo. Che delusione!». (La nostra recensione, con alcuni dubbi sul libro in sé)

Bonus su uno dei migliori libri del 2015 (forse)

Non possiamo certo dimenticare il nuovo libro di E. L. James dal titolo Grey, ovvero le Cinquanta sfumature di grigio raccontate da lui. Per saperne di più, vi rimandiamo non solo alla nostra recensione ma anche ai nostri cinque suggerimenti per parlarne senza averlo letto.

Foto | sebastiansantanam8qnfs




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.