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pubblicato domenica, 3 gennaio 2016 da Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Befana ed Epifania: etimologia, leggenda, origine e significato della festa del 6 gennaio

Tra Befana ed Epifania: Adorazione dei Magi, dipinto di Andrea Mantegna

Tra Befana ed Epifania: Adorazione dei Magi, dipinto di Andrea Mantegna

Il 6 gennaio si celebra l’Epifania del Signore in ricordo della visita dei Magi a Gesù bambino. Dall’Epifania alla Befana il passo è stato relativamente breve, in quanto il termine Befana deriva direttamente dall’Epifania. Ma andiamo con ordine.

Etimologia dell’Epifania e suo significato

La solennità dell’Epifania ricorda la visita dei Magi (che non erano re e nemmeno tre, stando a quanto riporta il Vangelo) a Gesù e il dono di oro, incenso e mirra. Il termine magi deriva dal persiano e sta ad indicare uomini saggi, probabilmente sacerdoti dello Zoroastrismo e, visto che vengono da Oriente, è probabile che fossero persiani. Per il vangelo, come anche per i Padri della Chiesa, non sono re: sono solo “alcuni Magi”; la loro regalità è un attributo successivo che non trova riscontro nel testo biblico.

L’etimologia di Epifania è da cercare nel greco antico: all’origine c’è il verbo epifàino (ἐπιφαίνω) che vuol dire “mi rendo manifesto” e da esso deriva il termine epifàneia (ἐπιφάνεια) che significa manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina. L’Epifania è, perciò, la manifestazione di Gesù ai Magi che rappresentano quanti non sono ebrei (papa Benedetto XVI ebbe a dire dei Magi: «Erano persone certe che nella creazione esiste quella che potremmo definire la “firma” di Dio, una firma che l’uomo può e deve tentare di scoprire e decifrare»).

Si tenga presente che secondo la liturgia cattolica nell’Epifania si celebrano tre eventi raccontati dai Vangeli e sono tre eventi in cui Gesù si manifesta agli altri:

  1. visita dei Magi: è la manifestazione alle genti
  2. battesimo di Gesù nel Giordano: è la manifestazione agli ebrei
  3. nozze di Cana: è la manifestazione di Gesù ai discepoli, con il suo primo miracolo.

Questi tre episodi sono riassunti nell’inno proprio dell’Epifania che troviamo nella liturgia delle ore:

I magi vanno a Betlem
e la stella li guida:
nella sua luce amica
cercan la vera luce.

Il Figlio dell’Altissimo
s’immerge nel Giordano,
l’Agnello senza macchia
lava le nostre colpe.

Nuovo prodigio a Cana:
versan vino le anfore,
si arrossano le acque,
mutando la natura.

Traccia di questo triplice mistero lo troviamo nel termine Pasqua Epifania con cui si indica la celebrazione del 6 gennaio in alcune zone d’Italia: l’Epifania è una Pasqua, un passaggio che Gesù compie per la nostra salvezza. Si ricordi anche che il giorno dell’Epifania la liturgia cattolica prevede l’annuncio del giorno di Pasqua che si tiene subito dopo il Vangelo e prima dell’omelia del presidente la celebrazione.

Epifania, origini della festa cristiana

La festa dell’Epifania ha origini orientali, come mette in evidenza il nome stesso. La visita dei Magi è raccontata nel vangelo di Marco, al secondo capitolo (versetti 1-12):

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda:
da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele”.

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Befana ed Epifania

Come ha origine la Befana? Dal punto di vista etimologico Befana è una corruzione lessicale del termine Epifania. Dalla parola poi è nata la leggenda e la festa: se nei vangeli sono degli uomini saggi a portare dei doni a Gesù, nella tradizione è una vecchina che porta i doni ai bambini. Si tenga presente, comunque, che la figura della Befana in sé trova riscontri nella mitologia romana: dodici notti dopo il solstizio d’inverno (21 dicembre) dodici figure femminili volavano sui campi per propiziare i raccolti; queste figure sarebbero poi state identificate con la Diana (dea della cacciagione e della vegetazione) ma anche con divinità minori che avevano come campo d’azione la sazietà e l’abbondanza.

La chiesa delle origini ha condannato fermamente queste credenze ma, come ben si vede, esse sono passate, con varie modifiche, attraverso i millenni e sono giunte fino a noi nella figura della Befana.

Foto | Andrea Mantegna [Public domain], via Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing, oltre che editore della Graphe.it.