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pubblicato lunedì, 7 marzo 2016 da Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Paul Ernst, tra Schiller e Wittgenstein

Paul Ernst

Paul Ernst (1866-1933)

Probabilmente il nome di Paul Ernst, scrittore tedesco nato il 7 marzo del 1866, non vi dice molto. Figlio di un minatore, come riportano le note biografiche, si interessò in un primo momento a temi economici e aderì al socialismo. Quando poi si dedicò alla letteratura, sposò il classicismo, contro le istanze culturali più recenti come quella dell’impressionismo, che vedeva in primo piano la visione soggettiva dell’artista.

I riferimenti letterari di Paul Ernst erano invece gli autori greci e le storie mitologiche. La narrazione, secondo Ernst, trovava infatti nel conflitto morale il tema di riferimento, da sviluppare in drammi storici o mitologici. Il mito, secondo lo scrittore, aveva la capacità di poter formare un popolo, di poter educare e trasmettere i valori fondamentali dell’esistenza. Per farlo, però, doveva essere espresso con canoni linguistici ferrei.

A capo del Neoclassicismo tedesco, Paul Ernst ebbe tra i suoi riferimenti gli scrittori naturalisti e autori come Schiller, che esaltavano il conflitto interiore dell’uomo che si confronta con il proprio destino. Ogni uomo è costretto a confrontare la propria sete di libertà e di autodeterminazione con la legge morale e con gli eventi che sfuggono al suo controllo.

Per raccontare l’epopea dell’Uomo, la trama ideale è quella che vede l’eroe della storia in conflitto sia con se stesso che con gli altri uomini (Ernst prenderà ad esempio come riferimento il conflitto padri-figli). Conflitto dal quale egli, come sosteneva Schiller, uscirà vincitore solo accettando una legge morale superiore. Questa legge appare dapprima come un limite, ma successivamente gli consentirà di compiere la vera impresa, quella del superamento di sé, dei propri limiti e di traghettare con sé anche gli altri.

Sembra che le riflessioni di Paul Ernst sul linguaggio e sulla logica del linguaggio avessero attirato l’attenzione di Wittgenstein, che vedeva il lavoro del filosofo come intimamente connesso a uno scopo etico ovvero al superamento dei conflitti interiori. In questo il linguaggio e lo studio del linguaggio hanno una rilevanza primaria. In commercio c’è anche un saggio che approfondisce il possibile debito del filosofo Ludwig Wittgenstein nei confronti di Paul Ernst. È di Marco Bastianelli ed è pubblicato da Mimesis Edizioni.

Tra gli scritti più importanti di Paul Ernst possiamo citare Prinzessin des Ostens, 1903; Der schmale Weg zum Glück, 1904; Die selige Insel, 1909; Der Weg zur Form, 1906 (saggio); Canossa, 19o8; Ninon de Lenclos, 1910; Brunhild, 1909; Ariadne auf Naxos, 1912. Per quanto riguarda la traduzione delle opere di Ernst in Italia, dovete ahimè rivolgervi ad eBay o a librerie specializzate nell’usato (dovreste avere successo anche nelle biblioteche universitarie).

Foto | sito dedicato all’Autore




Mariantonietta Barbara

 

Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.