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pubblicato mercoledì, 16 marzo 2016 da Graphe.it in Zibaldone
 
 

Frasi e proverbi per la Domenica delle Palme

Domenica delle Palme a Monte San Biagio (Latina)

Domenica delle Palme: la benedizione delle Palme a Monte San Biagio (Latina)

La Domenica delle Palme è la domenica prima di Pasqua e con essa inizia la Settimana Santa, sette giorni densi di eventi (liturgici e popolari) per giungere a festeggiare la risurrezione di Gesù.

La Domenica delle Palme ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e la sua accoglienza trionfale da parte delle persone. Così racconta l’evento Luca nel suo vangelo (19,28-40):

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Solitamente la Domenica delle Palme si svolge una processione con i rami d’olivo (le usanze sono varie da località a località e la processione può essere più o meno breve, come anche le palme – spesso rami d’ulivo – vengono intrecciate e decorate). Nell’invitare alla processione, il sacerdote invita i fedeli con queste o simili parole: «Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione». La formula di benedizione è la seguente: «Dio onnipotente ed eterno, benedici questi rami [di ulivo], e concedi a noi tuoi fedeli, che accompagniamo esultanti il Cristo, nostro Re e Signore, di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo». Segue quindi la processione con le palme benedette e poi la celebrazione della messa, durante la quale si legge la Passione di Gesù, spesso in maniera dialogata tra il sacerdoti e altri lettori.

Frasi sulla domenica delle Palme

Per comprendere meglio la domenica delle Palme, i suoi riti e la sua spiritualità, ci affidiamo ad alcune frasi di papi (Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco) estraendole dalle loro omelie (consultabili sul sito del Vaticano) tenute proprio in occasione della giornata.

  • Ancora una volta noi commemoriamo, noi riviviamo il mistero pasquale. Il grande dramma, tragico e trionfante, della passione, della morte e quindi della vittoriosa risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, si riflette nel mondo, nella storia: come il sole lontano, egli è qui, con la sua luce, con la sua azione, con la sua perenne assistenza. (Paolo VI)
  • Attraverso le note della Santa Liturgia è sempre Gesù che passando sulla terra si accosta alle dimore degli uomini. I bambini innocenti lo hanno subito scorto, i primi, al suo incedere sopra l’umile giumento, super pullum asinae. Essi agitano rami di fresco olivo intorno a Lui, e gli cantano Osanna, osanna; mentre gli adolescenti e gli uomini maturi stendono i loro mantelli sul suo passaggio, anch’essi salutandolo con le note del canto antico. (Giovanni XXIII)
  • «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (cfr Lc 19,38), gridava festante la folla di Gerusalemme accogliendo Gesù. Abbiamo fatto nostro quell’entusiasmo: agitando le palme e i rami di ulivo abbiamo espresso la lode e la gioia, il desiderio di ricevere Gesù che viene a noi. Sì, come è entrato a Gerusalemme, Egli desidera entrare nelle nostre città e nelle nostre vite. Come fece nel Vangelo, cavalcando un asino, viene a noi umilmente, ma viene «nel nome del Signore»: con la potenza del suo amore divino perdona i nostri peccati e ci riconcilia col Padre e con noi stessi. (papa Francesco)
  • Ci commuove nuovamente ogni anno, nella Domenica delle Palme, salire assieme a Gesù il monte verso il santuario, accompagnarLo lungo la via verso l’alto. In questo giorno, su tutta la faccia della terra e attraverso tutti i secoli, giovani e gente di ogni età Lo acclamano gridando: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!” (Benedetto XVI)
  • Come i discepoli hanno acclamato Gesù quale Messia, colui che viene nel Nome del Signore, anche noi cantiamo a lui con gioia, e confessiamo la nostra fede: è lui la Parola unica e definitiva di Dio Padre, è lui la Parola fatta carne, è lui che ha raccontato a noi il Dio invisibile. (Benedetto XVI)
  • È la Domenica delle Palme. Seguiamo nello spirito la folla che salutava Gesù, mentre egli entrava a Gerusalemme. Essa avvertiva in lui il Messia: Colui che doveva venire dalla stirpe regale di Davide per salvare Israele. (Giovanni Paolo II)
  • Ecco il senso, il valore della Domenica delle Palme. Noi riconosciamo in Gesù di Nazareth il Messia, cioè il Cristo. Questa celebrazione significa per noi un grande atto di fede. Noi accettiamo, anzi noi esaltiamo il Messia, il Messia! Il Cristo salvatore, nell’umile Gesù, che nacque a Betlemme, che fino ai trenta anni visse a Nazareth come modesto artigiano, e che poi fu presentato e battezzato da Giovanni al Giordano, e cominciò a predicare il Regno di Dio, a fare miracoli strepitosi (come la moltiplicazione dei pani), a diffondere messaggi straordinari (pensate al discorso delle beatitudini), a risuscitare perfino i morti (pensate alla risurrezione di Lazzaro). Gesù è il Messia, è il Cristo, è il Re inviato da Dio, è il Figlio dell’uomo ed è il Figlio di Dio. La sua definizione è raggiunta! Quale sarà il seguito di questa certezza vedremo successivamente; il dramma messianico, nel suo aspetto pubblico universale e drammatico comincia qui: Gesù è il Cristo. (Paolo VI)
  • Folla, festa, lode, benedizione, pace: è un clima di gioia quello che si respira. Gesù ha risvegliato nel cuore tante speranze soprattutto tra la gente umile, semplice, povera, dimenticata, quella che non conta agli occhi del mondo. Lui ha saputo comprendere le miserie umane, ha mostrato il volto di misericordia di Dio e si è chinato per guarire il corpo e l’anima. (papa Francesco)
  • In questa ora ci associamo alla processione dei giovani di allora – una processione che attraversa l’intera storia. Insieme ai giovani di tutto il mondo andiamo incontro a Gesù. Da Lui lasciamoci guidare verso Dio, per imparare da Dio stesso il retto modo di essere uomini. (Benedetto XVI)
  • La Domenica delle Palme è il grande portale che ci introduce nella Settimana Santa, la settimana nella quale il Signore Gesù si avvia verso il culmine della sua vicenda terrena. (Benedetto XVI)
  • La processione delle Palme vuole essere l’immagine di qualcosa di più profondo, immagine del fatto che, insieme con Gesù, c’incamminiamo per il pellegrinaggio: per la via alta verso il Dio vivente. È di questa salita che si tratta. È il cammino a cui Gesù ci invita. (Benedetto XVI)
  • Nella processione della Domenica delle Palme ci associamo alla folla dei discepoli che, in gioia festosa, accompagnano il Signore nel suo ingresso in Gerusalemme. Come loro lodiamo il Signore a gran voce per tutti i prodigi che abbiamo veduto. Sì, anche noi abbiamo visto e vediamo tuttora i prodigi di Cristo: come Egli porti uomini e donne a rinunciare alle comodità della propria vita e a mettersi totalmente a servizio dei sofferenti; come Egli dia il coraggio a uomini e donne di opporsi alla violenza e alla menzogna, per far posto nel mondo alla verità; come Egli, nel segreto, induca uomini e donne a far del bene agli altri, a suscitare la riconciliazione dove c’era l’odio, a creare la pace dove regnava l’inimicizia. (Benedetto XVI)
  • Noi oggi teniamo nelle nostre mani i rami d’olivo. Sappiamo che poi questi rami seccheranno. Con la loro cenere cospargeremo le nostre teste, nell’anno prossimo, per ricordare che il Figlio di Dio, diventando uomo, ha accettato la morte umana per meritare a noi la Vita. (Giovanni Paolo II)
  • Oggi, nella Domenica delle Palme, siamo venuti anche noi per rivivere, in modo liturgico, quell’avvenimento profetico. Ripetiamo le stesse parole che allora – all’entrata in Gerusalemme – ha pronunciato la folla. Teniamo nelle mani le palme. Saremmo disposti a stendere i nostri mantelli sulla strada, per la quale viene alla nostra comunità Gesù di Nazaret – così come allora è entrato in Gerusalemme. (Giovanni Paolo II)
  • Osanna al figlio di Davide! La Chiesa ripete oggi in tutta la terra queste parole con le quali la moltitudine – riunita a Gerusalemme per le feste pasquali – acclamò Gesù di Nazaret. La Chiesa chiama questo giorno Domenica delle Palme, in ricordo delle palme che gettarono gli abitanti di Gerusalemme e i pellegrini, al passaggio di Gesù, salutato con grande entusiasmo dalla folla. (Giovanni Paolo II)
  • Questa celebrazione delle Palme, che riguarda la proclamazione di Gesù Messia, di Gesù il Cristo, di Gesù, nostro Salvatore, riguarda altresì il nostro destino, la nostra scelta primaria. Ripensate all’episodio decisivo, che stiamo celebrando: Gesù riconosciuto dal Popolo, e nello stesso tempo, Gesù osteggiato e poi fatto uccidere dai capi del Popolo stesso, che non vollero accoglierlo e prestargli fede, neppure dopo la risurrezione di Lazzaro, neppure dopo il suo ingresso trionfale e umile quale Messia in Gerusalemme. (Paolo VI)
  • Voi avete in mano i rami di olivo e di palma; li agitate, quasi per rievocare e ripetere l’avvenimento che allora dichiarò chi era Gesù. In quel giorno gli fu attribuito il nome che è diventato suo: Cristo, che vuoi dire Messia, Re, l’unto e il Consacrato da Dio; e che è poi il nome nostro, poiché ci chiamiamo cristiani. (Paolo VI)

Proverbi per la Domenica delle Palme

La saggezza popolare italiana ha prodotto alcuni proverbi sulla Domenica delle Palme che ruotano principalmente attorno a due temi: il clima e la pulizia (le grandi pulizie di Pasqua!).

  • L’olivo benedetto, vuol trovar pulito e netto.
  • La domenica dell’olivo tutti gli uccelli hanno il nido, e la merla furbarella l’ha per aria e l’ha per terra; ma il colombo sciagurato non l’ha ancora cominciato.
  • La domenica dell’olivo, ogni uccello fa il suo nido.
  • La palma benedetta, buone novelle aspetta.
  • Palma molle, Pasqua asciutta; Palma asciutta, Pasqua molle.
  • Quando si bagnano le Palme, si bagnano anche l’ova.
  • Se non piove il dì delle Palme, pioverà il dì della Pasqua.

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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








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