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pubblicato domenica, 20 marzo 2016 da Graphe.it in Zibaldone
 
 

Equinozio di primavera 2016: il doodle di Google

Equinozio di primavera 2016

Il doodle di Google per l’equinozio di primavera 2016

Siamo in primavera: alle ore 4.30 del 20 marzo c’è l’equinozio di primavera 2016. Con la stessa durata del giorno e della notte (questo vuol dire letteralmente equinozio, dal latino æquinoctium, ovvero «notte uguale») entriamo nella stagione primaverile che tanto allarga i nostri cuori.

Poteva Google dimenticare questo evento e non festeggiare il primo giorno di primavera? Giammai! E così, come d’abitudine, ecco puntuale il doodle per l’equinozio di primavera 2016. Si tratta di un doodle animato in cui la parola Google è completamente sostituita dai disegni.

In un paesaggio brullo, pieno di pietre e con un albero rinsecchito, avviene il miracolo: l’albero (pesco? ciliegio?) fiorisce e inizia l’amabile primavera. E anche le pietre, che possono sembrare quanto di più refrattario ci sia in natura, si meravigliano della fioritura e guardano stupite l’albero fiorito. Guardate gli occhi innamorati delle due pietre centrali, quelle che sarebbero le “o” della parola Google: non sono amorevoli? In quest’atmosfera lieta e festosa, però, succede una cosa: l’ultima pietruzza, la povera “e”, starnutisce e tutti i fiori cadono! Una sorta di messaggio solidale per quanti in primavera soffrono di allergie e, pur rallegrandosi della nuova stagione tiepida, hanno non pochi problemi.

I fiori che cadono come se niente fosse, poi, sono anche un monito: sì, è vero che inizia la primavera, la bella stagione dopo l’inverno, ma è pur vero che non è l’estate e che pioggia e vento e freddo sono sempre dietro l’angolo! Del resto, come dice il proverbio? «Ad aprile non ti scoprire, a maggio vai adagio». Figurarsi ora che siamo ancora a marzo: l’esultanza per l’equinozio di primavera 2016 ci sta tutta, ma con moderazione, altrimenti sai che malanni!

In conclusione ricordiamo una frase di primavera di Mario Rigoni Stern:

Una rondine non fa primavera, ma due upupe innamorate, due leprotti in un cespuglio, una cutrettola che corre sulla strada, due scoiattoli che si arrampicano tra i rami di un abete, sì. Se poi avvistiamo un rumoroso calabrone, una farfalla che si chiama Arcia, un lombrico, se sentiamo il canto di un cardellino, è primavera anche se il giorno dopo nevica.








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