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pubblicato domenica, 27 marzo 2016 da Roberto Russo in Poesia e dintorni
 
 

Meditazioni di notte pasquale: poesia di Pasqua di Yehuda Amichai

Yehuda Amichai, Meditazioni di notte pasquale

Yehuda Amichai, Meditazioni di notte pasquale

Auguri di buona Pasqua! Com’è nostra tradizione formuliamo i nostri auguri con una poesia. Per quest’anno ne abbiamo scelta una scritta da Yehuda Amichai (1924-2000), considerato tra gli autori più innovatori e influenti della poesia ebraica moderna.

In Meditazioni di notte pasquale (traduzione di Ariel Rathaus) il poeta parte dalla domanda rituale che il più piccolo fa durante la celebrazione della Pasqua: «Perché questa notte è diversa da tutte le altre notti?». A questa domanda si risponde, partendo dai più anziani, snocciolando la storia della salvezza, dell’uscita del popolo eletto dall’Egitto e dell’arrivo nella Terra promessa. Ma Yehuda Amichai va al di là della domanda e si sofferma sul significato della diversità, su cosa significhi essere diverso e su chi, in fin dei conti, sia realmente diverso.

Meditazioni di notte pasquale. In che è diversa, chiedemmo,
in che è diversa questa notte da ogni altra notte.
E per lo più siamo cresciuti, non faremo più la domanda ed alcuni
non smettono di domandare tutta la vita, così come chiedi
come stai o che ore sono e riti dritto per la tua via
senza sentire la risposta. In che è diversa ogni notte,
come una sveglia che placa e addormenta ticchettando
in che è diversa, tutto sarà diverso. Il diverso è Dio.
Meditazioni di notte pasquale. La Legge ha parlato
di quattro figli. Un saggio, un malvagio, un semplice ed uno
che non sa domandare. Ma nulla è mai stato detto
di un figlio buono o di uno amoroso.
E questa domanda non ha risposta e l’avesse un giorno
preferirei non saperla. Io che fui tutti e quattro i figli
negli intrecci più svariati, ho vissuto la mia vita, inutilmente
la luna mi illuminò, il sole se ne andò via, e pasque
passarono senza risposta. In che è diversa. Il diverso
è Dio, la morte è il suo profeta.

Foto | Di Illustrators of the 1897 Bible Pictures and What They Teach Us by Charles Foster [Public domain], attraverso Wikimedia Commons








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.